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Agron Tare: “Il servizio di Report? Costruito per colpire me e mio fratello”

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AGRON TARE REPORT – Continua a tenere banco il servizio mandato in onda da Report riguardante anche i fratelli Tare. Agron Tare, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica d’Albania e fratello del direttore sportivo della Lazio Igli, ha voluto dire la sua ai microfoni dell’Adnkronos.

Intervista Agron Tare: sul servizio di Report

“Tutto quanto è falso. Non ho mai avuto, in alcun modo, azioni in società di scommesse, né rapporti di alcun genere con personaggi legati ad ambienti malavitosi, né sono mai stato indagato dalla procura di Bari. Quanto affermato dai giornalisti non solo è offensivo per la mia persona ma è anche al contempo talmente assurdo e grossolanamente falso che esclude la sussistenza di una qualsiasi buona fede. Bastava fare delle piccole verifiche, dettate in primis dal buon senso ancor prima che dalle regole del giornalismo. Se non ci sono state, vien da pensare che sia stato tutto artatamente costruito a tavolino. Quando non si vogliono approfondire le cose, solitamente avviene perché conviene a qualcuno”.

Su Igli Tare

“Mio fratello Igli ricopre la posizione di Ds della società sportiva Lazio ed è il movente di questa campagna diffamatoria. E’ chiaro che ci sono dei soggetti terzi che hanno tutto l’interesse a colpirlo. Forse mi sbaglio, ma come diceva un vostro grande saggio politico, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Sulla sua delusione riguardo l’accaduto

“Sono molto deluso e arrabbiato che una emittente pubblica possa infangare in diretta tv la vita delle persone, veicolando agli ascoltatori messaggi falsi e altamente infamanti. I vertici della Rai non si assumono alcuna responsabilità per le irresponsabilità dei propri giornalisti? Da oltre un anno e mezzo copro la funzione di vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica d’Albania e tuttavia da Report vengo designato quale console in Turchia implicato in un affare di calciomercato del 2020. E’ un dato lampante e facile da verificare”. 

Sui danni alla sua famiglia

“Molte persone mi hanno chiesto come stavano le cose: colleghi che vociferavano dietro le spalle. E anche a livello lavorativo dover spiegare ai miei referenti governativi i termini della vicenda non rappresenta un fatto piacevole. Ho vissuto una forte sensazione di disagio e ho sofferto per questo. Tuttavia, il vero danno lo ha subito la mia famiglia. Vedere il dolore negli occhi dei miei genitori e di mia figlia minorenne è la più grande sofferenza. La dignità, dalle mie parti, non ha prezzo. E quando viene offesa gratuitamente in seguito a un ben ordito schema diffamatorio, il dolore e la rabbia sono molto forti”.

Sul procedere legalmente

“Procederò penalmente contro Report e i giornali che si sono subito precipitati a gettare fango su di me e mio fratello rendendosi complici di una vera e propria campagna mediatica di stampo diffamatorio. Soprattutto intendo agire contro i vertici Rai perché trovo inammissibile che si possa infangare tanto facilmente un esponente di governo di un altro Paese senza che vi sia il minimo controllo sull’operato dei propri dipendenti”.

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