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Foto Cafaro Gerardo/LaPresse
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CALCAGNO AIC INTERVISTA – Con l’autunno ormai alle porte, la curva dei contagi da Covid-19 ha ripreso a salire. Per il momento la situazione sembra essere di facile gestione, a patto che si osservino rigorosamente i precetti dati dal governo. La presenza del virus, però, interessa anche il mondo del calcio che a breve ripartirà ufficialmente. Di questo ha parlato Calcagno, presidente dell’AIC, ai microfoni di Radio Kiss Kiss. Ecco le sue previsioni sul futuro prossimo.

La ripresa del campionato

“L’idea è stata condivisa con tutte le componenti che hanno ritenuto idoneo far riprendere il massimo campionato appena dopo la metà di questo mese. In una prima ipotesi si era parlato del 12 settembre, ma abbiamo chiesto che fosse concessa una settimana in più perché, dopo il lockdown e un periodo molto intenso per finire la stagione, era preferibile dare ulteriori sette giorni di riposo ad atleti professionisti che hanno profuso uno sforzo non indifferente dal punto di vista fisico e mentale”.

La nuova stagione

“L’eccezionalità della scorsa stagione ìha determinato impegni ravvicinati non prevedibili e molte società forse non erano attrezzate, a livello di rosa di prima squadra, ad affrontare un periodo così particolare come quello dei mesi scorsi. Chiaro che lo slittamento della passata stagione ha lasciato il segno anche su quella che sta per iniziare, ma oggi certamente arriviamo tutti più preparati per affrontarla nella maniera migliore. Sapere già in partenza che ci saranno tanti impegni vuol dire che le rose saranno allestite in maniera diversa, fermo restando che il mantenimento della regola delle cinque sostituzioni potrà essere un buon aiuto e dare respiro alla gestione della partita e di conseguenza dello spettacolo in campo. Abbiamo visto in questi mesi che la professionalità degli staff, soprattutto in Italia, ha raggiunto, in tal senso, un livello eccezionale e quindi la situazione sarà certamente gestibile”.

I nodi da sciogliere

“Partiamo dal dire che le questioni riguardanti retribuzione e prolungamento dei contratti sono state gestite con la giusta dose di buon senso. Ora, con altrettanto buon senso, abbiamo l’occasione per affrontare tematiche che vanno dalla riforma dei campionati a quella dei calendari: tutto ciò che ruota attorno alle competizioni nazionali, vale a dire i sempre maggiori impegni per alcuni club a livello europeo con la nuova Champions League, e gli impegni delle rappresentative di ogni Paese, andranno coordinati al meglio per capire come tararci per i prossimi tre anni. Si dovrà capire innanzitutto che gli impegni per i calciatori, soprattutto per i top player, non potranno andare oltre un certo limite: ne stiamo anche parlando a livello di sindacato mondiale con la Fifpro per tarare il sistema senza pesare troppo sui calciatori migliori”.

Il futuro prossimo

“La situazione non ci deve mettere in apprensione abbiamo da tempo un’interlocuzione molto proficua con il Comitato Tecnico Scientifico, sappiamo che dobbiamo convivere col virus e questo non ci deve spaventare. Siamo, e continuiamo ad essere, i primi a volere la massima garanzia di sicurezza possibile, consapevoli che il protocollo ha funzionato bene e la scorsa stagione è stata portata a termine egregiamente da questo punto di vista. Sapevamo che al ritorno dalle vacanze il numero dei positivi sarebbe cambiato, ma non vedo allarmismi e credo che saremo attenti, come sempre, a valutare la situazione di settimana in settimana”.

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