IL PAESE – “Andiamo figli della patria, il giorno della gloria è arrivato”: inizia così la Marsigliese, l’inno nazionale della Francia, diventato nella storia il simbolo della lotta alla tirannia in tutta Europa. Libertè, Egalitè, Fraternitè. Un motto bagnato dal sangue delle vittime della rivoluzione francesi e più di recente, dagli attacchi terroristici di Charlie Hebdo prima e del Bataclan poi. Il Paese è sconvolto dopo il doppio attentato dell’Isis, come lo è il mondo. Parigi, Capitale della modernità europea, della moda e dello stile di vita Occidentale piange così le sue vittime e innalza il livello di sicurezza. Ora il Paese è blindato. Il presidente Hollande, socialista, è a capo di una repubblica semipresidenziale con 67 milioni di abitanti. Loro, i francesi, hanno deciso però quale strada percorrere: a destra, verso il Front National di Marine Le Pen, vincitore delle elezioni regionali e in testa ad ogni sondaggio per guidare la Francia anche nel 2017.

IL CALCIO IN FRANCIA – Il calcio per fortuna è un’altra cosa, ma anche lo sport ha subito pesanti ripercussioni dopo la notte del 13 novembre. La normalità prende il nome del Psg, club avviato già alla conquista del titolo con 15 punti di vantaggio sulla seconda (l’Angers), a due giornate dalla fine del girone d’andata. Sarebbe il quarto titolo consecutivo e all’orizzonte c’è il record del Lione, campione di Francia per 7 stagioni consecutive dal 2002 al 2008. La storia però racconta altre protagoniste. Si parte nel 1932 e dopo l’equilibrio dei primi anni, nel dopoguerra domina lo Stade Reims, fino all’apice della Coppa Campioni persa in finale nel 1959 contro il Real Madrid. Poi negli anni 60′ sarà equilibrio con Nantes e Monaco prime protagoniste, a far partire la volata al grande exploit del Saint Etienne nei ’70. Nessuno in Francia ha vinto più dei Verts (10 campionati), ma il club non conquista il tricolore da 24 anni. Nel frattempo ha brillato la stella dell’Olympique Marsiglia campione d’Europa 1993 di Goethals, con in campo campioni del calibro di Deschamps, Voeller e Boskic. Tre anni dopo il Psg vincerà la Coppa delle Coppe e sarà l’ultimo trionfo europeo di un club francese. Poco dopo però arriverà la gioia più grande, con la nazionale campione del mondo (’98), poi d’Europa (contro l’Italia nel ’00) di Barthez, Henry, Thuram, Zidane, Viera, Djorkaeff. E’ il miglior momento della storia del calcio transalpino.

IL SAINT ETIENNE – Per tutti è il club che ha lanciato Michel Platini, attuale presidente dell’Uefa e tra le stelle più brillanti della storia del calcio francese. Con lui i Verdi vincono l’ultimo titolo del 1981, prima di cederlo alla Juventus dopo 142 partite e 82 gol. Il momento più alto al Geoffroy Guichard però è precedente e arriva grazie ad un dream team guidato da due tecnici: Batteux domina dal ’67 al ’70, Herbin vince i suoi tre titoli consecutivi dal 1973 in poi. La Francia vive una nuova rivoluzione, con una squadra di provincia che si dà al calcio-champagne con campioni come Bosquier, Herbin, Jacquet, Curkovic, Piazza e i fratelli Revelli. Saint Etienne, in italiano Santo Stefano è una piccola città della Loira a 60 km da Lione, nella regione Rodano-Alpi. E’ la 14° del Paese per numero di abitanti, nella storia tra i poli industriali siderurgici più importanti della Francia. Recentemente sta vivendo la sua conversione verso l’arte e il design, tanto che l’Unesco nel 2010 l’ha inserita nella lista delle “città creative del mondo“. Una crescita che corre di pari passo alla squadra di calcio, da dicembre 2009 guidata da Galtier, tecnico che l’ha riportata in alto tra le prime del campionato, qualificandosi nelle ultime 3 stagioni in Europa League. Una squadra imbattuta tra le mura amiche contro le italiane. La Lazio oltre la crisi, proverà ad invertire anche questa tendenza.

Giorgio Marota
TWITTER: @GiorgioMarota

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