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Anderson vs Alex Sandro: dal Santos all’Europa, il sogno che diventa realtà

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Tempo di lettura: 2 minutiFACCIA A FACCIA – Dall’ultima vittoria della Lazio in casa della Juventus ne è passato di tempo. Era il 15 dicembre 2002: tra i biancocelesti c’era pure Simone Inzaghi, oggi tecnico dei capitolini che punta all’impresa. Dopo l’incontro maledetto di Shanghai, è capitolata velocemente l’armata di Pioli: la Supercoppa, i preliminari di Champions, il campionato disastroso. La partita contro i bianconeri può avere il gusto dolce della rivalsa, insieme alla speranza di acciuffare un sesto posto che fino a due settimane fa sembrava utopia. Allo Stadium è la gara di obiettivi e buoni propositi, ma anche di ex compagni di squadra: Felipe Anderson ed Alex Sandro, i brasiliani cresciuti calcisticamente al Santos, il cui destino si è incrociato di nuovo in Italia.

IL PRIMO CLUB NON SI SCORDA MAI – Alex Sandro, classe ’91: professione terzino ma, in alternativa, ottima ala, proprio come il conterraneo Felipe. Muove i suoi primi passi nel Paranaense ma la svolta si chiama Santos, con cui vince tanto: in squadra dal 2010, nel 2011 saluta la terra d’origine per l’Argentina che gli apre le porte d’Europa. Quattro anni al Porto, prima di arrivare a Torino dopo mesi di trattative. Anderson, classe ’93, al Peixe ci si fa le ossa: prima con l’Under 20, poi nel 2010 in prima squadra. Resta in Brasile fino al 2013, quando poi la Lazio lo acquista per 7,50 milioni. Ma si sa, il primo club non si scorda mai: “Sarò sempre orgoglioso di averne fatto parte. 104 anni di storia, 104 anni di successi”, ha scritto El Pipe qualche giorno fa per il compleanno della società, dimostrando di non aver mai dimenticato quei primi colori.

QUEI PARAGONI ILLUSTRI – Ognuno ha il paragone che si merita. E questi due gioielli ne portano uno ciascuno davvero importante. In patria le progressioni del bianconero, per esempio, sono state paragonate a quelle del connazionale Roberto Carlos. Dotato di grande corsa e scatto, nonostante sia un terzino sinistro può essere usato anche per le azioni d’attacco. “In Brasile lo accostano a me e a dire la verità io un po’ mi rivedo in Alex Sandro“, aveva detto il campione del mondo in un’intervista elogiando il ragazzo. E’ stato Mihajlovic invece a paragonare il biancoceleste a Cristiano Ronaldo: “La cosa mi rende orgoglioso. Questo tipo di complimenti mi motiva, mi dà la forza per migliorare ogni giorno”, la reazione di Felipe.

MANCHESTER CALLING – Voci di mercato passate che tornano a farsi sentire, ora che il campionato volge al termine. La Juventus non è intenzionata a cedere Alex Sandro, corteggiato da City e United, ma sarebbe disposta a  trattare solo davanti a un’offerta di 50 milioni di euro. Il numero 12 bianconero ha un contratto in scadenza nel 2020 e, a meno di proposte indecenti, resterà a Torino. Il laziale invece, potrebbe partire: l’anno scorso le sirene inglesi avevano suonato anche per lui, ma alla fine era rimasto. Meno di un mese fa il City ha twittato: “Avete mai visto Felipe Anderson in azione con la Lazio?”, scatenando i commenti dei tifosi. L’interesse c’è, ma la risposta del numero 10 è chiara: “Ho la testa solo alla Lazio e alla Nazionale brasiliana”. Il terzino punta invece all’obiettivo finale: “Chi viene alla Juventus sa che può lottare sempre per vincere tutto”. Il ragazzo di Brasilia e quello di Catanduva: due talenti giovani che progettano il futuro sempre più con le “ali ai piedi”.

 

Michela Santoboni

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