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Arp Youth Sector, la presentazione del nuovo e unico progetto dedicato al Settore Giovanile. Le parole di Lotito e degli ospiti (FOTO)

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Dalla nostra inviata Giorgia Civita

ARP YOUTH SECTOR – Nella giornata di oggi, mercoledì 20 gennaio, alla presenza del Presidente Claudio Lotito, la società biancoceleste ha presentato “ARP YOUTH SECTOR“. Un progetto speciale, unico in Italia, dedicato allo sviluppo dei ragazzi del Settore Giovanile. Il progetto prende il nome dell’acronimo delle parole Analisi, Ricerca e Performance. A partecipare anche l’allenatore del Settore Giovanile, Tommaso Rocchi. Durante la conferenza, ha preso parola Roberto Rao, nuovo portavoce di Lotito, che successivamente ha presentato i vari ospiti.

Roberto Rao

“Un saluto ad Arturo Diaconale, che nonostante la malattia è rimasto sempre lucido nel suo ruolo. Un saluto al reparto della comunicazione, guidata da Stefano De Martino che fa sempre un lavoro efficiente”.

Mauro Bianchessi, Responsabile del Settore Giovanile S.S. Lazio e DS S.S. Lazio Women

“E’ un giorno molto importante perché con grande soddisfazione e per volontà del presidente Lotito, siamo qui a presentare non solo progetti tecnici ma anche di formazione futura. Il primo corso di formazione che può dare sbocchi futuri, in collaborazione con Konami, permetterà di sviluppare videogiochi. Il secondo progetto è in collaborazione con la FIGC e permette di avere il patentino E, primo step per la carriera di allenatore. La missione del settore giovanile ritengo che in questo periodo molto particolare, debba essere una risorsa e non una spesa per la società. Una crescita per le squadre e i calciatori. Questo anno è stato troppo viziato dal Covid, ma ci sono state comunque delle soddisfazioni. La produzione dei calciatori deve essere sempre all’altezza della società e noi siamo riusciti a costruire, prendendo dei professionisti in alcuni ruoli, a creare un progetto unico in Italia. La ricerca delle performance con l’obiettivo di migliorare la qualità dei giovani non solo con gli allenamenti in squadra, ma lavorando a 360 gradi su ogni aspetto. Lavoriamo su fisico, qualità atletiche e carattere. Abbiamo creato questa struttura e possiamo utilizzare gli impianti che la società Lazio ci ha messo a disposizione. Vogliamo valorizzare i ragazzi del territorio”.

Andrea Cardone, coordinatore del progetto

“Ringrazio il Presidente e il dottore che mi hanno permesso di far parte della società e di coordinare un progetto molto importante. Il mio obiettivo è quello di curare la performance a 360 gradi di ogni tipo di atleta. Il fine è quello di migliorare ogni giocatore del settore giovanile dal punto di vista atletico, psicologico e nutrizionale. Per questo all’interno del percorso ci sono diversi tipi di allenamento con varie strumentazioni. Tutti i ragazzi sono stati messi alla prova di test funzionali, per poi analizzarne i risultati e migliorare gli aspetti deboli. Il profilo psicologico è fondamentale, per questo lascio la parola al dott Chiavetta”.

Vincenzo Chiavetta, psicologo del Settore Giovanile S.S. Lazio

“Ringrazio il Presidente ed il direttore per aver dato grande spazio alla psicologia dello sport, in quanto una buona prestazione sportiva non è solo frutto di atletica ma anche di un buon livello psicologico. La base dell’allenamento psicologico prevede l’incremento di fiducia, autostima, concentrazione e capacità di gestire ansia e rabbia, in quanto i pensieri dell’atleta influenzano la prestazione sportiva. Lavoriamo molto sulla personalità del giocatore, per farlo giocare con la voglia di dare il massimo. Anche l’umiltà è un punto fondamentale, perché si deve essere in grado di mettersi al servizio degli altri.”

Tommaso Rocchi

“Sono sempre felice ed orgoglioso di rappresentare la Lazio. Ringrazio il presidente per tutto ciò che sta facendo nel settore giovanile. Sono cose importanti che fanno bene. In base alla mia esperienza personale credo che questo sia un progetto unico. Penso di aver fatto una buona carriera da calciatore e spero di farla da allenatore. Penso che se da giovane avessi avuto a disposizione un’occasione del genere, avrei potuto fare anche meglio. I ragazzi devono voler arrivare al massimo, sempre. Ci deve essere un obiettivo finale ed un progetto in comune. E questo obiettivo si chiama Lazio, che è il massimo a cui ogni giovane deve ambire”.

Lotito sull’importanza del progetto

“Ho ritenuto essere presente nonostante mille impegni inderogabili sia sportivi che imprenditoriali, perché ho lavorato molto per il settore giovanile. Quando entrai nel 2004 c’era una situazione infrastrutturale disastrosa, poiché la società era vicina al fallimento. Ritengo che le capacità del giocatore non siano esclusivamente tecniche, ma anche e soprattutto legate alla capacità psicologica. Perché tutti devono lavorare all’unisono per raggiungere un traguardo. Per questo ho ritenuto necessario migliorare le strutture, portandole ad essere all’avanguardia. Ora a livello infrastrutturale ritengo che siamo ad un ottimo livello.

Lotito parla delle strutture

“Controllo ogni singola cosa, perché il percorso deve essere all’altezza fin da quando si è bambini. Nessuno deve potersi lamentare della mancanza di poter esprimere al meglio le proprie qualità. Ho inteso creare una struttura osmotica, ossia la struttura di Primavera, giovanile e Prima Squadra identiche. Hanno una sala video, una palestra, un magazzino con processo di sanificazione autonomo e campi, anche sintetici, che possano permettere agli atleti di esprimersi al massimo. Inoltre abbiamo una piscina che ci porta ad essere l’impianto sportivo più grande d’Italia. Tra l’altro è tutto brandizzato, perché i giocatori sin da subito devono sentirsi parte di una grande famiglia. Quindi in questo contesto è fondamentale avere degli esempi e sentirsi parte di un grande progetto, nonostante i sacrifici. Per i giovani non ci sono disparità di trattamento rispetto alla prima squadra, perché le strutture sono le medesime. Ho sempre chiesto il massimo nelle strutture. Il rendimento poi dipende da voi giovani, perché ognuno di voi deve essere in grado di esprimere al 100% le proprie qualità”.

Lotito, i giovani motivo d’orgoglio

“Per noi è motivo di orgoglio vedere un ragazzo passare dalle giovanili in prima squadra. Poi voglio che acquisiate una serie di valori: il rispetto, il merito, l’umiltà, la determinazione e lo spirito di sacrifico. Tutte componenti fondamentali per il raggiungimento di grandi risultati ed il mio compito è quello di guidarvi in questo percorso, perché sono il capo di questa grande famiglia. Con tutte queste caratteristiche si possono vincere le partite. E oltre ad essere grandi atleti, sarete anche grandi cittadini. Questo progetto, quindi, permetterà alla Lazio di essere la prima in ambito internazionale a disporre di questo reparto innovativo. Non c’è solo estetica, ma sostanza. Ci sono i principi di crescita sportiva, umana e valoriale”.

Bianchessi su Darson Koulibaly, un giovane della Costa D’Avorio

“Questo ragazzo ha sofferto molto, è arrivato a Roma da solo ed è stato accolto. Non ha mai giocato a calcio ed un amico, che è assistente sociale, mi ha detto di fargli un provino a Formello. Con grande sorpresa abbiamo scoperto un grande talento e valori. Deve inserirsi, ma dal 28 dicembre è stato tesserato dopo 8 mesi di grande fatica. Quando inizieremo a giocare il 7 o il 14 febbraio lo vedremo e lui farà parlare di sé”.

Bianchessi presenta due nuove giocatrici della Lazio Women

“La nostra prima squadra, unica imbattuta in campionato, il Presidente ha voluto ancora rinforzarla facendo dei sacrifici. Con Monica Cabrini nel giorno di natale eravamo in collegamento con Olanda e Belgio, perché volevamo prendere Luijks che ha giocato nel PSV Eindovhen, Anderlecht, in Serie A con il Bari e voglio darle il benvenuto. In ultimo la presentazione di una ragazza cresciuta nella seconda squadra di Roma, debuttando anche con il Sassuolo in Serie A grande tifosa laziale, ha fatto una rinuncia economica per giocare con questa squadra perché è il suo sogno: Camilla Labate, Nazionale under 23 italiana. Il sogno della Lazio femminile è quella di vincere il campionato e di giocare in serie A il prossimo anno”.

Lotito sul razzismo

“Quando la Lazio veniva descritta come squadra razzista, ha fatto un grande salto avanti non solo per avere assunto un comportamento di rispetto e di tutela delle minoranze e delle persone più deboli, ma ha inserito come consigliere anche il presidente della fondazione Shoah. Perché la Lazio coltiva e promulga questi valori”.

Le foto della presentazione

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