CRONACA DI ROMA
Attentato a Ranucci, bomba distrugge la sua auto e quella della figlia: c’era un chilo di esplosivo
Un ordigno esplosivo. Una bomba. Due auto saltate in aria, carbonizzate. Il frastuono dell’esplosione che squarcia il silenzio di una notte d’autunno a Campo Ascolano, vicino Roma. Il giornalista di Report, Sigfrido Ranucci, è stato vittima di un gravissimo attentato proprio fuori da casa sua. Lui da pochi minuti aveva fatto ritorno nella sua abitazione.
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Attentato a Sigfrido Ranucci: una bomba distrugge la sua auto e quella della figlia
Un fatto gravissimo, per diversi aspetti. Il primo è che si tratta di un attentato, dai sapori e dalle modalità antiche. Una bomba è esplosa fuori la casa del noto giornalista, a Campo Ascolano, e ha distrutto due auto, la sua e quella della figlia. Le vetture, parcheggiate una accanto all’altra davanti all’abitazione, sono state avvolte dalle fiamme e completamente distrutte.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli investigatori della Digos, che hanno avviato i rilievi tecnici per accertare la natura della doppia esplosione. Si parla, come riferisce Repubblica, di un ordigno rudimentale con un chilo di esplosivo che sarebbe stato posizionato tra la macchina del giornalista e il cancello d’ingresso dell’abitazione. Oltre alle vetture, sono andati distrutti anche i vasi e le piante che si trovavano nelle vicinanze.
Le forze dell’ordine sono a lavoro per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili. Delle indagini si occupa il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Frascati, che attendono l’esito degli accertamenti degli artificieri, che sono al lavoro sulle due auto esplose. I pm dell’Antimafia hanno stanno indagando sull’attentato di natura dinamitarda, con il fascicolo che è in mano al sostituto procuratore della DDA di Roma Carlo Villani. A coordinale il pool c’è il Procuratore di Roma, Francesco Lo Voi.
La ricostruzione dei fatti
Il giornalista Rai, al momento dell’esplosione, era in casa. Da pochi minuti aveva fatto rientro nella sua abitazione, mentre la figlia era tornata da circa una mezz’ora e aveva parcheggiato la sua auto accanto a quella del padre. Poco dopo le 22:00, ecco il boato. Le macchine in fiamme, i vasi distrutti, la serenità di un uomo e della sua famiglia messe ulteriormente a dura prova.
Ranucci ha spiegato che già in passato era stato vittima di minacce e intimidazioni, tutte regolarmente denunciate e su cui la magistratura sta indagando da tempo. L’esplosione, ha sottolineato il giornalista, è stata talmente forte che ha danneggiato la casa dei vicini e avrebbe potuto uccidere chi fosse transitato in quel momento.
di Claudio Troilo
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