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MILINKOVIC LAZIO – Il destino sa riservare brutti scherzi, ma anche regalare occasioni d’oro quando vengono riconosciute e colte al volo. E di sicuro il fato ha avuto la sua parte nella storia tra la Lazio e Sergej Milinkovic. Il calciatore serbo compie oggi 25 anni, gli ultimi 5 dei quali vissuti con i colori biancocelesti sulla pelle. Un binomio di successi divenuto possibile grazie ad un guizzo del ds Tare, in una lunga notte di parole e pressing incessante che ha convinto il ragazzo a prendere in fretta un treno per Roma proprio mentre la dirigenza della Fiorentina gli stava porgendo una bella penna blu per firmare un contratto con la Viola.

Milinkovic, l’inizio della favola

La penna, invece, Sergej l’ha presa in mano 280 km più a sud, nel quartier generale biancoceleste. E’ il 6 agosto 2015 quando Milinkovic, per una cifra intorno ai 10 milioni di Euro, diventa ufficialmente un nuovo giocatore della Lazio. Il serbo arriva a cavallo tra l’ultimo anno della gestione Pioli e l’inizio dell’era Simone Inzaghi. E proprio il numero 21 può considerarsi la prima scommessa vinta dal tecnico piacentino. Il mister lo relega a luogo di comprimario, preferendogli Onazi. Ma piano piano il Sergente sale nelle gerarchie. Il debutto con la maglia della Lazio avviene in Champions League (destino?), nel preliminare di andata contro il Bayer Leverkusen (vinto 1-0). La prima marcatura sempre in un torneo internazionale, in Europa League (Dnipro-Lazio 1-1).

La Lazio di Milinkovic

Il destino ritorna prepotente nella storia biancoceleste del Sergente. Il giocatore segna la sua prima rete in Serie A il 9 gennaio 2016. Una data speciale, e contro un avversario ancor più particolare, ovvero quella Fiorentina sedotta ed abbandonata poco tempo prima. Milinkovic fa gol, indica con il dito il simbolo della Lazio sulla maglietta, ribadendo ancora una volta a tutti la convinzione della sua scelta. Quella rete segna l’inizio di un percorso incredibile, l’affiatamento con il popolo biancoceleste cresce di partita in partita, Simone Inzaghi lo fa rendere al massimo sfruttando le sue doti fisiche e tecniche in mezzo al campo. Il serbo diventa il punto di riferimento nei rinvii lunghi, il partner ideale di Ciro Immobile per appoggiarsi con le sponde e diventare letale in area di rigore. E’ la Lazio di Milinkovic, un giocatore unico nel panorama europeo e per questo valutato 150 milioni di euro.

L’anno del Sergente

Una cifra spaventosa, che forse mette timore anche al giocatore. Il presidente Lotito resiste alle offerte dei top club europei, lo tiene in rosa, ma Sergej non è più lo stesso. La quarta stagione con la maglia della Lazio è la meno redditizia: appena 7 gol in 41 presenze. C’è bisogno di una scossa, e allora il mister compie l’ennesima magia. Inzaghi cambia ruolo al Sergente, lo allontana dall’area di rigore avversaria e lo indietreggia a centrocampo. Una mezzala difensiva, con Luis Alberto più avanzato. E il tutto funziona. Milinkovic è arrivato già a 5 gol e 7 assist in stagione, guadagnandosi anche l’appellativo di “ammazza big“, dopo le reti decisive (e spettacolari) realizzate in campionato contro Juventus e Inter. L’apoteosi della Milinkocrazia.

Le profezie di Sergio

Milinkovic ha rifiutato sempre le offerte delle big d’Europa, sposando il progetto Lazio. Ed ora la Lazio sta diventando grande insieme a lui. Nella capitale si sogna lo scudetto, il serbo tiene i piedi per terra ma sui social sbandiera il suo credo. Dopo ogni partita sentenzia il suo verbo, piccole profezie che poi si realizzano sul campo. Dagli scherzi con l’amico Cataldi, alle passeggiate per Roma con la compagna Natalija, il Sergente ha trovato nella capitale un perfetto nido d’amore. Giocatore serbo numero 12 della storia della Lazio, Milinkovic diventerà il secondo con più presenze contro il Bologna. Sergej, con i rossoblu, toccherà quota 194, superando proprio Sinisa Mihajlovic, attuale allenatore dei felsinei, fermo a 193 (destino?). Al primo posto c’è Dejan Stankovic (214), ma Sergio (come lo chiamano affettuosamente nello spogliatoio) è già leader tra i serbi biancocelesti per numero di gol realizzati (36).

Da Lazio Bologna al sogno proibito

E Milinkovic, contro il Bologna, ha anche uno score positivo. Negli otto precedenti, Sergej non ha mai perso: 4 vittorie, 4 pareggi, ai quali bisogna aggiungere due gol e un assist realizzati. L’ultima rete ai rossoblu l’ha siglata nel match dello scorso anno, nel pirotecnico 3-3 di fine campionato. Il serbo ieri non si è allenato per un affaticamento muscolare, ma Simone Inzaghi spera di recuperarlo in tempo per il match. Milinkovic farà tutto per esserci: d’altronde sogna un gol vittoria per festeggiare con l’abbraccio della Curva Nord i suoi 25 anni. In attesa, chissà, di scartare il regalo più grande…

Marco Barbaliscia

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