Pubblicato il 3/01 alle ore 18.15

NEWS DEL GIORNO – Anno nuovo, modulo… vecchio. La Lazio ha smaltito i festeggiamenti per il Natale e per il nuovo anno e da qualche giorno è tornata a lavorare a Formello. Nel mirino la sfida con il Carpi del 6 gennaio: una sfida da non sottovalutare, nonostante la squadra sia attualmente relegata al penultimo posto della classifica con due punti di vantaggio sul fanalino di coda Hellas. Gli emiliani hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà anche le prime della classe, causando più di qualche grattacapo, tra le altre, anche alla Juventus lanciata nella personale scalata della graduatoria. Per battere gli emiliani, Pioli dovrà prima vedersela con due “nemici” particolari, che hanno trovato casa da qualche tempo dalle parti di Formello, gli infortuni e le squalifiche.

LE ASSENZE – Mezza squadra è ferma ai box: non recupera Marchetti, così come non ci saranno Gentiletti, Lulic, Kishna e molto probabilmente Basta, a cui va ad aggiungersi il lungodegente de Vrij. A questi vanno sommati gli squalificati: due pedine fondamentali per il centrocampo, Biglia e Milinkovic-Savic, hanno rimediato la squalifica nell’ultimo match del 2015, la bella vittoria sull’Inter padrona della vetta della Serie A. Nonostante l’imponente numero di assenze, dalle prime prove tattiche è emerso un particolare molto interessante. Pioli sembra orientato a riproporre il tanto caro 4-3-3, accantonando momentaneamente il centrocampo a quattro proposto in alcuni match per tentare di scacciare la crisi e mettendo da parte l’idea 4-2-3-1, sperimentata nella prima amichevole del 2016, quella vinta con 18 reti di scarto contro i dilettanti del Real Carsoli. Vista l’emergenza in mediana le scelte paiono quasi obbligate: al fianco di Parolo ci sarà Cataldi, con Onazi pronto a difendergli le spalle posizionandosi qualche passo più indietro, ad agire come vertice basso del terzetto.

MARCHIO DI FABBRICA – Già contro l’Inter, partita in cui la Lazio ha offerto una delle migliori prove stagionali, Pioli era tornato al passato affidandosi di nuovo al proprio marchio di fabbrica, il 4-3-3. Anche nel match precedente stessa scelta, nella vittoria in rimonta in Coppa Italia sull’Udinese impostazione simile, che ha pagato, placando quella fame di risultati che stava bloccando la Lazio da più di un mese. E’ proprio questo il modulo che pare cucito su misura per la Lazio: i risultati dello scorso anno sono sotto gli occhi di tutti, al termine del campionato la truppa biancoceleste ha raggiunto il terzo posto, meritando i complimenti di tifosi e addetti ai lavori. Gli interpreti principali sono rimasti, uno degli obiettivi del mercato estivo era proprio quello di mantenere i big e puntellare la rosa con giovani di prospettiva. L’esplosione di Milinkovic-Savic e la sua duttilità ha fatto sperimentare al tecnico laziale anche il 4-2-3-1 in cui il giovane serbo ha agito da trequartista atipico. A Milano ha dimostrato di poter ricoprire con ottimi risultati il ruolo di mezz’ala. Gli esterni, protagonisti principali della scorsa stagione, Candreva e Felipe Anderson, hanno dato segnali di ripresa, Matri si sta conquistando il posto a suon di gol. Non si escludono nuovi cambiamenti, ma la strada per il 4-3-3 sembra, di nuovo, spianata.

Gian Marco Torre

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