INTERVISTE
Ballotta: “Che rammarico uscire in Champions con il Valencia”
L’ex portiere della Lazio Marco Ballotta ha ripercorso tutta la sua lunghissima carriera in un’intervista molto interessante ai microfoni di TMW Radio.
LEGGI ANCHE: Dezotti: “La mia più grande fortuna? Passare dalla Lazio alla Cremonese”
Ballotta sui suoi primi passi da calciatore.
“Io all’epoca giocavo, mi divertivo, sono cresciuto nel settore giovanile del Bologna ma mai avrei pensato di diventare professionista. Sono cresciuto con Pagliuca, poi da lì sono andato in Interregionale, per crescere più in fretta. Da lì sono tornato a Bologna e da lì sono partito nella mia carriera. Sinceramente pensavo chissà cosa volesse dire giocare con i professionisti, ma in realtà per me era tutto facile.
Mi videro dei dirigenti del mio paese dove vivevo e mi chiesero se volessi andare a iscrivermi alla società per giocare lì. Allenandomi anche in porta durante il gioco normale avevo delle attitudini da portiere, anche se non ci avevo mai giocato. Poi per l’incidente di un portiere mi chiesero di provarci e cominciai ad andare anche discretamente. Poi mi videro i dirigenti del Bologna e mi portarono lì”.
Ballotta sul suo periodo alla Lazio.
“Mi ricordo Dino Zoff, il mio idolo da bambino, che mi scelse. Per me sapere che lo avesse fatto lui fu un enorme piacere. Già lì siamo partiti col piede giusto. Io poi all’epoca non avevo il procuratore e firmai direttamente con lui. Mi chiese quanto volessi e io gli dissi ‘Faccia lei’. Lo misi in difficoltà ma mi diede più di quello che pensassi. Inizialmente mi feci male a un ginocchio, dopo il ritiro, e già lì sentivo voci che dicevano che veniva preso un anziano. Poi però dopo 20 giorni ero già in campo. E mi sono ritagliato i miei spazi. Mi sono trovato benissimo con Eriksson.
Mi chiese di fare il patentino durante la stagione, perché mi voleva portare con sè dopo la carriera. Ma non l’ho seguito perché ho giocato tanto ancora. L’unico rammarico l’anno quando siamo arrivati ai quarti di Champions, andando fuori col Valencia. Quel gruppo era fatto da fenomeni. A Formello nelle soste per le nazionali rimanevamo in 4-5 a fare allenamento, per capire che gruppo era. Erano tutti nazionali. Nei momenti più caldi, Eriksson, da classico svedese, lui sereno ti dava una risposta. Era un piacere dargli una mano in panchina, si faceva davvero ben volere”.
Ballotta chiude soffermandosi sul suo periodo all’Inter.
“Ho avuto Lippi a Cesena, dove non ho mai giocato. Poi l’ho incontrato col Parma quando era con l’Atalanta, e lui mi disse che avrei meritato di giocare a quel tempo. E secondo me fu lui a chiamarmi all’Inter , forse anche per questo motivo. Ero curioso di andare in una squadra così blasonata, per vedere come erano organizzati, ma non era come pensavo. Poi col tempo migliorò. Però c’erano giocatori importanti In quell’anno però eravamo assortiti male”.
@Copyright Lazionews.eu
Riproduzione, anche parziale, vietata. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge
TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – TELEGRAM
TUTTE LE NOTIZIE GRATIS SULLA LAZIO SUL TUO TELEFONINO – WHATSAPP
-
CALCIOMERCATO LAZIO10 ore agoMandas, il Bournemouth c’è ancora ma Gattuso ci vuole puntare: le ultime
-
CALCIOMERCATO LAZIO12 ore agoAl Sadd Romagnoli, brusca frenata: ecco la settimana decisiva!
-
CALCIOMERCATO LAZIO12 ore agoLutaro Rivero lascia il River, la Lazio osserva: Fabiani tenta l’affondo
-
CALCIOMERCATO LAZIO2 giorni agoProvedel Inter, ecco la richiesta della Lazio