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Bisignani: “Lazio profondo rosso, rosso di vergogna come il volto di Lotito”
Luigi Bisignani, sulle colonne del quotidiano Il Tempo, è tornato a commentare le vicende in casa Lazio, soprattutto dopo l’allarmante sconfitta degli uomini di Gattuso contro il Mantova in Coppa Italia. Ecco le sue parole.
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Il commento di Bisignani sul momento della Lazio
“Caro direttore, Lazio profondo rosso. Rosso come le maglie dell’onesto Mantova; rosso di vergogna come il volto del presidente-senatore, che non accompagna neppure la squadra in uno snodo cosi decisivo, chiuso nel suo rifugio-bunker di Cortina come un generale in fuga dai suoi uomini; rosso come il direttore Fabiani, che continua a parlare di calciomercato ben sapendo che non c’è un euro e che ormai si sta diffondendo un terribile passaparola, secondo cui i calciatori non vogliono più venire a giocare nella Lazio, una squadra «senza nocchiero in gran tempesta».
Rosso – e dispiace dirlo – anche per l’allenatore Gattuso, che, dopo oltre un decennio in panchina, ha raccolto risultati decisamente inferiori ai successi ottenuti da calciatore. Rosso perché non è riuscito a imporsi con la società, accettando una preparazione precampionato, fondamentale per la condizione atletica, nel ritiro di Formello, a porte chiuse e con 40 gradi. E non è riuscito a trasmettere neppure quella carica agonistica e quella passione che gli avevano regalato il soprannome di Ringhio. Per non parlare di quando si è presentato ai giornalisti in una ridicola conferenza stampa, mentre al Teatro Manzoni iniziavano gli Stati Generali”.
Bisignani su Gattuso
“Ma a Gattuso forse è stato già promesso che, se fallirà con la Lazio, potrà rifugiarsi nella sua Calabria ad allenare la Reggina. Presidente e allenatore in Calabria: uno alla ricerca di un sempre più problematico seggio parlamentare, ora che in Forza Italia iniziano a prendere le distanze; l’altro a tentare una nuova avventura tra i suoi conterranei. Ma rosso, soprattutto, per tutta la società: una gestione finanziaria allo sbando e una comunicazione fallimentare”.
Bisignani su Lotito chiuso nel bunker
“Il Tempo da mesi chiede risposte a dieci domande, ma nessuno risponde. Presto pubblicheremo inoltre le migliaia i mail «di padre in figlio» che sono arrivate alla mia casella di posta, in modo che anche le giovani generazioni possano capire che Lazio è anche sofferenza. Ma forse ancora per poco. Chiuso nel suo bunker in chiacchiere solo ormai con il Parroco di Cortina, il presidente, da quanto mi è stato confidato, viene spinto dalle persone a lui più vicine – avvocati, commercialisti, banchieri di riferimento, deputati regionali e nazionali — a fare un passo indietro, soprattutto ora che è isolato in FIGC e in Lega e che i tempi per il Flaminio si allungano.
Nella migliore delle ipotesi, con il nuovo progetto esecutivo che costerà decine di milioni, la prima pietra potrà essere posata ben oltre gli Europei del 2032″.
Bisignani su Flaminia
“L’unica che non merita il rosso è Flaminia, l’aquila che ieri sera si è rifiutata, quasi in segno di solidarietà con i tifosi, di mettere il becco sul prato Olimpico, dove da li a poco si sarebbe consumata una delle pagine più nere della storia della Lazio. Una pagina ancora più drammatica dopo che mio nipote Sebastiano, di sette anni, vestito di tutto punto con l’ultima maglia biancazzurra, in lacrime davanti alla to mi ha detto: «lo non riesco, nonno, ad essere ancora della Lazio».
Si riprenderà e verrà a Bologna con i miei due figli e con un cuginetto più grande. Ma il danno che Lotito sta facendo è proprio verso queste nuove generazioni, per le quali tifare Lazio, sconfitta dopo sconfitta, è diventato un tormento.
Ma noi laziali, come ci ha ricordato un bel comunicato del Tifo Organizzato, sappiamo resistere e lunedì prossimo saliremo a Bologna per incoraggiare la nostra squadra, sapendo che i tifosi del Bologna capiscono i motivi della nostra protesta. Loro hanno fortunatamente trovato un patron come Joey Saputo e un AD come Claudio Fenucci, degni della squadra del grande Fulvio Bernardini, che conquistò lo storico scudetto nello spareggio contro l’Inter, vinto 2-0 il 7 giugno 1964 proprio allo Stadio Olimpico di Roma”.
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