(Getty Images)

Intervenuto ai microfoni di Radio Sei, Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, fa il punto su molte situazioni: dall’addio di Zeman all’arrivo di Stroppa sulla panchina abruzzese, fino ad arrivare alla Lazio e alle trattative con il club biancoceleste nella scorsa sessione di mercato. Ecco le sue parole:

Sull’addio di Zeman
“Come successe con l’addio di Galeone quando va via un tecnico importante che ha fatto benissimo è chiaro che lascia un vuoto, è chiaro che i tifosi abituati a tante palle gol restino delusi. Oggi forse non si tiene conto del fatto che siamo in Serie A e che queste cose non succedono tutti gli anni. Io penso che nel mondo ci sia una sola squadra che da anni dimostri di avere un gioco spettacolare e divertente ed è il Barcelona. Il mister quindi ha creato due problemi: uno a noi che ci troviamo a combattere con una realtà diversa e una di aspettativa ai tifosi della Roma che pensavano che con la bacchetta magica si potesse fare tutto e subito. Io sono convinto che Zeman sia un grandissimo del calcio, e mi prendo anche il  merito perché lo abbiamo preso noi e abbiamo restituito al calcio un tecnico di sicuro valore. Inoltre se Zeman avrà il tempo e l’appoggio della squadra farà divertire i tifosi romani”.

Su Stroppa
“E’ fondamentale la sua serietà, abbiamo seguito i suoi metodi di allenamento e la preparazione alle partite quando era al Sudtirol. Quest’ anno non eravamo pronti per sostituire Zeman perché lui fino ad un mese prima aveva manifestato la volontà di rimanere, ma nel momento di dover effettuare il cambio avevamo le idee già chiare. Siamo andati su Giovanni senza alcun tipo di problema e sono convinto che nei prossimi anni ne sentiremo parlare ad altri livelli. E’ facile lavorare quando si hanno tanti soldi e prendere giocatori ed allenatori affermati, più difficile andare a ricercare giovani da far crescere e tecnici nuovi da portare nella massima serie. Noi abbiamo sempre lavorato così, non dimentichiamoci che il nostro primo risultato importante lo abbiamo ottenuto con Eusebio Di Francesco alla sua prima esperienza”.

Sulla gara contro la Lazio e i cartelloni dei tifosi pescaresi
“Io in questa settimana non ho fatto altro che buttare acqua sul fuoco perché si tratta di una partita di calcio, non ci lamentiamo poi se gli stadio non si riempiono più. Cerchiamo di tornare alla rivalità con il giusto rapporto tra le tifoserie, evitiamo cose che non appartengono al calcio e allo sport. Mi auguro che i tifosi pescaresi dimostrino ancora una volta che questa è una grande città da tutti i punti di vista. Aldilà delle vecchie ruggini rimane una partita di calcio. Ai tifosi dico di venire allo stadio con tranquillità, noi abbiamo fatto uno sforzo come società, lasciando libera tutta la curva sud proprio per evitare che ci sia la possibilità di contatti”.

Sulla trattativa per Foggia
“L’affare non si è concluso perché ognuno è padrone in casa sua. Il presidente Lotito aveva delle richieste, noi le nostre, non ci siamo incontrati ma non è successo nulla. Noi volevamo Foggia e Floccari e poi nel momento in cui ci mancava il portiere abbiamo pensato a Carrizo. Potevano arrivare tutti e tre anche se su Floccari in quel momento c’erano altri club interessati per i quali il giocatore poteva avere un gradimento diverso. Ci sarebbe piaciuto avere Pasquale Foggia, non è stato possibile, può darsi che prossimamente possa succedere qualcosa, anche se la mia squadra si sta amalgamando e a gennaio quei ruoli scoperti sulla carta a giugno non lo saranno più. Sono fiducioso di questo gruppo e mi auguro di poter rimanere in gioco alla grande sino a gennaio, dopo se ci sarà bisogno interverremo”.

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