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CARDENAS INTERVISTA – L’uomo degli ultimi minuti; l’asso che Inzaghi può giocarsi per rimettere in piedi le partite difficili. Felipe Caicedo. L’ecuadoregno nelle ultime due giornate si è reso protagonista prima della rimonta ai danni del Torino con un gol al 98esimo e poi del pareggio casalingo contro la Juventus con una rete al 94esimo. A raccontare la sua evoluzione calcistica ci ha pensato Jesus Josè Cardenas, ex calciatore e tra i primi allenatori di Caicedo. Ecco le sue parole a europacalcio.it.

Gli anni dell’adolescenza

“Conosco Felipe da quando aveva 14 anni, era un ragazzino di quartiere povero ma pieno di sogni, felicissimo di imparare a giocare calcio; mi chiedeva di aiutarlo e seguirlo. Sin da subito desiderava giocare in Europa perché il calcio in Ecuador non lo attirava molto. Mi parlava già della Champions League e conosceva quasi tutti i calciatori più importanti del Vecchio Continente. Dal canto mio, gli dicevo sempre che per arrivare a certi livelli non bastava il talento, ma ci volevano anche responsabilità, disciplina e carattere.”

I primi passi

“Era dotato di una buona gestione e manovra della palla. Questo gli ha permesso andare con l’Under-16 del Rocafuerte, con cui poco dopo impressionò tanti scout per il suo gioco semplice, l’ottimo dribbling e la facilità di segnare. Quando aveva 18 anni stavamo giocando in Venezuela e fece una grandissima giocata, e con la sua forza fisica sembrava un uragano”.

L’approdo in Europa

“Convincemmo i dirigenti del Rocafuerte affinché Felipe andasse in Svizzera. In Sudamerica c’erano già tanti procuratori che lo volevano sotto la loro scuderia e ci facevano molte domande su di lui. Ma alla fine andò al Basilea, c’erano degli scout svizzeri che lo stavano seguendo da molto più tempo, circa due anni. Fu la scelta migliore.”

L’esplosione alla Lazio

“Ovunque ha giocato ha sempre lasciato il segno, anche al Manchester City. Non dimenticherò mai quando mi diceva che voleva arrivare in Europa, il suo sogno si è avverato. Allo stesso modo è molto spesso decisivo tutt’ora con la Lazio, cosa per nulla facile se consideriamo che in quella squadra c’è un capocannoniere nato come Ciro Immobile. Si vede che il tecnico Inzaghi ha imparato a conoscere molto bene le qualità di Caicedo, lo ha reso un jolly vincente”.

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