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CHE FINE HA FATTO – Keller: “Di Canio il mio modello. L’altra metà di Roma è…”

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(gettyimages)
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E’ tornato a parlare Christian Keller, centrocampista che, ai microfoni di Jv, testata giornalistica della sua Danimarca, ha parlato del suo attuale momento di forma. Classe 1980, è tornato in Daminarca, al Randers, da capitano. Una scelta di vita quella fatta nel 2011 dopo tanto girovagare fra Italia, Norvegia e Turchia: “Mi piace questo ruolo di responsabilità. Sento di poter fare tanto per la squadra grazie all’esperienza raccolta all’estero. Ho sperimentato tanti ruoli e tanti modi di giocare diversi. Allenatori, squadre, situazioni che mi hanno dato l’energia giusta per comandare il gruppo e aiutare i compagni”.

Campione con lo Stabæk in Norvegia, la sua esperienza alla Lazio resta la più famosa. Sette presenze, e un fulgido ricordo: Paolo Di Canio. Ho imparato tanto da lui. E’ stato quello un periodo pazzesco, dove metà della città era con Totti e metà con Di Canio. Era un leader vero che ha dato tutto per la formazione. I tifosi lo amavano, e se sono diventato quel che sono lo devo al suo carismo, alla sua voglia di combattere. Mi ha insegnato che anche se si invecchia, ci vuole sempre iniziativa. Bisogna fare di tutto per il gruppo e per la società. Lui era un vero modello, lo è stato ovunque è andato anche se ha fatto delle cose stupide.

Keller aggiunge su Di Canio:Il modo in cui dava il 100 per cento per ogni maglia con cui giocava, senza pregare di non ottenere un trattamento speciale perchè era una stella, mi ha fatto effetto“. Ora, a 33 anni, c’è chi lo vuole in Nazionale. Un’esperienza che gli manca: “Sarebbe bello, ma devo essere realista. Ci sono molti altri giocatori che sono davanti a me. Se arriverò, arriverò”.

Mirko Borghesi

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