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Ciapparoni: “Quante falsità da Mieli, studiasse prima di esporsi. Non c’è nessun mandante”
Alberto Ciapparoni, sempre sul suo profilo ufficiale di X, ha risposto duramente alle dichiarazioni di Paolo Mieli rilasciate a Radio 24 sull’indagine della Procura di Roma per aggiotaggio come ipotesi di reato: ecco cosa ha detto.
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La replica di Ciapparoni alle parole di Mieli sull’indagine
“Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. In 3 righe tante falsità. La protesta dei tifosi laziali non è capeggiata da Angelucci: contestano autonomamente da anni e molto prima dell’esposizione mediatica decisa dal Tempo. Basta pensare per esempio alla petizione, precedente alle presa di posizione di Bisignani, e firmata liberamente da 47mila persone. Non esiste alcun incitamento a non andare allo stadio, c’è la scelta del tifo organizzato di non abbonarsi, scelta condivisa liberamente da migliaia di persone. Non ci sono mandanti, la contestazione è dovuta soprattutto a 22 anni di lazialità calpestata dall’attuale proprietario della società. Qualsiasi giornalista, anche il più autorevole e affermato e stimato, dovrebbe sempre studiare prima di esporsi. Pena il rischio di brutte figure e di perdita di credibilità e autorevolezza”.
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