NOTIZIE
Come il rientro di Castellanos può cambiare la Lazio di Sarri
Il conto alla rovescia per il rientro di Valentin “Taty” Castellanos è praticamente finito. L’attaccante argentino, fermato a metà ottobre da una lesione muscolare al retto femorale destro con tempi di recupero stimati fra i 45 e i 60 giorni, è indicato come ormai prossimo al rientro tra i convocati, con l’obiettivo di esserci nelle sfide di fine novembre e inizio dicembre, a partire dal big match contro il Milan che – in caso di esito positivo – potrebbe dare certamente una svolta alla classifica di serie a dei biancocelesti.
Per la Lazio di Maurizio Sarri – tornato in panchina a inizio estate per il suo “secondo tempo” biancoceleste dopo l’intermezzo Baroni – si tratta di un rientro che può avere un impatto pesante non solo sul piano delle rotazioni, ma soprattutto su quello tecnico-tattico. Vediamo perché.
Un centravanti particolare
Castellanos è una punta centrale atipica: non un gigante d’area, ma un attaccante molto esplosivo, forte nei movimenti in profondità e nel gioco aereo. Ha grande duttilità: nato come centravanti, può agire anche da seconda punta o partire da sinistra per accentrarsi. Ama lavorare per la squadra, contribuire al pressing e partecipare alla costruzione, non solo finalizzare.
Per la Lazio il suo acquisto ha significato la ricerca di un “numero 9 moderno”: dinamico, aggressivo in non possesso, in grado di dare profondità a una squadra che spesso, contro difese basse, tende a schiacciarsi nella trequarti avversaria senza riuscire a creare spazi.
Cosa è mancato alla Lazio senza di lui
L’infortunio ha costretto Sarri a schierare con continuità Dia come riferimento centrale, cercando di sopperire con i movimenti degli esterni e delle mezzali. La squadra però ha sofferto in alcuni aspetti chiave:
Mancanza di attacco alla profondità
Senza un centravanti che minacci costantemente la linea alle spalle, le difese avversarie hanno potuto alzare il baricentro, intasando gli spazi tra le linee.
Pressione iniziale meno efficace
Senza un attaccante incline al pressing organizzato, la riaggressione alta è calata d’intensità.
Prevedibilità del 4-3-3
La Lazio ha mostrato limiti offensivi, tanto che Sarri ha iniziato a lavorare con insistenza su 4-3-1-2 e 4-2-3-1, aumentando il peso offensivo centrale.
Cancellieri, protagonista nelle ultime settimane, è stato spesso costretto a riempire di più l’area, con dispendio fisico e minore incisività sull’esterno.
Il contesto tattico: la “nuova” Lazio di Sarri
Sarri parte dal 4-3-3, modulo che ormai utilizza da lunghissimo tempo. Ma in possesso la squadra si trasforma spesso in una struttura più fluida: talvolta un 3-1-3-3, con un mediano che si abbassa accanto ai centrali e terzini pronti a spingere per garantire ampiezza. Così come in un 4-3-2-1, modulo storico di Sarri, che il tecnico utilizzava anche all’Empoli quando dominò i risultati di Serie B.
Le basi dell’idea:
- ampiezza costante garantita dalle ali e dai terzini,
- triangolazioni rapide sulle corsie,
- un centravanti che occupi area e attenzione dei difensori.
Senza Castellanos è proprio quest’ultimo punto ad essere mancato, togliendo alla manovra un riferimento stabile per creare spazi e profondità. Ma cosa porta, in concreto, il rientro del Taty?
Profondità e spazi per gli altri
Le sue corse in verticale allungano la difesa avversaria, aprendo corridoi sia per le mezzali che per gli esterni che si accentrano per calciare. È un elemento determinante per creare quegli spazi centrali che la Lazio ha faticato a trovare.
Riferimento per il gioco associativo
Nel sistema di Sarri, la punta è parte integrante del fraseggio: funge da appoggio per le catene laterali, offre sponde per gli inserimenti e rappresenta un bersaglio sui cross. La sua efficienza nel gioco aereo aggiunge pericolosità sulle palle inattive.
Pressing e riaggressione
Castellanos è un attaccante che lavora anche senza palla: orienta il pressing, corre in diagonale per schermare e forza gli errori della prima costruzione avversaria. Questo aiuta tutta la squadra a difendere più alta e corta.
I nuovi scenari di modulo: non solo 4-3-3
Il suo rientro apre strade tattiche che Sarri ha già iniziato a esplorare.
4-3-3 con Castellanos “9 totale”
La soluzione più naturale: grande profondità centrale, catene laterali più efficaci, area occupata con continuità.
4-3-1-2 con Castellanos e Dia
Due punte vere e un trequartista dietro. Castellanos da riferimento fisso, Dia libero di svariare tra le linee: più presenza in area, ma necessità di grande disciplina nelle coperture.
4-2-3-1 con Dia sotto punta
Doppio mediano per equilibrio, tre giocatori tecnici alle spalle della punta. Castellanos diventa il finalizzatore puro, mentre Dia lega il gioco e crea superiorità centrale.
Non solo campo: leadership e ambizione
Castellanos non porta solo soluzioni tecniche. Ha dichiarato più volte di voler vincere un trofeo con la Lazio e sente fortemente il progetto. Il suo ritorno:
- aumenta la competizione interna,
- consente rotazioni senza cali di qualità,
- dà al gruppo un segnale di forza: la squadra sta tornando al completo nei ruoli chiave.
-
NOTIZIE2 giorni agoCalciomercato Lazio, svolta clamorosa: c’è il sì di Loftus-Cheek, Sarri lo aspetta
-
CALCIOMERCATO LAZIO23 ore agoCalciomercato Lazio, Mandas in uscita: il portiere aspetta Premier e Liga, ma c’è anche un club italiano
-
NOTIZIE2 giorni agoTutto pronto per la cena di Natale della Lazio: ecco dove si svolgerà
-
ESCLUSIVE3 giorni agoESCLUSIVA, Toni D’Angelo: “Laziale grazie a mio papà Nino. Con la Lazio fu colpo di fulmine, essere romanisti è troppo semplice…”