IL MESSAGGERO. C'è lavoro per Reja

Pubblicato 
venerdì, 29/07/2011
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo gli applausi arrivano anche i primi fischi. La Lazio stecca clamorosamente e tradisce l’incontenibile entusiasmo dei tifosi, accorsi in massa ad assistere all’amichevole contro l’Osasuna. Quasi 5.000 spettatori, biglietti esauriti e organizzatori costretti ad aprire i cancelli per consentire a tutti di guardare la gara. Canti, cori, bandiere, fumogeni e tanta passione allo stato puro meritano spettacolo e gol, invece la Lazio esce sconfitta contro una media formazione della Liga, mettendo a nudo una condizione ancora carente e gravi limiti tattici. Due squadre diverse, una per tempo: benino quella delle riserve, male quella dei titolari che esce persino battuta. Novanta minuti, neanche lo straccio di un gol: giustificata la delusione del popolo biancoceleste.
Siamo ancora in preparazione, è presto per esprimere giudizi, per aprire interrogativi, però qualcosa di più la squadra di Reja avrebbe dovuto farla vedere anche per ononare la grande attesa del pubblico. Sarà un caso ma, contro le due avversarie di un certo livello (Slavia Praga e Osasuna), la Lazio rimedia un brutto 3-3 e la prima sconfitta d’estate. C’è tempo per sistemare le cose, per aumentare i ritmi e imparare gli schemi e movimenti, quelli che non si vedono mai contro gli spagnoli. Più che la forma, condizionata dai carichi di lavoro, stupisce la mancanza di applicazione, di idee e di quei movimenti senza palla che avrebbero dovuto garantire profondità e respiro alla manovra. Promossi i tifosi biancocelesti, bocciata la Lazio e l’organizzazione, assolutamente carente e inadeguata alla portata dell’avvenimento.
Nel primo tempo l’allenatore schiera le seconde linee, con l’aggiunta di Marchetti, Ledesma e Zarate che fa coppia con Floccari. Si vede impegno, buona corsa e qualche tentativo di trama, ma la squadra produce davvero poco in fase offensiva. Si aspettano con curiosità i titolari, quelli che Reja manda in campo nella ripresa. Invece la Lazio non riesce mai a prendere in mano il gioco che diventa sempre più spigoloso per colpa degli spagnoli, apparsi già rodati e molto attenti nel reparto difensivo. Una squadra quadrata, che aggredisce, attacca gli spazi e bada solo a ripartire. Klose gioca da centravanti, Cissè molto defilato sulla destra, dove trova spazi, ma appare troppo lontano dalla porta.

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