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Stadi, riparte dal Senato il ddl: verso una rivoluzione per gli impianti italiani
Come riportato dal Corriere dello sport, il disegno di legge sugli stadi riparte dal Senato: al via le audizioni per una riforma attesa da anni. Tra semplificazioni, incentivi fiscali e tempi ridotti, il calcio italiano punta a modernizzare gli impianti e attrarre nuovi investimenti.
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Il ddl riparte dal senato e punta alla modernizzazione degli stadi
Riparte dal Senato l’iter del disegno di legge sugli stadi firmato, tra gli altri, da Claudio Lotito e Adriano Galliani. Dopo mesi di attesa, sono ufficialmente iniziate le audizioni nelle commissioni riunite Cultura e Ambiente, segnando il primo passo concreto verso una riforma attesa da anni dal calcio italiano.
Il provvedimento punta a rivoluzionare le modalità di costruzione e ristrutturazione degli impianti sportivi, introducendo strumenti in grado di accelerare tempi e investimenti. Tra le novità principali spicca l’estensione delle agevolazioni previste per le Zes (Zone economiche speciali) anche agli stadi: procedure semplificate e tempistiche ridotte, con l’obiettivo di ottenere i permessi entro 45 giorni.
Semplificazioni e incentivi: cosa cambia
Non solo iter più snelli. Il ddl prevede anche la possibilità di nominare un commissario straordinario per superare eventuali ostacoli burocratici, oltre a un sistema di incentivi fiscali pensato per attrarre capitali privati.
Nel dettaglio, il credito d’imposta sarà fissato al 30%, con la possibilità di salire fino al 40% per i progetti legati alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica. Una misura che punta a rendere più appetibili gli investimenti nel settore infrastrutturale sportivo.
L’obiettivo: stadi moderni e multifunzionali
A guidare l’iniziativa è il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, primo firmatario del testo. L’obiettivo dichiarato è chiaro: snellire le procedure e dotare le città di strutture moderne, capaci di andare oltre la semplice funzione sportiva.
Gli stadi, nelle intenzioni del legislatore, dovranno trasformarsi in veri e propri poli di aggregazione sociale e culturale, vissuti durante tutta la settimana e integrati nel tessuto urbano.
Focus sul Sud e rilancio degli impianti
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il Sud Italia, dove molti impianti risultano ormai obsoleti e spesso inglobati nei centri urbani. La riforma mira a rilanciare queste strutture, ripensando il concetto stesso di stadio come spazio aperto, moderno e funzionale alla comunità.
Un percorso ancora lungo, ma un segnale concreto
L’iter legislativo resta ancora lungo, ma la ripartenza delle audizioni rappresenta un segnale importante. Il calcio italiano prova così a colmare il gap infrastrutturale rispetto agli altri grandi campionati europei, con una legge che potrebbe cambiare in modo significativo il volto degli stadi nei prossimi anni.
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