De_Martino_Stefano

NOTIZIE SS LAZIO- Sono passati ormai 30 giorni da quella notte di Varsavia, quando la polizia polacca scortò un gruppo consistente di tifosi laziali in carcere in seguito agli ipotetici scontri avvenuti per le vie della città polacca. Un mese dopo sono ancora tre i supporters bloccati nel carcere di Bialoleka, costretti a trascorrere le feste dietro le sbarre. Nella giornata di oggi la Lazio, nelle figure di Stefano de Martino e Maurizio Manzini, è volata in Polonia per fare visita ai suoi tifosi. Intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale biancoceleste Lazio Style Radio 100.7il responsabile della comunicazione ha rilasciato queste dichiarazioni.

“Siamo usciti un’ora fa dal carcere e siamo ora in aeroporto. E’ stata una giornata che mi rimarrà dentro, il carcere è un posto che ti ricorda qualche film ed è stata questa la prima sensazione. Prima sono stato dall’ambasciatore italiano e abbiamo fatto il punto della situazione, abbiamo rivisto tutto l’iter giuridico fino ad arrivare ai tre ragazzi ancora detenuti; ho visto anche tutta la documentazione che nel frattempo è stata tradotta, ho voluto capire anche la vicenda giuridicamente. Poi siamo stati accompagnati da un assistente in carcere ed è cominciata la lunga visita. Prima c’è stato un percorso di riconoscimento di un’ora e mezza. Per andare in visita al carcere bisogna passare per l’ambasciata italiana che risponde in 48 ore, ma abbiamo ricevuto l’assenso prima grazie al loro lavoro. E’ comunque una richiesta che va al vaglio del tribunale. E’ stata una visita ufficiale come Lazio, eravamo in divisa. Lì abbiamo incontrato i ragazzi in una piccola stanza con un tavolino al centro. All’inizio si chiedevano il motivo della loro detenzione, che dura da un mese, poi il racconto del prepartita e di tutta la trasferta; abbiamo ripercorso il tutto, come si era arrivati a quella situazione. Il loro racconto è stato in linea con quanto letto sui giornali. Sono in cella tutti e tre insieme, questo è stato importante. anche se la difficoltà della lingua rimane. Il fatto che stanno insieme li fa stare comunque meglio; non hanno potuto vedere le partite, quindi abbiamo parlato anche dell’andamento della Lazio e del mercato, abbiamo parlato di un po’ di tutto. Volevamo distrarli per una mezz’ora, il tempo consentito. Abbiamo parlato anche di aspetti lavorativi, perchè non essendo presenti da un mese possono perdere il posto di lavoro. Bisogna pensare anche al futuro, alla famiglia e alla propria vita. La loro condizione non è comunque buona, sono detenuti. Lì c’è anche la possibilità di acquistare del cibo in uno spaccio, ma il disagio rimane. Sono tre ragazzi forti, con un grande carattere. Una volta che esci anche dopo poche ore guardi il cielo in un altro modo. Psicologicamente è una vicenda devastante ma loro la stanno affrontando con coraggio e di questo gli va dato merito, ci siamo lasciati con un abbraccio caloroso. Abbiamo consegnato tre maglie da gioco di tre calciatori e tre maglie in bianco senza il nome sulla schiena perchè è un impegno di stampare quei nomi insieme con noi al loro ritorno, è un appuntamento. Nuovo meeting con l’ambasciatore? Vedendo la documentazione si evinceva come i giudici possano decidere in maniera diversa, nel momento in cui accolgono l’istanza di scarcerazione bisogna comunque rimanere lì a disposizione, devi prendere un appartamento o c’è obbligo di firma 2 o 3 volte al giorno.  Devo comunque ringraziare l’ambasciata, perchè ha preso a cuore questa vicenda, in carcere erano di casa, vanno tutti i giorni a Bialoleka. Non si possono fare previsioni, l’unica data certa è quella della scadenza della custodia cautelare tra trenta giorni. Ora ai ragazzi sono state recapitate le documentazioni tradotte per portarle agli avvocati già da domani per valutare se fare ricorso. Tutto può accadere, ma si sta facendo tutto perchè questa vicenda si risolva il prima possibile. Abbiamo perso acnhe il volo di rientro per sfruttare tutto il tempo per stare con i ragazzi.”

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