INTERVISTE
De Rossi in conferenza stampa: “Facciamo zero punti e torniamo a casa con un umore diverso da una settimana fa”
Ecco cosa ha detto Daniele De Rossi, tecnico rossoblu, nella conferenza stampa che ha tenuto alla conclusione dell’anticipo di Serie A Lazio-Genoa disputato all’Olimpico per aprire il ventitreesimo turno del nostro massimo campionato.
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Le parole di De Rossi nella conferenza stampa alla fine di Lazio-Genoa
“Di questa partita restano zero punti e un umore diametralmente opposto rispetto alla partita di domenica scorsa col Bologna. Resta una lucida analisi su ciò che siamo stati in campo, ovvero un’ottima squadra contro un’altra ottima squadra. La Lazio aveva voglia di rinascita, abbiamo tenuto testa e penso non meritassimo di perdere. Ho pensato di poter provare a vincerla, ho visto l’atteggiamento dei miei giocatori. . Dopo il 2-2 all’Olimpico una squadra di sarebbe messa a perdere tempo, i ragazzi hanno cercato il terzo gol. Penso sia il DNA del Genoa e mi sono trovato in questi panni. Un pareggio per noi sarebbe andato bene, poi il calcio è questo. Ripartiamo dalla prestazione che è stata migliore rispetto a domenica scorsa.”
De Rossi su dove deve migliorare
“Mi sto trovando molto bene con tutti i gruppi e sono come ero da capitano e da leader. Cerco di essere amico dei giocatori e di aiutarli, non posso accontentarli tutti facendoli giocare, ma gli sto vicino e cerco di essere loro amico. Ne mando in panchina 15, ma mi sto trovando bene a livello umano. Non ho mai avuto problemi alla Spal, alla Roma e qui al Genoa. Non sono cambiato moltissimo, in panchina cerco di essere un pochino più calmo a livello verbale rispetto al campo, negli ultimi anni dirigevo il gioco. Con un po’ più di tempo potrò dire molte più cose che dovrò cambiare, ma non voglio cambiare troppo e non voglio che questo lavoro mi cambi. Amo questo lavoro, anche in queste serate agrodolci.”
De Rossi sull’impatto di una partita lunga oltre 100 minuti
“Non lo so, magari dopo un 2-0 con 50 mila spettatori avrebbero spinto ancora di più. Ieri avevo detto che la Lazio veniva da un momento negativo con contestazione, magari 50 mila persone poteva portare pressioni. Conosco questo stadio, quando le cose non vanno il pallone può pesare di più.”
De Rossi sul momento della Lazio
No, non metto il becco in cose che non mi riguardano in queste contestazioni. Sono situazioni che vanno avanti da un po’ di tempo qui alla Lazio, conosco marginalmente e non mi riguarda, quindi non metto bocca ma sarebbe la stessa cosa anche se parlassi della Roma, io devo pensare al rapporto tra la squadra e i tifosi qui al Genoa. Ho vissuto una partita normale, non è un derby, sarebbe stato bello vedere lo stadio pieno e ricevere anche qualche coro. Come ho detto nella mia conferenza stampa d’addio mi caricavo ancor di più in trasferta con i tifosi contro, ma non ho vissuto questa sfida con rivalità o come un derby. Spero di giocarlo prima o poi con la Sampdoria.”
De Rossi sulla salvezza
“”Una squadra che si deve salvare giocando in maniera propositiva stava portando a casa un punto e lo meritavamo. Giocando così non è precluso fare punti, dobbiamo mettere in condizione di giocare elementi che hanno qualità perché ne abbiamo tanti. Ci sono mancati dei giocatori e abbiamo dovuto fare di necessità-virtù, adesso che li abbiamo ritrovati vanno messi al centro del gioco. Spero di riaverli al massimo della condizione, oggi avrei voluto far giocare Messias dall’inizio ma devi fare i conti con le loro condizioni fisiche.”
De Rossi sul maestro Sarri
“Ho scambiato due parole con Sarri, ci siamo detti che c’erano più spettatori a Figline-Ostiamare rispetto a oggi. Ho seguito Sarri con grande passione, cosa ha fatto in quegli anni tra Empoli e Napoli rimane qualcosa di molto bello, è un allenatore con cui si può parlare di calcio. È una persona che dice quello che pensa e quello che senta, mi sembra una persona vera con i suoi spigoli. Io ho iniziato a giocare quando la vera grande Lazio stava finendo, era alla fine di un ciclo pazzeschi con i vari Veron, Nesta, Stankovic e Mihajlovic, quella era la più forte anche se l’ho affrontata per poco tempo. Non sono d’accordo che questa sia una Lazio estremamente povero, Isaksen, Cancellieri, Pedro, Maldini e Zaccagni sono fastidiosi da affrontare.”
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