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DOLL LAZIO INTERVISTA – Con la Serie A ancora ai box in attesa di conoscere il suo futuro, la Lazio torna a Formello dopo un lungo stop. I biancocelesti sono proiettati alla corsa Scudetto contro la Juventus che li precede con un solo punto di distacco in campionato. Di questo e di tanti altri argomenti ha parlato l’ex aquilotto Thomas Doll ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Ecco le sue parole.

La Lazio di Inzaghi

“Spero che vinca lo Scudetto. Peccato per lo stop perché stava andando fortissimo e ora come tutti dovrà ripartire daccapo. Due mesi senza calcio è un problema perché ora può mancare la forza nelle gambe e non hai possibilità di fare partite che ti fanno guadagnare ritmo. Spero che la Lazio riprenda da dove si era fermata. Mi piace l’equilibrio che c’è in tutti i reparti. E’ una squadra bella da vedere nel suo insieme e anche individualmente sono tutti fortissimi. In attacco poi c’è un giocatore incredibile come Ciro che la butta sempre dentro. Va sottolineato certamente il gran lavoro dell’allenatore.”

Su Immobile

“Ha le qualità di tanti attaccanti. Non è velocissimo ma può tirare indistintamente di destro e sinistro, sa dove stare, sempre attento in area, ha fiuto del gol. Ha forza nelle gambe ha preso sempre più confidenza con se stesso. Riesce a far gol anche ad occhi chiusi. Ha qualcosa di Kirsten però Ciro lavora tanto anche per la squadra e ha caratteristiche simili pure a Voeller. Anche se so bene che questo paragone non piace ai laziali.”

La Lazio dei suoi tempi

“Periodo fantastico, infortuni a parte. Eravamo uniti. C’era il capitano Gregucci, Fiori, Bergodi, Gabriele Pin, Ruben Sosa, Riedle. Zoff ci ha fatto giocar bene a calcio e mi è piaciuto stare insieme a tutti anche fuori dal campo e imparare la lingua. Io venivo dalla Germania dell’Est dove il calcio non aveva all’epoca un’importanza come in italia. Tutto finiva, mediaticamente, la domenica dopo la partita. Non c’erano giornali o radio o tv. Arrivato a Roma subito iniziarono a fermarmi tanti tifosi che volevano farsi foto con me e mi chiedevano l’autografo. Era per me qualcosa di nuovo, che faticavo a capire. Di quel periodo ricordo anche tante belle esperienze con Winter e Gascoigne…”

Su Gascoigne

“Su Gazza potrei scrivere un libro. Scherzava spesso nello spogliatoio ma si prendeva cura anche dei giovani. Quando tornava dall’Inghilterra ricordo che portava dei cd per loro. Una volta in ritiro a Seefeld dopo un allenamento un fotografo voleva fare la foto a Gazza. Lui però disse di no, che non era il caso perché era senza maglietta e aveva appena messo le gambe nell’acqua fredda. Il fotografo insisteva ma Gazza per tre volte disse no. Niente, il fotografo non volle sentire e fece la foto. Per tutta risposta Gazza prese la sua macchina fotografica e gliela buttò nell’acqua fredda… Questo era Paul. Sbagliò è vero, ma comunque per tre volte gli aveva chiesto di non farla”.

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