Pubblicato il 16/01 alle 9.44

FACCIA A FACCIA – Comincia da Bologna la seconda parte di stagione biancoceleste. In terra emiliana Pioli cercherà di portare a casa la quarta vittoria fuori casa, invertendo così definitivamente un trend che vedeva la Lazio vincente solo tra le mura amiche. Sulla panchina avversaria troverà però Donadoni, un allenatore che sta facendo le fortune del club felsineo…

RINASCERE A BOLOGNA – Ha vinto, convinto e scalato la classifica. Roberto Donadoni in poche settimane si è preso il Dall’Ara da protagonista, sostituendo Delio Rossi e raccogliendo le macerie di una squadra che aveva collezionato solamente 6 punti in 10 giornate. Il tecnico bergamasco in poco tempo ha riacceso l’entusiasmo di una piazza calorosa ma esigente, quasi triplicando il bottino: 16 punti nelle 9 restanti giornate, con due vittorie nelle prime due gare, il pari con la Roma e i successi contro Napoli e Milan. Proprio al Milan è legato in maniera particolare: in rossonero da calciatore ha vinto tutto, in un dream team composto tra i tanti da Baresi, Ancelotti, Van Basten, Gullit e Rijkaard. Figlio del calcio totale di Sacchi, ha imparato dal suo maestro, regalando da allenatore gioco e spettacolo in tante piazze, fino al ruolo di ct della nazionale e l’arrivo a Parma. Due stagioni e mezzo in gialloblù ricche di emozioni, con l’Europa League sfuggita a tavolino e un fallimento disastroso. Lui però non ha mollando la barca mentre affondava, l’uomo Donadoni in quel caso diede una straordinaria lezione di dedizione al lavoro e sensibilità.

DALLA PARTE DEI TIFOSI – 22 dicembre 2013. “Pioli non si tocca” è il grido inascoltato del Dall’Ara. Il popolo rossoblù ha ancora negli occhi una delle migliori stagioni nella storia del Bologna e nonostante la zona retrocessione sta con il tecnico. Troppi 51 punti per dimenticare, ma chi decide non ha riconoscenza e due settimane dopo Pioli è esonerato. I colpevoli di quella stagione maledetta erano altri e la piazza lo sapeva: su tutti la società e molti calciatori desiderosi di andarsene. Pioli sarà la vittima sacrificale e lascerà una squadra al quart’ultimo posto che a fine stagione retrocederà con Ballardini in panchina. Lì comincerà un’altra storia: la Lazio, la Champions League e nuove crisi, ma il risultato non cambia. Nel momento peggiore della sua carriera alla Lazio i tifosi stanno con Pioli, riconoscono in lui professionalità, stile e capacità di gioco e sotto attacco finiscono squadra e dirigenza. I laziali come i bolognesi, ma stavolta Stefano salverà la panchina. La stagione della Lazio ricomincerà proprio da Bologna con ambizioni da grande squadra e Pioli lo sa bene. Al Dall’Ara però è tutto pronto per il ritorno del figliol prodigo e la piazza che tanto ha amato gli riserverà una standing ovation.

IL CONFRONTO – Le strade di Donadoni e Pioli si incrociano a Parma, i loro cuori a Bologna, ma l’Emilia è nel destino di due tra i migliori tecnici del panorama calcistico italiano. Il parmense Pioli ha giocato e allenato i gialloblù, il bergamasco Donadoni ha vissuto le sue migliori stagioni proprio al Tardini, ma entrambi domenica giocheranno in casa. Uomini di campo e di pallone, che poco e con timidezza si concedono alle luci della ribalta. Come se fosse questo il segreto per il successo, abbinato sempre al lavoro silenzioso ma costante. Pioli per riportare la Lazio in alto e trovare continuità nei recenti risultati, Donadoni per far sognare una piazza che dopo l’addio del mister laziale non ha più vissuto le stesse emozioni. I loro destini si incontreranno ancora e stavolta si stringeranno la mano.

Giorgio Marota
@GiorgioMarota

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