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D’URSO PRIMAVERA – Mentre in Serie A si cerca di trovare un accordo sulla ripresa del campionato, in Primavera invece è ancora tutto fermo. Il vice allenatore della Lazio U19, Salvatore D’Urso ha parlato così della situazione ai microfoni della radio ufficiale biancoceleste.

Le parole di D’Urso

Non abbiamo notizie ufficiali sul campionato Primavera, anche se la società prova a tenerci aggiornati. Siamo fermi e continuiamo ad allenarci a casa, è tutto sospeso. Il calcio però è un asset fondamentale per la società e vogliamo ripartire. A Bergamo ancora non avevamo ancora la percezione di quanto sarebbe accaduto in seguito. Era una partita a rischio, la Lega ce lo comunicò in mattinata. Aspettammo in pullman, poi tornammo a Roma in treno”.

Primavera prima dello stop

“Stavamo vivendo un momento di continuità nei risultati, avevamo trovato la quadra dell’assetto difensivo e offensivo, una nuova stima e consapevolezza. Tutto faceva sperare in una posizione di classifica migliore, anche ad oggi saremmo salvi senza spareggi. La nostra era una squadra neopromossa, i ragazzi sono stati bravi a risollevarsi. Cercavamo di essere più aggressivi e riconquistare palla nella metà campo avversaria, portando più uomini avanti. Nelle ultime partite si è visto il frutto del lavoro, soprattutto contro l’Empoli dove abbiamo fatto un ottimo possesso palla: il tempo medio era arrivato a tredici secondi. Anche in campi difficili riuscivamo sempre a dire la nostra”.

Svolta tattica

“C’erano margini di miglioramenti, vedevo grande consapevolezza da parte dei giocatori. Le sconfitte in casa ci hanno fatto capire che avremmo dovuto cambiare marcia, in particolare dopo la rimonta subita contro il Genoa. Abbiamo parlato con la società, il direttore e lo staff per migliorare anche sotto l’aspetto dell’impegno. I ragazzi hanno seguito con entusiasmo ogni seduta di allenamento, abbiamo lavorato tanto. A fine partita ci siamo fermati anche con gli attaccanti per restituire loro fiducia. Siamo rimasti sempre tranquilli, cercando di non trasmettere troppa tensione. Serve pazienza, anche se ti chiami Lazio e hai una prima squadra così. Abbiamo studiato le caratteristiche dei singoli per metterle a disposizioni del collettivo, basta sbagliare un ruolo e si rovina tutto. Armini da centrale si è spostato a terzino e insieme a Falbo hanno messo tanti cross. Nimmermeer e Moro sono totalmente differenti e ci hanno consentito di essere più pericolosi, in allenamento già si notava. Siamo passati dal 3-5-2 al 4-3-3 e poi al 4-3-1-2. Shoti, che aveva iniziato la stagione in panchina, è stato importantissimo da trequartista, ci ha dato equilibrio in fase di non possesso. I principi di gioco ci sono, poi a quelli vengono adattate le caratteristiche”.

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