APPROFONDIMENTO CALCIOMERCATO LAZIO – La stagione volge al termine ed è tempo di bilanci. In vista di un mercato importante nella prossima estate, specie in caso di Champions League, occorre prima un’attenta analisi sulla sessione dello scorso anno. Massimo dei voti ed aggettivi ormai terminati per Lucas Leiva, che ha ben presto fatto dimenticare Lucas Biglia, arenatosi nella tormenta milanese. L’italo-brasiliano ex Liverpool si è imposto giocando da veterano, caricandosi la squadra sulle spalle in molti momenti difficili e non ha mai pagato lo scotto di un campionato, come la Serie A, così diverso dalla Premier League cui ne calcava i campi da un decennio. Promossi Marusic e Luiz Felipe, che hanno impiegato qualche mese per capire il mondo Lazio, sfruttando gli infortuni di alcuni compagni di reparto e guadagnandosi uno spazio importante nel corso della stagione. Rimandato, invece, Felipe Caicedo, buon gregario, incapace però, spesso e volentieri (un po’ come oggi a Crotone), di dare quel quid in più nei momenti topici.

FLOP E DISPERSI – E poi? Escludendo Martin Caceres, arrivato a gennaio, il nulla. Di Gennaro e Nani non hanno rispettato le attese, vuoi per i troppi infortuni, nel primo caso, vuoi per un mancato ambientamento, un’abbondante concorrenza ed una condizione psico-fisica ormai in calo verticale, nel secondo. Voto non giudicabile per i due talentini, o pseudo tali, Pedro Neto e Bruno Jordao, sinora veri e propri desaparecidos. Tra prestito biennale, riscatto obbligatorio ed eventuali bonus, i due giovani lusitani costeranno oltre 25 milioni di Euro. Quanto valgono ora? 3 il primo, 1 il secondo, al netto di zero minuti ufficiali in Prima Squadra e poca, ma davvero poca roba in Primavera. A Formello giurano siano due fenomeni, Inzaghi garantisce per loro, ma non gli ha mai concesso occasioni per mettersi in mostra. Tare ha addirittura paragonato Neto a Dybala, dopo averlo strappato, dieci mesi fa, al Barcellona: il portoghese scelse la Lazio, anziché la formazione B del club blaugrana, con la promessa di allenarsi (e probabilmente avere almeno qualche chance) con la Prima Squadra, promessa al momento mantenuta soltanto in parte.

Giordano Grassi

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