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È sempre 26 maggio: otto anni dal trionfo storico nel derby

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26 MAGGIO LAZIO – Sono passati 8 lunghi anni dal trionfo della Lazio nel derby storico contro la Roma. In una calda giornata estiva 11 eroi, guidati da Vladimir Petkovic, hanno scritto una pagina di storia della prima squadra della Capitale. Inutile ricordare che, da quel momento, la stracittadina ha avuto un’importanza diversa per le due compagini. Da un lato chi ha provato a medicare una ferita profonda, dall’altro chi è sceso in campo per onorare ogni gara.

Il trionfo biancoceleste

Una giornata memorabile nella mente di ogni tifoso laziale. Alle 18:00 a Roma cala il silenzio, l’unico boato è quello proveniente dalle curve. Lo stadio Olimpico è gremito di persone e i brividi percorrono la schiena di ogni spettatore presente. A bordo campo c’è Toni Malco che intona “Vola Lazio Vola”. Bocca asciutta e tanti pensieri in testa: ogni tifoso spera nel trionfo della propria squadra. Al 71′ un tap-in a porta vuota di Lulic regala la coppa Italia alla Lazio, ma la vittoria è soprattutto di Vladimir Petkovic, un uomo capace di risollevare una piazza intera grazie all’orgoglio ed al coraggio. La traversa di Totti a pochi minuti dalla fine, fa tremare la sponda biancoceleste, ma il fischio finale di Orsato fa esplodere la Nord. Impazziscono tifosi e giocatori, la coppa passa tra le mani di tutti. Ledesma piange e Radu incita la Nord, ma l’eroe ha un nome ed un cognome: Senad Lulic.

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L’eroe del 26 maggio

Arrivato a Roma in sordina, Senad Lulic è l’uomo che ha scritto una pagina di storia biancoceleste. Quel gol al 71′ rimarrà per sempre negli occhi di ogni tifoso laziale. Ancor di più, rimarranno per sempre impresse nella mente la sue parole al termine della gara: Ha vinto la squadra più forte. Godiamo per questa vittoria”. In un attimo viene nominato Re di Roma e conquista un posto nell’Olimpo biancoceleste. Il suo gol è l’immagine della goduria, l’apoteosi di una tifoseria, il vanto di un intero popolo che non dimenticherà mai il suo eroe. Il suo probabile addio alla società è un colpo al cuore e forse avrebbe meritato un finale diverso. Avrebbe meritato un saluto caloroso con bandiere al vento in un Olimpico gremito di gente con la maglia biancoceleste. Chi fa la storia, però, non viene mai dimenticato e Senad ha contribuito a scrivere la storia della Lazio.

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Giorgia Civita
Pubblicato il 26/05/2021

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