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EDITORIALE di Paolo Cericola. Lazio, il problema è strutturale

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Tempo di lettura: 2 minuti

EDITORIALE CERICOLA LAZIO – Difficilmente i numeri mentono. Dal post lock down la Lazio ha perso in campionato tutta la sua brillantezza. Da antagonista della Juventus a fumose nebbie di gioco e risultati il passo è stato breve e repentino. Abbastanza facile capirne e scoprirne le ragioni. Se si gioca in Champions e si mette in campo sempre la squadra migliore allora il risultato è certificato, ma se per tutelare la massima competizione europea si è costretti a fare turnover in campionato, o si hanno 20 giocatori top oppure la differenza produce risultati evidenti. 11 partite, fino ad oggi, 5 vittorie (una sola all’Olimpico contro il Bologna), 2 pareggi e ben 4 sconfitte, 17 goal fatti e 19 subìti, questi i numeri in campionato, totalmente diversi da quelli della Champions dove i biancocelesti sono fra le poche compagini imbattute, qualificata con pieno merito agli ottavi di Champions, cosa che non succedeva da 20 anni.

Inzaghi non può fare sempre miracoli

Troppo evidenti le differenze. Ma se ieri Inzaghi, che da 4 anni e mezzo, fa miracoli è costretto a schierare una linea difensiva che in tre supera i 100 anni, privo di Luis Alberto, faro del gioco, Akpa Akpro è ben lontano dallo spagnolo, senza Correa ma con il solito generoso Caicedo, utilizzando per il resto sempre gli stessi uomini, se non segna Immobile la porta la si vede raramente, il risultato è quasi scontato. Il problema è quindi strutturale. Da troppi anni ci si affida alle doti miracolose del buon Simone sperando che i 4/5 giocatori di maggiore tasso tecnico migliorino, come il vino buono, di anno in anno, ma il calcio non è affatto una cantina. In estate sono stati venduti Bastos, Wallace con Vavro mai visto dal tecnico, ed acquistato il solo Hoedt, il rinforzo di centrocampo Escalante a parametro, Pereira regalato dallo United fino a giugno prossimo, Fares proveniente da un crociato e quindi bisognoso di tempo. Non certo un mercato da chi cerca di confermare il piazzamento Champions, giocandosi tutte le possibilità continentali nell’attuale stagione. Per poter far ciò servivano 18/20 giocatori alla Immobile, Luis Alberto e Milinkovic tanto per essere chiari, ma il COVID ha tagliato risorse e possibilità anche minime. Finché si giocherà ogni 3 giorni l’altalena di risultati sarà quasi scontata. Mago Simone Merlino non sempre può tirare fuori il coniglio bianco dal cilindro.

Paolo Cericola

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5 Comments

5 Comments

  1. franksenses

    13 Dicembre 2020 23:38 at 23:38

    Il problema non e’ strutturale, il problema e’ che si continuano a comprare mezze seghe e che Inzaghi e’ un allenatore mediocre.

    Mercato 2019
    Lazzari e’ un mezzo giocatore: corre, ma non sa saltare l’uomo e non sa crossare
    di Vavro, Anderson (1 e 2), Jony e Adekanye meglio non parlare.
    Mercato 2020
    Fare, Escalante, Akpa-Akpro sono improponibili per una squadra con ambizioni di classifica.
    Pereira preso come cambio per Luis Alberto e Milinkovic (doveva essere David Silva…), ma quando mancano gioca Akpa-Akpro. Qualcuno chieda a Inzaghi perche’, specialmente contro il Verona… c’ha paura del livello tecnico dei veronesi?
    Muriqi quando lo vedremo giocare sapremo… ma sara’ cosi’ tanto meglio di Caceido da valere 20M?

    La partita con il Verona ha certificato che
    1. Senza Luis Alberto la Lazio non gioca a calcio, perche’ non sa che fare con il pallone. Oltretutto, a differenza dell’Udinese, il Verona era venuto all’Olimpico a perdere, di questa partita non gliene fregava nulla, era gia’ con la testa a mercoledi alla Samp. Certo che se poi li fai palleggiare tranquilli a centrocampo e gli regali 2 goal, salutano e ringraziano.
    2. La stagione della Lazio e’ da 6-7 posto, cioe’ in linea con gli altri anni, escluso l’anno scorso, con l’unica vera occasione di vincera qualcosa di importante e’ svanita perche’ i giocatori erano cotti… il Covid c’e’ stato per tutti. In CL si spera di evitare Bayern o Liverpool e prendere magari Chelsea o PSG e fare una bella figura invece che una figuraccia, ma superare il turno e’ obiettivamente difficile, quindi probabilmente il cammino europeo finira’.
    3. Inzaghi ha fatto il suo tempo alla Lazio. Ha vinto quello che poteva, e’ ora che cambi aria (sembra un po ‘ la Sora Camilla, a giugno tutto lo vogliono ma nessuno lo piglia…) e che si prenda un nuovo allenatore per iniziare un nuovo ciclo, sperando di prendere giocatori migliori, altrimenti non cambiera’ nulla.

    • franksenses

      14 Dicembre 2020 12:34 at 12:34

      come non detto… preso il bayern… bye bye

    • Ilvio Mauri

      14 Dicembre 2020 14:49 at 14:49

      condivido al 100% analisi lucida che debbono fare anche i tifosi della Lazio, non esiste uno straccio di gioco tutto dipende dalle invenzioni di pochi bravi giocatori, la preparazione è sbagliata da diversi anni, gli investimenti sono sempre i soliti da mercato delle svendite sperando in qualche botta di culo, ormai tutti hanno capito che se ti metti a correre per la Lazio non c’è storia e allora basta con le leccate di culo e le scuse

  2. Nino Pantano

    14 Dicembre 2020 0:00 at 0:00

    Non condivido. La evidente inadeguatezza del trainer, con la perdurante incapacità di adattare il gioco all’avversario di turno anche utilizzando schemi diversi dal solito stranoto ed insistito 452, ci ha portato alla situazione attuale. Champion mantenuta con molta fortuna e campionato già buttato alle ortiche.

    • franksenses

      14 Dicembre 2020 19:50 at 19:50

      con il 4-5-2 perdiamo tutte le partite 0-3 a tavolino…

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