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LAZIO ERIKKSON SIGNORI – Quando i nomi di Eriksson e Signori vengono accostati ai colori biancocelesti, i tifosi laziali sono ancora percossi da brividi e ricordi indelebili. Nonostante ciò, tra i due non è mai corso buon sangue e, proprio per questo motivo, nel dicembre del 1997 l’attaccante lombardo lasciò la Lazio. Infatti, nonostante le proteste dei supporter biancocelesti, la cessione di Signori fu inevitabile, dato il poco spazio concessogli da Eriksson, anche a causa dell’arrivo di Mancini. In un’intervista radiofonica, rilasciata al giornalista svedese Olof Lundh, Eriksson è tornato a parlare della cessione di Signori alla Sampdoria.

Le esperienze alla Juventus…

“Alla Roma il terzo anno comprammo Boniek, una grande stella. Fumammo una sigaretta insieme. Io ero davvero stufo di quei giocatori più anziani che non giocavano il calcio che io volevo esprimessero. Così andai dalla società e dissi: “O questi giocatori, Boniek in particolare, spariscono o me ne vado io”. E così fu. Il presidente (Dino Viola, ndr) mi disse che avrebbe potuto vendere gli italiani, ma non Boniek che era stato comprato dalla Juventus di Agnelli. Lo capii, ma io non potevo andare avanti in quel modo. Era io o loro”.

… E alla Lazio

“Mi è successo altre due volte in carriera. A Shanghai con Hulk ugualmente fumammo insieme e chiesi la cessione alla società. Ma era stato comprato per un’incredibile somma e così dovetti andarmene io. Sentivo la sensazione di dover rimuovere alcuni giocatori, altrimenti non sarebbe mai diventata una squadra dentro e fuori dal campo. Feci lo stesso con la Lazio, ma lì vinsi io e il club decise di vendere Beppe Signori”.

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