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Eriksson: “Veron era un timido, ma insieme a Mancini erano due allenatori in campo”

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ERIKSSON VERON INTERVISTA – Sono passati tanti anni dalla Lazio di Sven Goran Eriksson, ma ogni tanto il tecnico svedese torna a parlare del suo passato in Italia. In un’intervista rilasciata a The Athletic, l’ex guida tecnica dei biancocelesti ha parlato di Juan Sebastian Veron. Negli ultimi tempi anche Gary Neville aveva commentato la carriera della Brujita nel Manchester United soffermandosi su quanta difficoltà avesse fatto Veron ad ambientarsi all’Old Trafford. Eriksson, invece, ha sottolineato l’importanza del regista argentino nella sua Lazio. Ecco le sue parole.

L’esperienza in Italia di Veron

“Alla Sampdoria lo ricordo molto calmo e timido. Negli anni iniziò a parlare un po’ di più, ma non è mai stato uno molto loquace nello spogliatoio. In campo invece parlava eccome, insieme a Roberto Mancini era un allenatore in campo. Non c’è mai stato un problema di calpestarsi i piedi a vicenda, né alla Sampdoria né alla Lazio. Mancini non era geloso degli altri leader, con Veron e Mihajlovic erano buoni amici senza nessuna invidia”.

Gli anni allo United

“All’Old Trafford tutti sono importanti, ma essere leader… Non so comunque se sia questa la motivazione, di certo mi ha sorpreso che non abbia avuto fortuna in Inghilterra.”

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