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Pubblicato il 13/02 alle ore 10:00

LAZIO INTER ACERBI DE VRIJ – Ci siamo, il tanto atteso big match tra Lazio e Inter sta per consumarsi. Domenica sera all’Olimpico si sfideranno due delle prime tre forze del campionato in una gara che ci dirà già molto sul discorso scudetto. All’andata un gol di D’Ambrosio aveva regalato i 3 punti agli uomini di Conte ma i biancocelesti non avevano per nulla sfigurato, dimostrando già allora di poter dire la propria. Ora solo un punto separa le due compagini e l’occasione del sorpasso, sfumato nel recupero contro il Verona, potrebbe finalmente concretizzarsi. Per entrambe le squadre non sarà facile segnare dato che di fronte ci saranno le due difese meno bucate della Serie A con soli 20 gol subiti in 23 partite. Leader delle due retroguardie sono De Vrij e Acerbi, perni centrali delle difese a tre di Conte e Inzaghi.

Stefan De Vrij, il passato da mettere alle spalle

Quando si parla di Stefan De Vrij per la Lazio non si può non far riferimento a quel 20 maggio 2018 in cui all’ultima giornata di campionato i biancocelesti persero il 4°posto e l’ingresso in Champions League a beneficio dell’Inter che vinse lo scontro diretto all’Olimpico. L’olandese fu protagonista in negativo poiché causò il rigore del momentaneo 2-2, ma soprattutto firmò il contratto che tutt’ora lo lega ai nerazzurri qualche giorno prima della sfida sapendo che vincendo quella sera non avrebbe disputato la Champions l’anno dopo. Dopo quel giorno il difensore non è rimasto nei cuori della tifoseria capitolina, pronta ad accoglierlo presumibilmente con una pioggia di fischi domenica sera. Per lui sarà la prima volta in campo da avversario all’Olimpico dato che lo scorso anno è rimasto in panchina. Il suo rendimento, comunque, è ottimo tanto che il numero 6 è un elemento imprescindibile per Antonio Conte che lo ha praticamente sempre schierato. Quest’anno anche i guai fisici, che da sempre gli impediscono di avere continuità, sembrano messi alle spalle. Sono 27 le gare disputate in stagione sulle 31 totali (saltate le prime due di campionato e le due partite di Coppa Italia) per un totale di 2.364 minuti effettivi di gioco impreziositi anche da 2 gol e 4 assist.

Francesco Acerbi, la certezza del presente

Quando la Lazio vendette Stefan De Vrij, Lotito decise di rimpiazzarlo con Francesco Acerbi prelevandolo dal Sassuolo. Il presidente biancoceleste già in passato aveva regalato gioie con operazioni simili (vedi Immobile-Klose e Leiva-Biglia) ma in pochi si aspettavano un rendimento così dell’ex neroverde. Da quando è arrivato alla corte di Inzaghi ha collezionato 82 presenze su 83 partite, saltandone solo una per squalifica lo scorso anno, e disputando ben 7.346 minuti sul terreno di gioco. Numeri impressionanti se si considera che si riferiscono a meno di due stagioni di attività. Questi dati non sono, però, casuali. La leadership dimostrata dal numero 33 lo hanno reso un punto fermo per l’allenatore e per i suoi compagni di reparto, tanto che tutti vicino a lui rendono meglio. Quest’anno la Lazio è tornata ad avere finalmente una difesa solida, la meno battuta del campionato proprio insieme a quella dell’Inter con soli 20 gol al passivo in 23 gare. Oltre a spiccare per diligenza, Acerbi non cede ad alcun tipo di estetismo e si limita alla concretezza rischiando a volte di non risaltare all’occhio quanto meriterebbe. Chi ne sa di calcio non ci mette molto a capire il suo valore, come Roberto Mancini che da quest’anno ne ha fatto un titolare anche della Nazionale azzurra. I 5 gol realizzati con la maglia biancoceleste, più uno con quella dell’Italia, sono la ciliegina sulla torta.

Leonardo Giovanetti

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