LAZIONEWS.EU – “Guarda quel numero 7. E’ il miglior giocatore della sua età che abbia mai visto”. Voci di uno sprovveduto? Ebbene no, sono le parole di sir Alex Ferguson, a cui fanno eco quelle dell’ex difensore Rio Ferdinand: “Più forte di Pogba e Januzaj”. Chi? Il principe della sregolatezza, un talento cristallino che, come disse Sam Lee, non riesce però a “fuggire dai suoi demoni”: lui, il ragazzino di Manchester, Ravel Morrison. Eppure, da quando è in Italia, alla Lazio, il bad boy di Phil Brogan ha collezionato solo 8 presenze: 159′ di gioco tra Serie A e Coppe. Troppo poco, specialmente per i supporters biancocelesti che lo reclamano da inizio campionato.

“I DO KNOW HOW GAZZA IS” –  “Salta 4/5 giocatori con un semplice cambio di passo come Gascoigne”, commentava Lee Clark paragonando Morrison, come tutta l’Inghilterra, all’amatissimo campione inglese. Arrivato a Roma, per tutti i laziali era il nuovo Gazza: le follie tra un allenamento e l’altro, le esaltanti giocate e poi le inspiegabili corse a casa, che gli sono costate pure qualche multa. La Curva, però, ha subito provato simpatia per il vispo ragazzotto, e tutt’ora nutre fiducia nelle sue qualità. Tante le voci che lo volevano di nuovo in patria, eppure il trequartista 23enne è ancora in gruppo. L’esordio con la maglia biancoceleste arriva l’8 agosto 2015 in occasione della sconfitta nella Supercoppa italiana 2015: giocherà la bellezza di 2‘. Il 30 agosto disputa la sua prima partita in Serie A: stavolta sarà in campo per 45′, i primi, e gli ultimi. Contro il Genoa 7′, contro il Torino 1′, infine contro la Samp 7′. Gli va meglio in Europa quando, contro Rosenborg, riuscirà a giocare quasi l’intero match.

CAMBIANDO PIOLI CON INZAGHI IL RISULTATO NON CAMBIA – Il rapporto tutt’altro che idilliaco tra Pioli e Ravel aveva portato l’ex tecnico laziale a fare delle scelte che non ricadevano mai, o quasi, sull’inglesino: il centrocampista, che già non veniva da esperienze felici, si è ancor di più depresso ed è totalmente scomparso dalla scena. Solo foto su Instagram, con annessi incitamenti o insulti dei supporters biancocelesti, ma niente più. Alcuni suoi comportamenti “non professionali” non erano piaciuti al parmense che spesso e volentieri lo aveva messo fuori squadra. Molti, all’arrivo di Inzaghi in panchina, hanno pensato che fosse la volta buona di godersi le sue giocate, ed invece non è stato così. Neppure con il tecnico ex Primavera Ravel è riuscito a ritagliarsi una possibilità, specie verso la fine di un campionato che ormai aveva già detto tutto.

ANTIEROE O ‘CRAQUE’ ANNUNCIATA? – Ai laziali, gli “antieroi” sono sempre piaciuti: i tifosi biancocelesti li sanno perdonare e coccolare. Un po’ come fecero con Gazza, molto simile, soprattutto per carattere a Ravel. E in una stagione da incubo come questa, hanno aspettato, sperato, sognato il colpo di scena: poteva chiamarsi Morrison il salvatore della patria e, non meno importante, della faccia. Ed invece molti sono finiti per domandarsi perché certe scelte, perché certi silenzi: è solo colpa del carattere troppo turbolento, o forse sia Pioli che Inzaghi si sono resi conto di qualcosa che le migliaia di occhi dei tifosi non hanno potuto constatare?. Il dato di fatto è che, comunque, quelli che sono scesi in campo, spesso hanno messo in atto prestazioni insufficienti e, a tratti, perfino indecenti. Una possibilità… una vera, intendiamoci, non se la sarebbe meritata?. Tare intanto lo ha bloccato e, con altissima probabilità, il ragazzino venuto da Manchester resterà a Roma. Che la prossima stagione sia quella giusta? Ai tifosi biancocelesti, e solo a loro…l’ardua sentenza.

Michela Santoboni

 

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