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Frattesi stop-and-go: ripercorriamo che è successo
La vigilia di Ferragosto è stata movimentata per Lazio e Inter, così come per Davide Frattesi, in procinto di trasferirsi ai secondi dopo l’addio ai primi: mentre stava per partire per Roma, il centrocampista è stato bloccato perché la Lega non ne autorizzava il trasferimento e ha dovuto attendere altre due ore prima di poter finalmente ricevere il via libera. Ripercorriamo quel che è successo.
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Il trasferimento di Frattesi alla Lazio è stato bloccato e poi sbloccato
L’operazione, data per conclusa già dalla giornata di ieri, si era arenata per motivi tecnici, legati ai parametri economici necessari a garantire l’obbligo di riscatto, da parte della Lazio, inizialmente previsto.
L’ostacolo era burocratico e legato alle limitazioni del mercato biancoceleste, che è sotto stretta osservazione da parte della Lega, la quale ha imposto il saldo zero. I due club, preso atto della cosa, si sono immediatamente seduti nuovamente al tavolo e hanno trovato un accordo su una formula diversa, che la Lega non può non accettare: un prestito oneroso dall’importo più consistente per la società di Lotito, che dovrà ora sborsare 5 milioni invece di uno solo, e un diritto di riscatto (dunque non più obbligo legato ad alcuna condizione) fissato a 10, per una transazione dall’importo totale di 15 milioni di euro. Restano i bonus previsti dal primo accordo e il 50% sulla futura vendita a favore dell’Inter.
La versione originaria dell’accordo, legata all’obbligo di riscatto condizionato, non sarebbe stata registrabile proprio perché la Lazio opera a saldo zero. Fabiani e i suoi, dunque, possono depositare nuovi contratti (diversamente da un’estate fa), ma non avrebbero potuto rendere il trasferimento esecutivo senza prima trovare la copertura economica necessaria. Il nodo riguardava l’importo dell’obbligo di riscatto legato a Frattesi. Il motivo della mancata autorizzazione si deve al fatto che l’esborso biancoceleste avrebbe superato quanto incassato dalla cessione di Gila. In quello scenario, l’operazione sarebbe diventata esecutiva solo a fronte di un’ulteriore cessione, necessaria per pareggiare i conti tra entrata e uscita che, altrimenti, non sarebbero stati 0.
Sommando la cifra ricavata da Gila e quella dell’obbligo di riscatto, infatti, il bilancio biancoceleste non sarebbe rimasto in equilibrio. Con un diritto al posto dell’obbligo cambia tutto. Come ci spiega Goal.com, il saldo così quadra: è possibile procedere alla registrazione del contratto in tempi rapidi, senza dover attendere ulteriori uscite. La struttura e la ripartizione economica dell’affare hanno comportato il semaforo verde e, a questo punto, non dovrebbero esserci altri intoppi. Attendiamo l’ufficialità.
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