NAZIONALI
Italia out, TERREMOTO Federazione: Gravina, Gattuso e Buffon verso le dimissioni – in DIRETTA
Bufera sul presidente federale Gabriele Gravina dopo l’ennesima figuraccia dell’Italia che, per la terza edizione consecutiva, non parteciperà ai Mondiali. Passa la Bosnia ai calci di rigore, mentre a Zenica crolla un sistema calcio italiano che fa acqua da tutte le parti. Da De Laurentiis per arrivare al ministro Abodi, tutti stanno chiedendo le dimissioni: ecco gli aggiornamenti in DIRETTA.
Leggi anche: Abodi: “Il calcio italiano va rifondato a partire dai vertici FIGC”
Buffon, Gravina e Gattuso verso le dimissioni: il racconto in DIRETTA
LO CHEF CRACCO – “Io sono sempre dell’idea che ognuno fa il suo mestiere. ‘Ofelè fa el to mesté’, si dice a Milano. Chi è preposto a fare, a organizzare tutto il mondo del calcio, sicuramente avrà capito che forse dobbiamo crescere un po’ di più, cercare di non bruciare i sogni di questi ragazzi giovani. Io ho due figli che non hanno mai visto un Mondiale con l’Italia, ed è una cosa tristissima se la vedi da quel punto di vista. E ti chiedono ‘perché noi non possiamo vedere un Mondiale con l’Italia?’ E questa è la risposta più difficile da dare a tutti”.
ABODI SUI 4 ITALIANI IN CAMPO – “La penso un po’ come La Russa. Più che una norma, deve essere una regola condivisa dal sistema calcistico: non possiamo imporla. Penso che sia una questione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea: non ci possono essere vincoli, ma se la poniamo sul piano delle opportunità da offrire ai calciatori italiani, soprattutto ai più giovani, magari anche con qualche incentivo economico, credo se ne possa parlare e codificare rapidamente
IL MINISTRO ABODI SULLO SCIVOLONE SUGLI ALTRI SPORT – “Lo scivolone sugli altri sport mi auguro sia stato solo frutto di una mancanza di lucidità, cosa umanamente comprensibile in certe circostanze. Il rispetto verso atleti e atlete di tutte le discipline non può emergere solo durante le Olimpiadi o quando arrivano i risultati. Sono atleti che mettono cuore, passione e dedicano ore ogni giorno per migliorarsi e portare onore all’Italia. Questo non va mai dimenticato. Penso allo spirito con cui si pratica lo sport, con professionalità anche quando non è formalmente professionistico: serietà, dedizione, rispetto verso tutti e verso il pubblico. Basti pensare alle dichiarazioni di Sinner, esemplari da questo punto di vista: esce dal campo e riconosce sempre il valore dell’avversario, ringraziando i tifosi. Questo spirito andrebbe recuperato anche nel calcio. Non ci sono solo atleti singoli, ma anche squadre: pensiamo al rugby, al baseball, al basket. Questo spirito eccellente dell’Italia, che vince nel mondo e si distingue per comportamento, dovrebbe essere un riferimento anche per il calcio”.
ANCORA IL MINISTRO ABODI – “Penso che questa fase abbia bisogno di un tempo operoso, nel quale si mettano in campo soluzioni a problematiche che il sistema non è riuscito ad affrontare e risolvere in una dimensione ordinaria. Mi auguro quindi che ci siano le condizioni, richieste anche dal Consiglio federale, per un commissariamento che consenta di dare sostanza a questo tempo e permetta poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi. Dato che se ne parla da anni, troviamo soluzioni utilizzando il commissario, che rappresenta una grande opportunità: una figura che venga anche dal mondo del calcio, che lo conosca e che possibilmente non abbia avuto grandi compromissioni con un sistema che, con questa sconfitta, ritengo abbia chiuso un ciclo”
“Una sconfitta di cui avremmo fatto volentieri a meno, perché speravamo tutti di andare in America, in Messico e in Canada, non solo noi più grandi ma soprattutto i giovani, che non hanno mai visto un Mondiale. Una struttura commissariale non è soltanto una persona, è qualcosa di più. Tutti gli elementi devono essere messi a disposizione, anche da parte nostra, con provvedimenti utili al sistema calcio per evolversi e superare difficoltà che non sono solo economiche, ma anche di modello. Per questo è finito un ciclo e deve iniziarne un altro”.
IL PRESIDENTE CONI BUONFIGLIO – “Il calcio è una realtà molto complessa, con tante componenti, va affrontata con serietà. Da presidente del Coni, quindi di un ente pubblico, devo accantonare qualsiasi tipo di passionalità e rispettare lo statuto del Coni, quello delle federazioni e le regole. Significa che il Coni può commissariare una federazione per gravi mancanze amministrative, per esempio quando i conti non tornano, ci sono ammanchi, quando gli organismi non funzionano, per inefficienza, se non viene presentato il bilancio nei tempi utili, ci sono perdite patrimoniali, c’è una cattiva gestione etico morale, organizzativa, si verifica il mancato inizio dei campionati”.
“Anche qualora dovesse dimettersi Gabriele Gravina spetterebbe a lui il potere di portare alla nuova assemblea l’elezione del consiglio federale e del nuovo presidente”, ha proseguito aggiungendo che “non tocca a me dire di cambiare. I compiti e le responsabilità del Coni e del suo presidente le ho spiegate bene”. Per Buonfiglio “la Federcalcio è una azienda importantissima a livello nazionale che va oltre gli aspetti sportivi. Resto convinto che il consiglio e il suo presidente, con capacità di analisi, attueranno una strategia chiara e adeguata al momento difficile che stiamo vivendo. L’accordo delle componenti, delle rispettive Leghe, dell’Associazione calciatori, di tutti gli agenti in campo può concorrere a creare la piena dignità di partecipazione per la nostra squadra azzurra sullo scenario internazionale. Le società investano sui settori giovanili, facciano giocare i talenti italiani, sono convinto che il presidente Gravina e i suoi collaboratori possano produrre un programma a medio lungo termine che ci faccia tornare ai fasti del passato”.
CEFERIN STA CON GRAVINA – “Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: ‘Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due’. Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa…”. Queste le parole del presidente del Uefa, Alexander Ceferin.
Poi, sulla richiesta di dimissioni, si esprime così: “Mi fa arrabbiare e mi rattrista che ci siano persone che aspettano ‘nascoste’ che qualcosa vada storto per poi saltare fuori e iniziare a criticare. Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere. Ma la perdita più grande sarebbe per la Figc. Non sarà facile trovare un gentiluomo che ami così tanto il calcio e l’Italia. Ma non sono così ingenuo da credere che le persone egocentriche, che aspettavano solo che qualcosa andasse storto, ci pensino. A loro non importa”.
AGGIORNAMENTO 8:20 – Come riportato da SportMediaset, la presidenza Gravina ha ormai i minuti contati e l’incontro con i vertici delle componenti federali indetto dal numero 1 della Figc dovrebbe portare all’annuncio delle sue dimissioni. Previsto, non in giornata, anche l’addio del ct Gennaro Gattuso e di Gigi Buffon.
Bufera su Gravina dopo Bosnia Italia: in DIRETTA tutte le richieste di dimissioni
GIANMARCO TAMBERI – Con un post ironico su Instagram, ironizza sulla definizione dilettanti: “Eccoci, dilettanti allo sbaraglio!”.
RUSSEL CROWE – “Un’alba buia per l’Italia. Il giorno dopo la mancata qualificazione. Di nuovo. Com’è possibile con così tanto talento? Mi sento male per conto della nazione”.
BARGNANI – “Sul risultato sportivo dei miei colleghi non mi pronuncio, lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch’io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un ‘tritacarne. La massima espressione di questo ‘professionismo’ ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l’esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l’esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo? Io ho giocato in Nba, la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul globo. Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno”.
GALLIANI – C’è un po’ di tristezza. Come tutti gli italiani ieri ero in un ristorante pieno di bandiere italiane, sono sicuramente triste… Il calcio e lo sport sono fatti di up and down. Se penso a Bezzecchi, Antonelli e Sinner era stata una domenica meravigliosa…purtroppo è arrivato un martedì triste”. Così l’ex dirigente di Milan e Monza, ai microfoni di Sky Sport: “Perché negli altri sport si vince? Tutto è ciclico, quando vinceva il calcio perdevano gli altri sport. È la ruota che gira”. E sulla ricerca delle motivazioni del fallimento: “Lo trovo inutile e noioso. Ho letto e sentito di tutto”.
TOMMASO MARINI – “Sono fiero di far parte dei ‘dilettantistici’ che soffrono e danno l’anima con la maglietta azzurra pur non ricevendo milioni in cambio”.
ROSSELLA SENSI – “Se serve una rivoluzione ai vertici della Figc? Sembrerebbe la soluzione più facile, ma una riflessione va fatta da parte di tutti coloro che fanno parte del sistema calcio. Trovare un capro espiatorio è troppo facile. Chiunque sia legato alla nazionale può dare una mano, a maggior ragione se sono stati grandi campioni. Ma oggi noi dobbiamo pensare soprattutto a far crescere i campioni del futuro”.
SIMONELLI – “Non faccio commenti, certo ho letto anche io tutte le rassegne stampa, è chiaro che c’è una forte pressione e credo che a breve ci saranno riunioni su questo tema, quindi non mi voglio pronunciare”.
FEDERICA PELLEGRINI – “”I veri professionisti siamo noi”.
MATTIA FURLANI – Questo discorso ammazza i valori dello sport. Non è solo un insulto al calcio ma anche allo sport italiano”.
PALTRINIERI – “Non sono neanche troppo colpito, nel senso che il nostro livello negli ultimi anni non era troppo diverso da questo. Mi sarebbe sembrato strano arrivare lì e vincere 4-0. Perdere fa anche parte dello sport, ma quando metti in fila un po’ di prestazioni negative significa che c’è qualcosa che non sta funzionando a livello generale. Dispiace vedere quello che dice Gravina. Io quando perdo penso a me stesso e faccio un’analisi di quello che sbaglio io, senza buttare in mezzo altri. Secondo me è un’arma a doppio taglio, ti va poi contro. Il senso della discussione è cercare di trovare un modo per far migliorare il calcio italiano”.
POLONARA – “Fa male a tutto il movimento, ma soprattutto ai ragazzini, e questa è una cosa molto brutta. Colpito dall’intervista di Spinazzola a fine partita, con le lacrime agli occhi, che ha detto che i nostri figli, e tutti i bambini italiani, non vedranno la nazionale azzurra ai mondiali”.
ULIVIERI – “Non credo il presidente Gravina abbia colpe per la sconfitta di ieri sera. Nel giudicare il lavoro di un presidente e di un Consiglio Federale non ci si può basare su una partita. Va valutato il movimento nella sua interezza e bisogna ricordare gli ottimi risultati del settore giovanile e quelli del calcio femminile. Il nostro calcio è nel complesso in salute. Il nostro grande problema è che i giovani migliori che a livello giovanile ottengono grandi risultati poi non fanno il salto di qualità e il motivo è da ricercare dal fatto che non li si fa giocare in campionato”.
GENTILE – “Evidentemente c’è qualcosa che non riesce a toglierci dal fango. Sinceramente, ieri sera pensavo ce l’avremmo fatta, ma il nostro è un destino incredibile. I motivi? È un discorso lungo, sul piano tecnico ha inciso un po’ il fatto che gli stranieri abbiano tolto il posto a molti giocatori italiani. È decisamente un momento no. Qualcosa dovrà succedere, non è che quanto accaduto passerà come niente fosse”.
CAROLINA MORACE – “Bisogna ripartire dai settori giovanili, dalla crescita di giovani talenti italiani che poi devono trovare spazio nelle squadre di club. La logica del profitto e della vittoria a tutti i costi non può andare avanti: i costi delle scuole calcio devono essere diminuiti, così come quelli degli abbonamenti alle pay tv. In Francia e Germania, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali, i sistemi sono ripartiti proprio dai settori giovanili. Non era mai successo che una Nazionale campione del mondo fallisse per tre volte consecutive la qualificazione al Mondiale. Servono soluzioni concrete e una strategia chiara. Perché se queste soluzioni non sono arrivate in otto anni di fallimenti sotto l’attuale presidenza, è legittimo chiedersi perché dovrebbero arrivare adesso. Gli altri sport crescono perché hanno una visione, una programmazione e un progetto serio. Esattamente quello che oggi manca al calcio italiano”.
CUCCUREDDU – “Ho indossato quella maglia e mi dispiace, non mi sembra vero. Quale sia il problema dell’Italia va chiesto a loro. Sono troppo deluso, saranno altri a fare valutazioni, io voglio restarne fuori”. Un passaggio anche su Bastoni: “Chi ha giocato a calcio sa che sono cose che possono succedere. Ne ho viste anche di peggio e non mi meraviglio. Non bisogna prendersela con lui, piuttosto è ora di rifare tutto”.
MINISTRO ABODI – “È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiani, reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport”.
DOSSENA – “Arrivati a questo punto ricordiamoci che abbiamo un ministro dello Sport: ora Abodi deve suonare la campanella, far rientrare tutti in classe e da lì non si esce finché non si trova una soluzione alla crisi conclamata del calcio italiano. Oggi dire che Gravina sia il solo responsabile è sbagliato. Ma lui ha molte responsabilità, e ne ha decisamente tante perché se si circonda nel Consiglio federale di componenti federali, come Aic e Aiac, che non portano nessun contributo, nessuna idea, non danno valutazioni diverse dalle sue, non danno prospettive… Questa è sua responsabilità. Adesso Abodi chiami tutti, si mettano intorno a un tavolo e seriamente, ognuno abbandoni difesa di bandiere e orticelli e si esca dalla stanza solo dopo aver individuato proposte concrete e fattibili. Da sola la Federazione non ne ha la forza. In questi Mondiali ci sono 48 nazionali e noi anche così non ci siamo, ancora una volta restiamo a casa a vederlo in tv. Dobbiamo dare un messaggio al Paese”.
GRAVINA AL SUO ARRIVO IN FIGC – “Come sto? Bene, bene”. Oggi dovrebbe decidersi quando si terrà il Consiglio federale.
BARESI – “Ieri ci sono stati degli episodi che hanno condizionato la partita in senso negativo per la nostra squadra ma l’Italia non può arrivare all’ultimo a giocarsi la qualificazione. Tutto il calcio italiano deve fare ‘mea culp’ perché i risultati degli ultimi vent’anni sono sotto gli occhi di tutti, eccetto ovviamente l’isolato trionfo dell’Europeo. In questi mesi ci ha messo l’anima e, secondo me ha fatto anche un buon lavoro con il poco tempo avuto a disposizione, purtroppo non è bastato. Non spetta a me dire se si dovrà continuare con lui ma di certo è tra i meno responsabili di questa sconfitta”.
MULE’ – “Da oltre due anni che chiedo a Gabriele Gravina, inutilmente, di fare un passo indietro dalla presidenza della Figc. Ogni volta il sistema di potere costruito intorno a lui si è coalizzato e lo ha sempre difeso. Oggi che la Nazionale di calcio e l’Italia intera viene umiliata con una nuova eliminazione dai mondiali, s’ode il coro ‘Dimissioni, dimissioni…’. Ma quello di oggi è il frutto avvelenato di una gestione antica senza visione. Povera Italia, poveri noi”.
RENZI – “La terza eliminazione consecutiva dell’Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d’aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento ma un pezzo di cultura e di identità popolare è l’errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo, vivendo di piccoli inciuci. E di servilismo verso la politica. Si assumono i figli dei ministri ma non ci si occupa dei ragazzi che vorrebbero sognare un calcio diverso”, così il leader di Italia Viva sul fallimento della Nazionale nella sua Enews: “Chi conosce che cosa è accaduto negli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco. Non voglio dire di più: lo faremo prestissimo in una riunione pubblica di Italia Viva dove ascolteremo il parere degli addetti ai lavori e diremo le nostre idee sul futuro del calcio italiano. Che mai come oggi va rifondato da zero, a cominciare dai diritti TV e dagli stadi. E senza interferenze del Palazzo”.
ARIANNA FONTANA – “Fa male, inutile nasconderlo. L’Italia non si è qualificata ai Mondiali. E per chi rappresenta questi colori è un colpo pesante. Ma i momenti duri devono servire a qualcosa. Perché talento, forza e passione in questo Paese non mancano”, ha aggiunto. “Lo abbiamo dimostrato: 40 medaglia a Parigi 2024, 30 medaglie a Milano Cortina 2026. L’Italia sa vincere. E proprio questo deve voler tornare a farlo sempre, ovunque. Forza Italia. Sempre”.
LA RUSSA – “Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite”.
ZOFF – “Cosa dovrebbe fare la politica? No, guardi, la politica faccia la politica, il calcio fa il calcio, non mischiamo lucciole per lanterne”. Il commento di Dino Zoff a LaPresse. “Purtroppo c’è una generazione di giovani che non ha mai visto l’Italia al mondiale. Se gli consiglierei di vedere Sinner o la Formula 1 con Antonelli? Bisogna scindere, tra lo sport di squadra e quello singolo”, conclude. “L’Italia ancora fuori dal Mondiale? Il risultato è quello che è, quindi il commento è il risultato stesso. Per la terza volta non andare ai mondiali per il calcio è una tragedia, calcisticamente parlando. Si poteva evitare? Non voglio entrare nella questione, si voleva evitare, ma non ci si è riusciti”. All’Ansa l’ex azzurro ha rincarato la dose: “Se mi aspetto passi indietro in Figc? Non spetta a me dirlo e non entro in queste dinamiche. Mi appassiona di più la F1 o la Nazionale? Mi diverto sempre a guardare la Nazionale, certo oggi c’è poco da divertirsi…”.
IRMA TESTA – “I veri professionisti siamo noi, gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando i giocatori milionari fare brutte figure. Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle fare dei loro tate. Nonostante questo quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un’intera Nazione che comunque non mi chiede niente perché impegnata a guardare il calcioà Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno”.
DE LAURENTIIS – “Il mio sentimento è chiaro da dieci anni. A me viene solo da sorridere, noi a Napoli abbiamo una bellissima espressione che usava sempre mio padre `A pazziella mmano ´e criature’.. Ovvero il giocattolo è in mano ai bambini. Trovare capri espiatori non serve a nulla. Nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente, nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano. Il momento non è tragico, a condizione che tutti ne prendano coscienza e si riparta da zero. 16 squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale, pagare i giocatori che vanno in Nazionale ai club che li prestano, assicurazioni totali in caso di infortunio: questa secondo me è la ripartenza dovuta”. Un passaggio anche su Malagò e sulla possibile rivoluzione della Figc: “Uno come Malagò, un grande professionista, è uno che può dare piuttosto che prendere, essendo anche dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere. Se da domani mattina si ripartisse con Malagò, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente”.
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