IL CORRIERE DELLO SPORT. Reja: «Io non ce l'ho con Zarate, è lui che vuole andarsene»

Pubblicato 
mercoledì, 24/08/2011
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 6 minuti

IL CORRIERE DELLO SPORT. Reja: «Io non ce l'ho con Zarate, è lui che vuole andarsene»

Uno stralcio dell'articolo de Il Corriere dello Sport. Il tecnico biancoceleste si sfoga in conferenza stampa...

FORMELLO - Non ce l’ha portato nes­suno a parlare di Zarate, c’è andato quasi da solo e non si è più fermato, in­vece di liquidare l’argomento in fretta. Uno sfogo durato 18 minuti in una con­ferenza convocata a sorpresa due gior­ni prima della partita (inutile) di ritor­no a Skopje in Europa League. [...] Ha vuotato il sac­co e spiegato tutto quello che pensa sul­l’argentino e che per tanta gente è an­cora scomodo sentire. Contano qualità, rendimento e testa. Reja non discute il talento di Mauro, ma le altre due com­ponenti sì. Certo è strano che, lodando l’operato del club, si sia espresso con toni tanto forti a otto giorni dalla chiu­sura del mercato, quasi imitando il suo predecessore Ballardini, rispetto a cui sinora può vantare una profonda diffe­renza: non s’è mai fatto mettere i piedi in testa dalla società, la stessa che mer­coledì scorso ha saputo prima di lui del­le intenzioni di Maurito e lo ha autoriz­zato a tornare a casa. Edy ha coperto tutto e tutti, parole sue, ora si è stanca­to di farlo e porterà avanti la Lazio con meno diplomazia perché è giusto che il popolo biancoceleste, parole sue, sap­pia. Può darsi sia anche la strada giusta verso il successo, a patto che Lotito e Tare restino al suo fianco. Sui tempi e sui modi della sparata, qualche dubbio resta.

Buongiorno mister Reja. Conside­rando il 6-0 dell’andata, per una volta può dare in anticipo la formazione?

«Scaloni e Zauri giocheranno terzini. Penso a una staffetta tra Dias e Biava, Diakitè sarà l’altro centrale. In mezzo giocheranno Cana e Matuzalem, poi ve­dremo se subentrerà Ledesma. In at­tacco Kozak e Rocchi. Sulle fasce Lulic, vediamo da che parte, e uno tra Herna­nes e Mauri. Tra i giovani porterò Cec­carelli e forse Zampa».

In porta?

«Bizzarri, perché Marchetti con la Primavera del Cagliari ha preso un cartellino rosso e deve ancora scontare la squalifica, non potrò utilizzarlo con il Chievo. [...]

La domanda è sempre la stessa: Za­rate?

«Sapete com’è andata la scorsa setti­mana. Zarate era nella lista dei convo­cati. S’è tirato fuori lui, non ha risposto alla convocazione e se n’è andato. Io non me ne sono accorto, sono andato a cena, non l’ho visto e ho detto “dov’è Zarate?”. Mi ha risposto Rocchi: “Non c’è, mister”. Più tardi mi è arrivata una telefonata serale in cui si diceva: “Ve­diamo domani”. Ma il giorno dopo Mauro s’è tirato fuori, credo non voles­se pregiudicare l’opportunità di gioca­re in Europa nel caso di un eventuale trasferimento».

Zarate le ha chiesto scusa?

«Sì, ci ho parlato, ci siamo chiariti. Mi pare che la sua volontà sia quella di andare via. Se c’è un’opportunità di un trasferimento, preferirebbe andare. Questo mi ha fatto capire».

Zarate andrà via?

«Questo è un discorso che riguarda la società. Io ho una rosa di giocatori e de­vo scegliere quelli che ritengo adegua­ti. Mi dispiace, però, sentir dire che ce l’ho con Zarate. Non è vero, non ce l’ho con nessuno, tratto tutti i miei giocato­ri allo stesso modo. Non è la prima vol­ta che con Mauro succedono queste co­se. Eppure si è sempre detto che non lo facevo giocare. Guardavo il minutag­gio in campionato della passata stagio­ne: tolti Muslera, Biava e Dias, Zarate è stato quello che ho tenuto di più in campo. Come Ledesma. Mi dà fastidio sentir dire che ce l’ho con lui. E poi mi tocca sentire le dichiarazioni di suo fra­tello, che mi fanno solo ridere. Perché dovrei replicargli? Io neppure lo cono­sco. So che il procuratore di Mauro è Giuseppe Bozzo, che non ha mai detto una parola fuori posto. Non ho mai det­to una parola su di lui e non so da dove tiriate fuori il discorso che ce l’ho con Zarate. Questo mi fa incazzare».

E se Zarate restasse, dal primo set­tembre come farà a gestirlo? Non sa­rebbe il caso di recuperarlo?

«Se rimanesse non ci sarebbe alcun problema, è un valore aggiunto, un gio­catore di grande qualità. E’ chiaro che deve rivedere alcuni suoi atteggiamen­ti. È coniugato felicemente, tra poco di­venterà padre e deve per forza pren­dersi delle responsabilità. Ha 23-24 an­ni e questo è il periodo giusto per la ma­turazione. Zarate è nelle condizioni di poter migliorare. [....]

Da qui come si riparte?

«Il problema è anche un altro. Sono qui da due anni e si parla ogni giorno di Zarate. Poi ognuno fa le sue valutazio­ni. Io dico che per un calciatore conta­no tre componenti: qualità, costanza di rendimento e testa. Le qualità di Mau­ro non le ho mai discusse, ma occorre migliorare le altre due componenti du­rante tutta la settimana perché io sono molto attento a quello che accade nel rettangolo di gioco e anche fuori nei comportamenti. Lui è giovane e ha tut­te le possibilità per migliorare. Deve pensare a migliorarsi in questi aspetti, che resti o che vada via. Mi dispiace perché a volte sento cose non vere, l’an­no scorso ha giocato in tutte e tre le po­sizioni dell’attacco e gran parte delle partite le ha fatte da punta centrale co­sì come faceva anche con Rossi, quan­do faceva coppia con Pandev.[...]

Si può fare un paragone con Lavezzi?

«E’ la stessa identica cosa. Il primo giorno che l’ho visto a Napoli, Lavezzi si era presentato con 85 chili. Gli dissi subito che così non funzionava e lui nel giro di un paio di mesi rientrò nel peso forma. Sino a venti giorni fa Mauro pe­sava 81,7 chili e così si era presentato anche ad Auronzo. Klose pesa 81,5. De­vo tenere in considerazione anche que­sti aspetti o no? Io sono sempre stato sincero e bisogna anche che il popolo laziale sappia esattamente come vanno le cose. Ho sempre fatto da copertura a tutto e tutti, ma adesso mi sono stanca­to. L’unico che viene sempre criticato sono io e non va bene. Ora bisogna tira­re una riga. E poi la Lazio ha operato in una maniera straordinaria per quanto riguarda il mercato, speriamo che i ri­sultati ci confortino perché è sul cam­po che si vedono i veri valori. Noi sia­mo riusciti grazie agli sforzi della so­cietà a mettere qualche cosa in più ri­spetto allo scorso anno. [...]Per quanto riguarda Zarate si discute su una cosa che non esiste, si cercano situazioni di disagio che non esistono. Sento sempre la frase “chissà se saprà gestire questi giocatori?”, ma io sono nel calcio da 50 anni, ho gestito gioca­tori di tutte le razze. Ma che discorsi sono questi?».

Quale sarebbe il peso forma ideale di Zarate?

«Intorno ai 75-76 chili».

Si può ancora recuperare?

«Ho provato a comportarmi con lui in tutte le maniere. Più di stimolarlo, più di criticarlo non posso fare. Sono le stesse che faccio anche con gli altri, con Hernanes ad esempio, solo che quando riprendo lui e magari sbuffo perché sta dall’altra parte del campo e non mi sen­te, sembra sempre che ce l’abbia con Zarate. Io sono fatto così, parlo sempre apertamente. Quello che sento lo dico. Ieri sera ho visto la partita del Napoli con il Barcellona. Ci sono due compo­nenti nel calcio, quando hai la palla e quando non ce l’hai. Quando non ce l’­hai devi metterti in condizione di poter recuperare la palla. Io desidero solo che uno si metta davanti al difensore in possesso di palla, ma non dirò mai a Zarate, a Klose o a Cissè di rientrare fi­no a centrocampo. Poi è ovvio che se c’è bisogno di portare un risultato in porto si può chiedere un sacrificio».

Se Zarate dovesse andar via, e non sembra che Reja si opponga, la Lazio farà altri movimenti in entrata?

«Perché dite che non mi oppongo, non va bene impostare così la questio­ne ».

Se Reja si opponesse alla cessione di Zarate? Di solito acquisti e cessioni vengono concordate da società e tecni­co. Oppure non è così?

«Queste sono strategie societarie. Io parlo e mi riferisco solo al discorso tec­nico, ho dato le indicazioni su cosa po­tesse servire per rinforzare la squadra. Parlo di caratteristiche dei giocatori, la società mi mette a disposizione una ro­sa, non mi occupo delle cessioni».

Se Zarate andasse via, la Lazio fareb­be un altro colpo?

«No. Non abbiamo in programma nessun tipo di entrata. Soprattutto in fase offensiva perché abbiamo otto at­taccanti. Se Zarate dovesse restare sa­rei felice perché può offrire una solu­zione in più in attacco e sulle corsie esterne per il suo tipo di gioco. In alcu­ne partite potrei anche pensare di gio­care con tre attaccanti. Magari Zarate, Klose e Cissè. [...]Un 4-3-3 chiedendo a Mauri o Hernanes di rientrare, ma l’as­senza di Maurito non mi ha permesso di provare».

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