IL CORRIERE DELLO SPORT. RUZZI: «Colpa di Reja e Tare se Zarate andrà via. Ma mai alla Roma...»

Pubblicato 
giovedì, 25/08/2011
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 8 minuti

IL CORRIERE DELLO SPORT. RUZZI: «Colpa di Reja e Tare se Zarate andrà via. Ma mai alla Roma...»

Uno stralcio dell'articolo de Il Corriere dello Sport. L'agente Fifa che ha portato l'argentino alla Lazio parla della situazione del suo ex assistito...

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(foto Getty Images)

ROMA - Luis Ruzzi, ingegnere per vocazione, agente Fifa per profes­sione, passaporto argentino, cuore italiano, è l’uomo che ha portato Mauro Zarate in Italia, ripescando­lo in Qatar per farlo scoprire alla Lazio. E’ stato il suo padre putati­vo, «poi questioni private ci hanno costretto a non lavorare più assie­me ». [...] Luis Ruzzi ha preso la parola su « Radio Radio » alle 14.33, ha smesso di parlare alle 16.19. Alla fine era esausto, ha chiesto addirittura « scusa a tutti » , con una voce fioca, poi si è eclissa­to. Lui, non le sue parole.

Ruzzi, lei è stato il procuratore di Zarate?
«No, non lo sono mai stato, anche se ho condotto la trattativa per por­tarlo in Italia. Siamo molto amici, ma non abbiamo più legami quindi posso parlare di lui senza timori, né ricatti. Dico solo la verità su Maurito, anzi Mauro, Maurito or­mai alla Lazio non esiste più».

Reja ha detto che Zarate vuole andare via dalla Lazio. Perché?
« In realtà l’hanno messo nelle condizioni di andarsene. Lui non ha più scelta. L’hanno demolito nello spirito, va al campo e l’allena­tore neanche lo saluta».

Ma Zarate è stanco della Lazio? Il rapporto si è guastato?
« Guardate, era stato Zarate a scegliere la Lazio, Lotito non avrebbe nemmeno avuto i soldi per ingaggiarlo. Dopo il primo anno al­la Lazio, sono andato in Qatar per la trattativa, gli arabi volevano ol­tre 30 milioni ma fu Maurito a rive­lare a Lotito la questione della clausola rescissoria fissata a 20 mi­lioni di euro. E Zarate in quel mo­mento, dopo il primo anno in Serie A e la vittoria in Coppa Italia, vale­va molto di più. Maurito mi disse: “Io voglio restare alla Lazio, fammi riscattare”. Fu lui a voler restare. Adesso va male? Ci credo, dopo Ballardini e dopo quest’altro alle­natore, lo hanno messo ai margi­ni ».

Ma lui non ha sbagliato nulla?
«Credetemi, c’è un gruppo all’in­terno della Lazio che lo ha messo ai margini, non lo vede bene per que­stioni di ingaggio. Io avevo detto a Lotito, “Maurito è la tua salvezza, i tifosi sono contro di te ma se tu chiedi scusa e valorizzi Maurito, i tifosi staranno con te, loro adorano Maurito. Ma se tu lo lasci solo in questo ambiente, lui verrà emargi­nato” ».

Può fare i nomi di questo grup­po?
« Non vale la pena, vi dico solo che Tare è arrivato all’aggressione fisica su Maurito. Ma poco male, adesso Zarate andrà via e dimo­strerà che giocatore è. [...]

Quali cattiverie, perché non si spiega?
« Stavamo andando in Qatar per la trattativa di riscatto, dietro di me erano seduti Lotito e Tare. Ta­re diceva a Lotito di lasciar perde­re Zarate, perché Maurito faceva una vita disordinata. Mi sono volta­to, ero furioso, gli ho detto, “ Igli, cosa stai dicendo? Maurito fa una vita da vero professionista, tu par­li ma neanche lo conosci...”. Mauri­to usciva tutte le sere a cena con me, sapevo come viveva. Tare met­teva bocca sulla questione, sem­pre, era uno stillicidio continuo, di un gruppo di persone attorno a Ta­re. [...] » .

Ruzzi, se Zarate lascia il ritiro, come la settimana scorsa, forse qualche colpa ce l’ha anche lui. O no?
«Ma per favore, basta con quella storia. Tutti, e dico tutti, sapevano che Maurito non avrebbe mai gio­cato con il Rabotnicki, lo sapevano anche le pietre. Cosa deve dimo­strare Maurito ancora? Lui per la Lazio ha fatto persino il terzino. Mi ricordo l’anno scorso, a Palermo, a fine gara qualcuno mi disse, “Luis, visto Zarate, ha bloccato Balzaret­ti...”. Ma come si può. Guardate, questo è un allenatore che se aves­se Carl Lewis gli farebbe correre i 10mila metri, poi andrebbe in con­ferenza stampa e direbbe “Carl Le­wis non può fare atletica leggera, non è un vero atleta”. Ma Carl Le­wis è un velocista, non è che può fare atletica, semmai non può fare i 10mila metri! Ma queste cose le capisce anche un bambino!».

Ma ultimamente Zarate ha as­sunto atteggiamenti poco costrut­tivi?
« Il 27 dicembre scorso mi ha chiamato Tare, dopo che non ci parlavo da tempo. Ero sorpreso, pensavo mi volesse fare gli auguri di Natale, per fare pace. Invece mi dice “stai rovinando Zarate; lui do­veva tornare il 28 dicembre a Ro­ma invece torna il 29”. Maurito aveva avuto un problema, gli ho spiegato e gli ho chiesto, “ scusa, ma Muslera e gli altri sudamerica­ni quando rientrano?”. Lui mi ha ri­sposto, “beh, loro hanno avuto pro­blemi con i biglietti, rientrano il 31 dicembre”. Ma vi pare normale? Ora, se ci sono problemi, un gioca­tore lo multi. Invece Tare addirit­tura un giorno gli ha messo le ma­ni addosso. [...]

E Zarate come reagì?
« In silenzio. Sempre. Maurito non parla mai male dei compagni, sono sempre altri che parlano ma­le di lui».

La Lazio sta sbagliando, dice lei. Ma come?
«La Lazio ha preso un allenatore mediocre per sostituire Ballardini. E’ andata a Spalato a ripescarlo, chi mai ci andrebbe... L’allenatore era stato avvertito dell’esistenza di un gruppo che aveva emarginato Zarate, ma Reja è arrivato alla La­zio già prevenuto, già convinto che Maurito non servisse, che fosse un dribblomane. D’altronde l’allena­tore ha avuto problemi anche con Lavezzi a Napoli. [...] ».

Ma Lotito in tutto questo?
«Lotito mi ha stupito. Non lo di­fende né ha saputo valorizzarlo. Lotito non è riuscito a sfruttare l’immagine di Maurito, che resta l’idolo dei tifosi della Lazio. Ma di­co io: sei un presidente che ha spe­so 20 milioni in contanti, in contan­ti!, per Maurito. E dovresti dire al tuo allenatore: “ tu davanti a tutti devi sempre dire che non hai mai allenato uno più forte di Maurito”. Poi magari hai intenzione di ven­derlo, ma lo vendi a 20-25 milioni. [...]».

Ma ci sono anche ragioni tecni­che dietro le scelte di Reja. Per esempio, Zarate è uno che fatica a passare il pallone. E’ d’accordo an­che lei?
« Neanche Garrincha passava mai il pallone, che discorsi sono... La Lazio ha in rosa un giocatore co­me Gonzalez, ma l’allenatore della Lazio si è accorto di Gonzalez solo in Coppa America. Per favore... Guardate, solo Reja poteva manca­re il quarto posto nello scorso cam­pionato, solo lui poteva arrivare quinto invece che quarto...».

Un momento: nella gara decisiva è stato proprio Zarate a sbagliare il rigore, con l’Udinese.
«Sì, sì, il rigore. I rigori li sbaglia­vano anche Maradona e Pelè... Al­tro che rigori».

Scusi, se Zarate è così forte per­ché era andato a giocare in Qatar?
«Intanto diciamo che per Lotito è stata una fortuna, perché prenden­dolo dal Qatar ha fatto un affare, ritrovandosi in prestito un gioiello. Maurito in Qatar era andato per soldi, per tanti soldi, ma l’avrebbe­ro fatto tutti. E venendo alla Lazio ha rinunciato a un sacco di soldi, almeno due- tre milioni l’anno. E’ arrivato in Serie A per dimostrare di essere un grande giocatore. Lo ha dimostrato, e qualcuno alla La­zio è diventato invidioso. La verità è che alla Lazio non si può costrui­re niente, è un deserto su cui non cresce un fiore. E tra un po’ se ne andrà anche l’aquila, vedrete...».

Ma perché i compagni sarebbero invidiosi?
«Non dico tutti, ma qualcuno. Vi racconto un fatto. Qualche giorno dopo la vittoria in Coppa Italia, nel 2009, andammo tutti a cena, tutta la squadra. Arrivò un giocatore, si avvicinò a Maurito, si salutarono, poi lui si tolse l’orologio, sarà co­stato almeno 15mila euro, e l’ha re­galato a Maurito. Io gli dicevo, “ma che fai, questo vale un sacco di sol­di...”.[...] ».

Ora invece chi è?
«Ora è spento, è triste alla Lazio. Se tenta un dribbling l’allenatore si infuria, si strappa i capelli, lui vuole che insegua gli avversari... Robe da matti. Perché l’allenatore non chiede a Cissè di fare il terzi­no? Ora Maurito vuole andare via perché si sente un altro, non si sen­te più un giocatore. Prima si diver­tiva e faceva divertire, ora gli han­no tolto il piacere di giocare».

Ok, ma è arrivato in ritiro, a sen­tire Reja, con 6 kg di troppo...
«Ma quale giocatore non si pre­senta in ritiro in sovrappeso. Il ri­tiro serve a quello, a smaltire i chi­li in eccesso. Ma, anche se ci fosse il problema, lo risolvi faccia a fac­cia con il giocatore, in casa. Nessu­na società permetterebbe di anda­re in conferenza stampa a un alle­natore, per sparare a zero sul fatto del peso.[...]».

Ma perché Zarate non esce allo scoperto, non si difende?
«Maurito non può dirlo, è sotto ri­catto. Una volta, per un’intervista, Lotito mandò l’addetto stampa con Maurito. Io ero con lui e dissi al­l’addetto stampa, “no, io e te uscia­mo, cosa vuoi fare, controllare quello che dice? Non esiste, lui re­sta solo con il giornalista e fa l’in­tervista”. Maurito non è libero di parlare ma tutti lo controllano».

Siamo a questo livello?
« L’anno scorso siamo andati in trasferta a Saragozza, trasferta in un giorno solo perché la Lazio non voleva pagare una notte d’albergo alla squadra. Rientriamo e Mauri­to ha un dolorino. Allora dissi “fac­ciamogli fare subito dei controlli”. Loro mi dissero “no, non, che fret­ta c’è, aspettiamo qualche giorno”. [...]».

Ma resta che l’atro giorno ha ab­bandonato il ritiro.
« Allora, diciamola tutta. Zarate non avrebbe mai giocato con il Ra­botnicki. E’ stato Tare a ire a Zara­te di andare a casa, ma lo stesso Tare si è ben guardato dal dirlo al­l’allenatore. In tutte le amichevoli, Reja non l’ha mai fatto giocare, per esempio, un minuto con Klose, al­meno per vedere come si trovava­no insieme. Lui, niente. Nemmeno in Serie D un allenatore si compor­ta così, fa errori del genere».

Si stupisce?
« E’ che non capisco Lotito, che ha lasciato tutto in mano a persone così. Ma questo gruppo gli sta rovi­nando un capitale da oltre 20 milio­ni di euro. L’allenatore parla tanto ma lascia Maurito in panchina quando può; l’ha lasciato anche nei derby, ma deve ancora vincerne uno.[...]».

Dove andrà allora Zarate?
« Credo che il club voglia man­darlo in Russia, e comunque non in un club di primo piano, una squa­dra dove Zarate torni Zarate. La Lazio vuole evitare di ritrovarsi un boomerang che dimostri tutti i loro errori. Alla Roma? Nooo, Maurito è un fanatico tifoso laziale, alla Ro­ma non potrebbe mai andare. Mau­rito è diventato tifoso della Lazio».

Ma Zarate ne avrà commessi di errori?
« Sfido chiunque a dire di aver mai visto Maurito in atteggiamen­ti poco professionali, che so legger­mente brillo. Mai. Maurito è un professionista maniacale, nella sua vita c’è solo il calcio. Si allenava con un preparatore atletico specifi­co, che pagava lui, la Lazio gli ha impedito di continuare a farlo. Ma lui ama solo il calcio».

Delio Rossi era riuscito a gestir­lo?
«Ma Rossi è un grande allenato­re. Una volta l’ho incontrato a Fiu­micino, ci siamo conosciuti in quel­la occasione. Mi disse, “ mi saluti Maurito, ho grande rispetto per lui; gli ho chiesto di farmi vincere la Coppa Italia e lui l’ha fatto”».

Ma anche la Lazio è stata impor­tante per Zarate. Prima di arriva­re in biancoceleste non era così considerato.
«Forse per voi, in Italia. Maurito in Argentina è famoso da anni. E’ stato il più giovane marcatore nel campionato argentino, ha vinto un campionato con il Velez, poi il Mondiale Under 20, poi la Coppa Italia con la Lazio, ma nella Lazio che altro poteva vincere? Nel Mon­diale vinto nel 2007, le stelle del­l’Argentina erano lui e Aguero.[...]

Ma se Zarate dovesse restare che succederebbe tra lui e Reja?
«Secondo me Reja salta il 16 otto­bre: quel giorno c’è il derby, se la Lazio dovesse perdere non credo che Reja resterebbe al suo posto, dopo cinque derby persi di fila. Co­munque i rapporti tra Maurito e la Lazio non si possono più recupera­re. Lotito non muove un dito, il di­rettore sportivo non esiste, l’alle­natore ha parlato chiaramente. Non ci sono possibilità di recupera­re, ripeto, Reja non lo saluta nean­che ».

Ma quanto vale ora Zarate, se­condo lei?
«Lotito l’ha pagato 20 milioni in contanti, ora ne vali molti di meno. Ma Lotito ha fatto una serie di er­rori clamorosi e ora ne paga le con­seguenze. Conseguenze gravi».

Perché questo rapporto è scadu­to così? In parte perché Zarate è fragile caratterialmente?
«Guardate, Maurito è l’ultimo di cinque figli, è naturale che in fami­glia sia stato coccolato, sempre, da tutti.[...]».

Se dovesse lasciargli un messag­gio, dopo questa lunga testimo­nianza, cosa gli direbbe?
«Maurito, spero che tu riesca ad andare via. Ai tifosi dispiacerà, lo so, ma tu hai perso l’allegria di gio­care. Vai via e ritrovala, quell’alle­gria. Perché potrai ritrovarla solo da un’altra parte».

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