IL MESSAGGERO. Europa si parte. Reja:"Come Sven".

Pubblicato 
giovedì, 18/08/2011
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

Il Messaggero: Europa si parte. Reja:"Come Sven".

Uno stralcio dell'articolo de Il Messaggero: Reja: un sogno arrivare in fondo, la Lazio ci crede...

(foto Getty Images)

Un obiettivo: arrivare in Champions o in finale d’Europa League. Una spina: Mauro Zarate. E una speranza: ridurre al più presto la rosa. Tre situazioni completamente differenti tra loro, ma che in questo momento, soprattutto le ultime due, rischiano seriamente di fare la differenza. Per Edy Reja e per la Lazio la stagione comincia così, come era finita. Il tecnico prova a concentrarsi solo ed esclusivamente sul campo, ma non è semplice.

[...] «Ora si fa sul serio - dice Reja - e nonostante siamo la Lazio, una formazione importante, non dobbiamo assolutamente prendere sottogamba questo impegno. Loro, il Rabotnicki, sono una squadra che si chiude molto e sa ripartire altrettanto bene. Rispetto a noi hanno già giocato tre gare di campionato e altrettante di Europa League, e hanno sempre vinto. Da parte nostra dobbiamo cercare di chiudere la pratica, giocando come sappiamo con umiltà e la consapevolezza della nostra forza».
L’allenatore della Lazio sa bene che la sua squadra è nettamente favorita, ma allo stesso tempo cerca di mantenere alta la tensione, anche perché le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo. Basta andare a vedere quello che è accaduto al Palermo qualche settimana fa. «Devo dire che fino a ora da parte nostra si sono visti degli ottimi valori dal punto di vista individuale. Abbiamo inserito delle forze importanti per quanto riguarda esperienza e qualità. Diciamo che la carrozzeria è buona, molto buona, bisogna vedere adesso come è il motore e se abbiamo la benzina giusta, la testa e la costanza di rendimento. Questo discorso si potrà vedere solo nel rettangolo di gioco. Attualmente siamo tutti ottimisti ma bisogna avere delle verifiche, mi auguro che già con il Rabotnicki si possa vedere qualcosa di importante». L’Europa League come manifestazione di secondo piano che rischia di dare fastidio durante l’anno o una competizione su cui fare affidamento? Secca la risposta del tecnico biancoceleste: «Non scherziamo. L’Europa va onorata per la storia che ha la Lazio. Vogliamo viverla alla grande. Sarebbe un sogno ripetere quello che fece Eriksson, quando arrivò in finale contro l’Inter nel ’98».

[...] All’Olimpico non ci saranno tantissime persone, solo 10.000 i biglietti venduti. La curiosità di vedere all’opera questa nuova Lazio resta alta: da stasera si può cominciare a capire e soprattutto a sognare.

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