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IL MESSAGGERO. Zarate spacca la tifoseria. Intanto, il fratello Sergio arriva a Roma

Uno stralcio dell’articolo de Il Messaggero. Maurito è sempre più in bilico…

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IL MESSAGGERO. Zarate spacca la tifoseria. Intanto, il fratello Sergio arriva a Roma

Uno stralcio dell’articolo de Il Messaggero. Maurito è sempre più in bilico…

ROMA – Zarate spacca la Lazio. Da idolo incontrastato della tifoseria laziale a giocatore che divide ambiente e pubblico. Non era mai successo da quando Maurito è nella capitale. Il beniamino a cui tutto era perdonato ora è quasi in caduta libera e, quel che più sorprende, non gode più del consenso generale e totale, qualsiasi cosa faccia. La fuga notturna dal ritiro di Formello alla vigilia del preliminare di Europa League è stata solo l’ultima delle tante piccole follie che il giocatore ha fatto in questo ultimo anno. Anche parte della tifoseria comincia ad averne abbastanza degli atteggiamenti poco professionali di Maurito. Basti pensare che, durante la gara con il Rabotnicki, si è alzato un coro a favore di Mauro Zarate, ma qualche secondo dopo sono seguiti anche dei fischi. […]
Il problema, a quanto pare, è che lo stesso Mauro Zarate non avrebbe più tantissima voglia di restare alla Lazio. Di sicuro per l’argentino non è facile passare da big a quarta, se non quinta scelta. Il contraccolpo è stato tremendo, anche se le responsabilità sono anche sue. Da parte di Edy Reja non c’è mai stato alcun pregiudizio tecnico nei confronti del giocatore, ma quando non si seguono le regole del gruppo e spesso si fa l’esatto contrario, allora la rottura è completa e scontata. In ritiro si è presentato con qualche chilo di troppo, adesso ne avrebbe ancora cinque da smaltire. Non solo. Alla fine della passata stagione, pare che l’allenatore di Gorizia si sia anche scusato con la squadra per aver fatto giocare spesso Zarate quando in realtà non lo meritava affatto, soprattutto per il suo comportamento. E i compagni? In parecchi, già da un paio d’anni, vedi Ledesma, Brocchi, Rocchi e Scaloni, hanno tentato di tutto per far rigare dritto Maurito, ma non è servito a nulla.[…]
«Deve andare via per il suo bene e per quello della Lazio, anche se mi chiedo una cosa: perché a Zarate l’anno scorso veniva chiesto di rientrare sempre o quasi, mentre a Cisse nessuno dice nulla?», il pensiero di Vincenzo D’Amico, una delle più importanti bandiere della storia biancoceleste. Non è molto diversa la storia di Vincenzino da quella di Zarate. Entrambi molto amati dalla gente. Entrambi hanno diviso l’ambiente e gli allenatori. «L’unica cosa che mi dispiace è che spesso giocatori come me e Zarate vengano etichettati come scansafatiche. Calciatori che sanno giocare a pallone, ma che più di tanto non possono fare. Io da questo punto di vista sono dalla parte di Mauro, anche se sono stato calciatore e so che significa stare all’interno di uno spogliatoio. Le regole vanno rispettate, come vanno rispettati tutti i compagni. E se lui non l’ha fatto, seppur sia un grandissimo talento, allora è in torto. La gente non è stupida e si è accorta che lui non sta facendo il massimo. Sinceramente spero che vada via, anche se mi piacerebbe tanto che tornasse quello del primo anno, ma qui alla Lazio».
Allo stato attuale di squadre interessate a Mauro non ce ne sono tante. Fino ad ora solo qualche sondaggio, ma niente di concreto. Nessuna offerta o proposta. Si spera nell’Arsenal, nello Spartak Mosca, nell’Atletico Madrid e persino nell’Inter. Oggi sbarcherà a Roma il fratello Sergio che assieme al manager italiano Beppe Bozzo andranno a parlare con Lotito per convincerlo a cederlo in prestito.[…]

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