NOTIZIE LAZIO – E’ durato 5 ore l’interrogatorio di Hristyian Ilievski, stavolta col pm De Martino

AGGIORNAMENTO ORE 22.45 – L’Ansa rende pubbliche altre confessioni di Ilievski: “Dopo la buona riuscita di Lazio-Genoa, Zamperini mi ha chiamato dicendomi che si poteva fare altrettanto con Lecce-Lazio, che ci sarebbe stata la settimana successiva. Il Lecce era già salvo e la Lazio voleva salire verso le coppe europee e quindi era una partita facile da concordare. C’erano tutte le condizioni per farlo. Doveva esserci un over di 4 gol con due di scarto a favore della Lazio, come poi è effettivamente avvenuto. Ma i giocatori del Lecce non volevano fare brutta figura dinanzi ai loro tifosi: “Chiesi a Zamperini di chiedere a Mauri di accettare che anche la Lazio subisse qualche gol. Io ero di nuovo disponibile ad essere riconoscente nei loro confronti, Nnon era opportuno un esito troppo negativo della partita. Zamperini mi ha riferito che Mauri gli aveva risposto di essere d’accordo. Ci siamo messi d’accordo per incontrarci in una stanza vicino alla lobby dell’hotel. Ho chiesto a Zamperini  che almeno Mauri scendesse. Senza necessità che mi parlasse bastava un suo cenno di assenso con la testa. Mauri è sceso e ha fatto il cenno che richiedevo. La somma per la Lazio  era di 100mila euro. Dopo la partita era che 30/40mila euro fossero per lui e la restante parte per Mauri, anche se ovviamente non posso verificare che egli abbia mantenuto l’impegno. Non conosco o comunque non ricordo in questo momento i nomi dei giocatori del Lecce coinvolti. Mi sembra che Ferrario abbia fatto i nomi di Vives e di Corvia e ovviamente il portiere e tutta la difesa. Ed era coinvolto per sicurezza anche il portiere di riserva. Per quanto concerne la Lazio non posso dire perché non avevo contatti. È un segreto fra di loro. Quel che è certo è che dopo quella partita non abbiamo fatto più nulla. Erano già iniziati gli arresti”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.35 – Arriva la replica di Matteo Melandri, uno dei legali di Stefano Mauri, che ai microfoni di Radio Sei ha dichiarato: “Questi sono tutti comportamenti che le procure devono evitare. Se il nostro codice di procedura penale è costruito con delle regole è perché il giudice non deve subire condizionamenti. Io non posso pensare che il giudice non apra un giornale… l’informazione deve essere corretta, ci si deve limitare al fatto di cronaca. Come al solito siamo arrivati a maggio ed escono sui giornali nuove piste per poter parlare di calcio nelle aule e non di calcio giocato. Ci siamo abituati, ogni volta si parla di svolta nell’inchiesta e invece si torna alle stesse identiche circostanze. L’ordinanza di custodia cautelare aveva all’interno l’intervista fatta ad Ilievski in cui negava di aver conosciuto Mauri e in cui diceva che c’erano anche altri soggetti. Sempre all’interno c’è l’intercettazione in cui Ilievski chiama il giornalista lamentandosi di aver riportato cose non vere. La verità processuale sta nei riscontri che ci sono agli atti dell’ordinanza. Che oggi si venga a raccontare una storia diversa lascia perplesso e lascia perplesso che ci siano ancora persone che gli credano“.
Il discorso si sposta poi sulle dichiarazioni di Ilievski circolate stamattina sui vari quotidiani: “Quelli che erano riscontri oggettivi oggi invece vengono superati dalle dichiarazioni di un coindagato che riferisce sempre la stessa cosa. Mauri, se ricordate, ha sempre detto di aver visto Zamperini per il tempo necessario alla consegna dei biglietti. Sicuramente non c’è stato il tempo necessario per architettare tutta l’organizzazione della partita, questo è poco, ma sicuro. Mauri, inoltre, ha sempre detto che fa fotografie con molta gente, ma ha sempre dichiarato che non gli è stato presentato tale Ilievski. I telefoni di Mauri sono stati controllati, addirittura hanno fatto un incidente probatorio sui dispositivi elettronici, e non ricordo altro processo in cui succede questo, e non è stato trovato nulla quindi più di questo non so cosa altro si voglia. Vi ricorderete che tutto il processo fu fatto sui riscontri delle celle telefoniche e non vi è traccia di una chiamata Mauri-Milanetto. Sono stati contestati i contatti con Aureli e non viene contestata quella con Milanetto? Io credo che nei confronti di Mauri sia stata svolta ogni tipo di indagine, sono stati toccati anche gli affetti più cari e nulla è emerso. Il Tribunale Sportivo lo ha condannato per il suo rapporto con Zamperini in quanto non poteva non sapere e a questo ci dobbiamo attenere. Detto questo non c’è uno straccio di prova che possa ricondurre a lui. Se poi la procura vuole tenersi le parole di uno che è stato latitante per 4 anni, che pare, da quello che dicono i giornali, sia venuto in Italia perché le pene sul fixing in Montenegro sono state inasprite… Vedrei questa collaborazione nell’ottica della convenienza, la prenderei con le molle. Attendiamo un confronto con la Procura all’interno delle aule di Tribunale perché è lì che devono farsi i processi”.
Il legale del capitano biancoceleste, infine, ribadisce quale sia la versione del suo assistito: “L’unico confronto che c’è stato con la Procura di Cremona risale a tre anni, al momento dell’arresto, poi più nulla. Si sono trasferiti gli atti e c’è stato un procedimento sportivo. Mauri ha sempre detto che quella partita l’ho giocata, ho anche dato uno scossone a tutti i giocatori nello spogliatoio per vincerla.; questa è stata l’unica versione fornita dal calciatore. Di tutto il resto, zingari, slavi e quant’altro non ha mai saputo nulla. Se poi la Procura aveva il sospetto che la partita fosse combinata dalle due squadre non è mai emerso. Se ci sono più piste una di queste è per forza di cose sbagliate, se ho due piste alternative vuol dire che la certezza che alcune persone possano aver commesso un illecito non ce l’ho. L’inchiesta è chiusa, sono stati inviati gli avvisi di conclusione delle indagini. Viene data facoltà agli indagati di farsi interrogare, poi esaurita questa fase deve valutare il pubblico ministero se far iniziare l’azione penale. In quel caso si passa all’udienza preliminare quindi finalmente entreremo nella fase di contraddittorio con un giudice diverso. Poi è chiaro che la competenza territoriale è Cremona e non si può spostare”.

AGGIORNAMENTO ORE 9.00 – Incontro nel quale sono stati approfonditi i temi rivelati la scorsa settimana ed in particolare relativi alla gara tra Lazio e Genoa del maggio 2011: “Mi chiamò alle due di notte Gervasoni e il giorno dopo già volavo verso Roma –  le sue parole riportate dal Corriere dello Sport. Andai in un albergo e venni raggiunto da Zamperini a bordo di una BMW X3. L’ho conosciuto in quel momento. Mi ha detto che potevamo combinare la partita Lazio-Genoa e che potevamo andare a Formello, nel ritiro della Lazio. Siamo entrati dentro, all’interno del parcheggio e abbiamo aspettato che arrivasse Mauri. Ero sorpreso dal fatto che mi aveva portato nel ritiro della Lazio, cioè in un gruppo così importante. È arrivato Mauri e ci siamo presentati. Io sono un appassionato di Mauri e conoscevo la sua fisionomia. Zamperini gli ha riferito che ero la persona che poteva dargli i soldi per combinare la partita. Mauri gli rispose che andava bene così, che la partita era già stata combinata. Io gli riferivo che ero disposto a dargli 350.000 euro per un Over e la vittoria della Lazio. Mauri mi rispose che ci dava il regalo dell’1-1 a fine primo tempo come risultato sicuro. Mi disse inoltre di essere amico di Zamperini e per tale ragione era disposto ad aiutarci. Chiesi a Mauri come potevo essergli riconoscente e mi rispose di mettermi a posto con Zamperini. Davanti a me Mauri chiamò Milanetto dicendogli che due persone lo avrebbero lo avrebbero raggiunto per incontrare i giocatori del Genoa. Andammo all’albergo di Milanetto, lui uscì, parlammo e disse che l’ipotesi Over con la vittoria della Lazio non poteva essere garantita perché il Genoa quel giorno avrebbe giocato non con la sua squadra classica, ma con molti stranieri ai quali non era facile chiedere qualcosa di simile- Prima di rientrare in albergo io e Zamperini siamo andati in un’agenzia di scommesse che Zamperini conosceva. Alla fine ho guadagnato 150-200 mila euro e ho dato a Zamperini circa 50.000 euro come “saluto” per Mauri e 20.000 per lui. Ovviamente non posso verificare che Mauri abbia avuto il suo. I soldi li ho consegnati in centro a Milano a Zamperini“. Poi conclude: Quando eravamo dentro al ritiro della Lazio, esattamente nel parcheggio, con il mio cellulare Zamperini ha fatto una foto a me e a Mauri, una delle tipiche foto con i volti vicini, come in segno di ricordo di un incontro. L’ho fatta fare perché è un calciatore assai famoso. In questi anni ho cambiato tanti cellulari, ma non escluso di poterla trovare”.

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