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INTERVISTE

Stadio Flaminio e il “bunker di Lotito”, l’inchiesta di Report spaventa la Lazio

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Lotito

Il famoso programma investigativo di Rai 3 Report, ha acceso i riflettori sulla vicenda del progetto dello Stadio Flaminio, sul quale la Lazio sta lavorando da mesi.

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Report si interroga sui finanziamenti che serviranno per la costruzione del Flaminio.

AGGIORNAMENTO 11 MAGGIO – Altro argomento trattato da Report la villa riconducibile a Claudio Lotito in zona Porta Latina, all’interno dell’area delle Mura Aureliane della quale ha parlato il conduttore Sigfrido Ranucci: “Una parte dell’area è stata acquistata per 5 miliardi di vecchie lire. Nel 2000 la seconda parte con due villette e una cappella per il culto. Tutto in uno scenario meraviglioso di Roma. Si affaccia sul Palatino e sul Circo Massimo. Nel servizio, il giornalista Luca Chianca ha ricostruito una serie di sopralluoghi e segnalazioni relative a presunti lavori effettuati nella proprietà: “il 28 febbraio 2020 personale della Soprintendenza archeologica e della polizia di Roma Capitale” avrebbe rilevato “lavori e scavi non autorizzati”.

Report sostiene che: “La vecchia cappella dal 2019 al 2020 è cambiata, è molto diversa sia nella geometria che nell’altezza”. E ancora: “si ammetterebbe che la cappella sia stata completamente abbattuta e riedificata senza alcun titolo abilitativo”. Il servizio entra poi nel tema più delicato dell’inchiesta: un presunto locale sotterraneo realizzato sotto il giardino della villa. Una fonte anonima citata dalla trasmissione parla apertamente di “sala cinema, cucina, sala hobby” e definisce l’area “il bunker di Lotito”. Report sostiene inoltre di aver recuperato elaborati planimetrici a riguardo, ma che al catasto “non ci sarebbe traccia del bunker sotterraneo”. Sul punto viene intervistata anche Rita Paris, già direttrice archeologica del Colosseo, che afferma: “Non è possibile eseguire alcun movimento di terra senza il controllo della Soprintendenza”. La trasmissione riferisce inoltre che il Comune di Roma avrebbe comunicato di “non essere mai entrato nella villa di Lotito”, precisando inoltre che le verifiche archeologiche sarebbero di competenza esclusiva della Soprintendenza speciale. Sigfrido Ranucci ha spiegato che “l’indagine per i presunti abusi edilizi è stata archiviata nel dicembre 2023” ma “aspetti non coerenti con i documenti riscontrati”. Lotito infine avrebbe sostenuto che il locale sotterraneo fosse in realtà “un garage preesistente”.

Il presidente Lotito ha parlato di un risparmio di 30 milioni per la Lazio a partire da novembre 2027, ma il giornalista economico finanziario Gianni Dragoni, interrogato dal presentatore Sigfrido Ranucci, è scettico.

“Questa cifra è sorprendentemente alta perché nel bilancio della Lazio non c’è un costo così alto per pagare i debiti. Sono 6 milioni all’anno che la Lazio risparmierà, non 30 milioni. Lotito metterà capitale per 10 milioni su 480 milioni di costo. E basta. Poi il piano finanziario dice che ci sarà anche un finanziamento soci di altri 75 milioni. Chi sono questi soci? Lo stesso Lotito, o una sua società. Però il punto è: se deve mettere 75 milioni Lotito, o la Lazio, dove li prende? Perché oggi questi soldi non ci sono. I capitali non ci sono. Vengono segnalati anche flussi finanziari per 66 milioni nei primi anni della gestione. La domanda è: se i 480 milioni sono da pagare mentre viene costruito, quando arrivano i 66?”.

Botta e risposta fra Ranucci e Dragoni a Report sulla questione stadio Flaminio.

“Lei ha capito chi mette i soldi in questa operazione dello stadio?”, domanda il presentatore. Dragoni è molto preciso: “Lotito metterà capitale per 10 milioni su 480 milioni di costo. E basta. Poi il piano finanziario dice che ci sarà anche un finanziamento soci di altri 75 milioni”.

“Chi sono questi soci? Lo stesso Lotito, o una sua società. Però il punto è: se deve mettere 75 milioni Lotito, o la Lazio, dove li prende? Perché oggi questi soldi non ci sono. I capitali non ci sono”.

A novembre scorso è poi arrivata la notizia dell’ok dell’Avvocatura di Roma sul Flaminio per il diritto di superficie a 99 anni. Alcuni tifosi scrivono al Comune, guidati da Alfredo Parisi, storico azionista della Lazio e Presidente di FederSupporter: “Nel giro di pochissimo l’Avvocatura capitolina ha riposto, dicendo che non hanno espresso alcun parere e che non hanno avuto notizia di alcun piano presentato dalla Lazio”.

Su questo punto è poi intervenuto il giornalista Stefano Greco: “Ricevo la PEC e scrivo sui social che il giorno dopo avrei rivelato dei documenti ufficiali. La mattina dopo all’alba mi sono trovato a casa i carabinieri. È casuale (ride, ndr.) I PM mi contestano aggiotaggio sul titolo Lazio per un articolo del 14 luglio riguardo a un’offerta ricevuta da Lotito. L’aggiotaggio è strano, visto che in quei due giorni successivi il titolo non è salito. In quel momento, il titolo passa da 1,08 ad azione a 1,25 euro a dicembre sullo sviluppo di queste notizie che i giornali hanno continuato a pubblicare, nonostante la smentita ufficiale con PEC. Unito poi alla scampanellata della Lazio al Nasdaq (in attesa di uno sbarco sul listino USA di cui però ancora non si sa nulla, come fa sapere Report). Il titolo è salito in coincidenza con notizie legate al Flaminio. Il 9 febbraio il Comune di Roma emette un comunicato ufficiale dicendo che la Lazio ha depositato i documenti necessari per il Flaminio. Lì il titolo è salito di nuovo, più del 40%. Su 67 milioni, sono circa 26 milioni di euro”.

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