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INTERVISTE

Ex Lazio, Biglia: “L’arrivo a Roma fu infernale. Lotito non sapeva chi fossi. Rischiai una causa dalla FIFA perché…”

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Lucas Biglia con la maglia della Lazio

L’ex centrocampista biancoceleste Lucas Biglia ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Diretta.it nella quale ha parlato del suo approdo alla Lazio, del suo addio e del rapporto col presidente Claudio Lotito. Di seguito un estratto.

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Biglia: dal suo arrivo alla Lazio fino all’addio, le sue parole

“Sono stato diciotto giorni chiuso in hotel a Roma perché la trattativa non si sbloccava. Rischiai anche una causa dalla FIFA perché non mi presentai al ritiro con l’Anderlecht. Lotito non voleva pagare i 2 milioni di commissioni, ma solo i 7 del transfer. In qualche modo bisognava trovare i soldi: organizzò un’amichevole tra Anderlecht e Lazio, ma mancavano comunque 400.000 euro: li abbiamo dovuti mettere io e il mio rappresentante”.

Poi aggiunge…

“Quando andai da Lotito per firmare, mi fece aspettare poi disse a Tare: “E questo chi è?”. Non sapeva neanche chi fossi… Mia moglie era incinta, arrivò a Roma il 14 agosto e dopo due settimane nacque mio figlio. L’arrivo fu infernale, ma l’addio forse anche peggio. Fui molto contestato dai tifosi perché volevo andar via. E questo perché nel 2015 mi era arrivata un’offerta dal Manchester United, quando c’era Van Gaal in panchina. Lotito mi disse che non mi avrebbe mai fatto partire, e io accettai a patto che mi fosse rinnovato il contratto. Per giunta lì stava per arrivare Marcelo Bielsa, con il quale poi non si fece nulla. Mi fu promesso un adeguamento di contratto che non arrivò mai”.

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