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LaPresse
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INZAGHI LAZIO JUVENTUS – E’ terminato 1-1 l’anticipo della settima giornata di Serie A tra Lazio e Juventus. Nel post gara, l’allenatore biancoceleste, Simone Inzaghi, ha commentato la partita ai microfoni di DAZN, della radio ufficiale della società, di Sky e in conferenza stampa.

Simone Inzaghi su Lazio Juventus

“Esultanza istintiva. Abbiamo fatto un ciclo di partite incredibili con giocatori contati. Con tutto quello che abbiamo vissuto questi ragazzi anche oggi si sono superati e per questo l’esultanza è stata più spinta del solito. Penso che abbiamo fatto una grande partita, preso un primo gol e rischiato con il palo di Ronaldo. Sapevamo che squadra è la Juventus, ma nonostante l’avvio in salita abbiamo fatto una grande gara. La Lazio ha fatto una grande partita e ha ampiamente meritato il pareggio, abbiamo avuto occasioni con Milinkovic, Marusic e Muriqi. Poco da dire, poi sappiamo cosa rappresenta la Juventus e che ha tantissima qualità”.

I cambi effettuati

“Anche con lo Zenit chi è entrato mi ha dato una grande mano. Oggi mancavano Immobile, Leiva, Strakosha e Lulic, concedere quattro titolari alla Juventus non è semplice. Ora c’è la sosta, lavoreremo nel modo migliore per quindici giorni. I ragazzi sono stati bravissimi a fare questo inizio di campionato nonostante le difficoltà. Abbiamo lavorato nel modo migliore e con tantissime difficoltà. Correa ha fatto una grande partita. Ci ha aiutato in fase di non possesso e si è fatto trovare sempre nel posto giusto, non mi sembrava il caso di toglierlo. Muriqi-Caicedo? Soluzione possibile”.

Su Caicedo

Caicedo è un grande giocatore e una persona grandissima. E’ sempre disponibile. Ha fatto fin da subito grandissime cose. Ho chiesto alla società di tenerlo fin dal primo anno. Oggi e già mercoledì lo avrei fatto giocare dall’inizio ma ha un piccolo problema alla spalla. Nella prima stagione ha fatto un errore importante a Crotone, ma già aveva fatto molte cose, ho chiesto alla società di tenerlo perché per me era il giocatore ideale da avere in rosa”.

Sulla situazione tamponi

“Mi metto nei panni di Immobile, Leiva, Strakosha e Lulic che hanno lavorato quattro anni per raggiungere la Champions. So quanto stanno soffrendo, ma gli dico di stare tranquilli perché arriverà anche il loro momento. Per quello che sta succedendo a causa dei tamponi sono sereno. Più di essere un allenatore costretto a lavorare in 12 non posso fare altro. Questa squadra ha un grandissimo cuore. Le difficoltà sono nel DNA della Lazio. Ma siamo abituati. Sappiamo che dobbiamo fare qualcosa di importante. Ora dobbiamo riposarci per lavorare nel migliore dei modi. Così saremo tutti più lucidi. Io sono preoccupato soltanto di dover giocare le partite con pochi giocatori. Sono tranquillo, i ragazzi mi danno sempre il massimo. Dal prossimo tour de force vorrei averne a disposizione 20”.

Ultimi minuti

“Negli scorsi anni tante partite le abbiamo chiuse al primo tempo. I primi minuti li abbiamo approcciati bene. Poi abbiamo sbagliato la zona di pressione su Ronaldo. Abbiamo pareggiato al 96’, ma potevamo farlo prima.”

Juventus

“Mi aspettavo di incontrare una Juve con tantissima qualità. Ho visto poche loro partite quest’anno, sapevamo di dover fare una partita di volontà. Sono orgoglioso dei ragazzi che alleno, perchè vanno oltre ogni difficoltà”.

La conferenza stampa di Simone Inzaghi

“Credevo in questa prestazione della mia squadra. Era la settima partita in pochi giorni, contro una squadra importante come la Juventus. Il pareggio è meritato. Abbiamo giocato finali. Chiaro che con queste problematiche di uomini e rotazioni fino all’ultimo dovevamo avere diversi piani. Dovevamo dare tutto quello che avevamo e lo abbiamo fatto. Correa ha fatto una grande partita. Lui è uno di quelli che insieme a Milinkovic e Acerbi che non ha mai saltato un minuto in queste partite ravvicinate. Lui è stato una spina nel fianco della difesa della Juventus, non solo nell’azione del gol”. 

Inzaghi su Muriqi

“Sta entrando in condizione sono soddisfatto di quello che sta dando, così come sono soddisfatto di Fares, Pereira, Hoedt e tutti quelli che sono arrivati. Molti sono nazionali e non riesco ad averli con continuità. Secondo me cresceranno tanto ancora”.

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