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Italia, CLAMOROSA ipotesi ripescaggio: ipotesi play-off se l’Iran rinuncia?
La Nazionale italiana è stata eliminata dalla Bosnia nello spareggio finale valido per l’accesso ai Mondiali 2026 di Messico e America, mettendo così fine alle speranze azzurre di qualificazione; nelle ultime ore, però, si è fatta strada l’ipotesi ripescaggio, con un play-off tra le nazionali eliminate nel caso in cui l’Iran rinunciasse. Ma è davvero possibile? La FIFA lo consente? Scopriamolo insieme.
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L’Italia e l’ipotesi ripescaggio ai Mondiali 2026: c’è possibilità?
AGGIORNAMENTO 10 APRILE – Come riporta il quotidiano La Repubblica nella sua edizione odierna, la FIFA, il 30 aprile, nel settantaseiesimo Congresso Fifa a Vancouver, si riunirà per ratificare il quadro delle 48 squadre iscritte alla prossima competizione iridata di Messico e America. Da quel momento in poi, si conoscerà il destino dell’Iran – se parteciperà o meno – e a cascata quello di tutte le altre coinvolte. Se la Nazionale iraniana non sarà presente al prossimo Mondiale, in extremis andrà sostituita.
L’ipotesi che possa trattarsi dell’Italia, dodicesima nel ranking FIFA, è assai remota, per non dire impossibile. La sostituzione più plausibile avverrebbe con gli Emirati Arabi Uniti, in quanto le due nazionali appartengono alla stessa confederazione che è quella asiatica. Verrebbe privilegiato, quindi, un principio di continuità territoriale e geografica. La situazione nel paese è complicata, la guerra con gli USA – paese ospitante del Mondiale assieme al Messico – ha complicato (compromesso?) qualsiasi rapporto diplomatico. Si è parlato di un ritiro premondiale in una località segreta, ma appare assai improbabile che la nazionale iraniana possa atterrare in America e che il centro sportivo prenotato in Arizona, il Kino Sports Complex di Tucson, possa davvero ospitarla.
Il ministro iraniano Donyamali, come riportato da Repubblica, è stato chiaro: “Non abbiamo ancora ricevuto risposta alla nostra richiesta, che rimane valida. Secondo le normative Fifa, la sicurezza deve essere garantita dal Paese interessato. Ma a breve scadenza dall’inizio del torneo queste garanzie non sono affatto scontate e in queste circostanze le probabilità di una nostra partecipazione negli Usa sono molto basse. Se venissero fornite le garanzie, deciderà il governo”.
Ci sono dei casi di rinuncia nella storia dei Mondiali: nel 1950 non andarono in Brasile, per motivi di costi e viaggi, le nazionali di India, Scozia, Francia e Turchia. Nel 1930, in Uruguay, era accaduto al Giappone, Siam ed Egitto, mentre nel 1938 l’Austria venne esclusa per motivi bellici.
Si è fatto tanto parlare in queste ultime ore di una possibilità di ripescaggio per l’Italia in vista dei prossimi Mondiali, causa l’eventuale defezione dell’Iran per ovvi motivi geopolitici. Sgomberiamo subito il campo da qualsiasi ambiguità: no, non c’è alcuna possibilità che la Nazionale azzurra venga ripescata.
Il regolamento FIFA, in questo senso, è molto chiaro: la geopolitica e le norme della Federazione Internazionale blindano il tabellone in favore delle nazioni asiatiche anche in caso di esclusione dell’Iran. Il presidente Gianni Infantino, infatti, ha spento sul nascere qualsiasi pia illusione di ripescaggio chiarendo che “l’Iran sarà alla Coppa del Mondo e le partite si svolgeranno dove previsto”.
L’articolo 6.7 del regolamento FIFA concede sì, in caso di defezione di una Nazionale, di scegliere un sostituto “a propria esclusiva discrezione” ma, qualora l’Iran dovesse rinunciare di partecipare ai Mondiali, la prassi consolidata e il merito territoriale andrebbero a premiare gli Emirati Arabi Uniti. Non l’Italia, non la nostra nazione.
Il verdetto del campo di Zenica, in sostanza, non lascia spazio a ulteriori escamotage. L’Italia è fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva, mentre l’ultimo ottavo di finale della competizione lo ha giocato venti anni fa, nel 2006. Urge una riflessione profonda e articolata, il calcio italiano così com’è non è più sostenibile.
Speranza Italia: ipotesi play-off?
L’ipotesi dei play-off, come scrive The Athletics, in linea teorica sarebbe percorribile, ma i tempi sono troppo stretti. Complicato, per non dire quasi impossibile, il ripescaggio dell’Italia tra le 48 squadre che comporranno i vari gironi del Mondiale. Da un punto di vista politico, si tratterebbe di uno strappo e uno sgarbo rispetto alle altre confederazioni: il contingente europeo salirebbe così da 16 a 17 nazionali, a danno dell’Asia.
L’equilibrio delle confederazioni presenti, al momento, è preservato: sono infatti assegnate 16 nazionali all’Europa (Uefa), 10 all’Africa (Caf), 9 all’Asia (Afc), 6 al Sudamerica (Conmebol), 6 al Nord-Centro America (Concacaf) , 1 all’Oceania (Ofc). Non resta che aspettare, quindi, il 30 aprile: da Vancouver si conosceranno le sorti del prossimo Mondiale di Messico e America.
di Claudio Troilo
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