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La dura legge dell’ex, per la Lazio la Juventus è ancora tabù

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Tempo di lettura: 2 minutiPubblicato il 20/01 alle 22.41

LAZIONEWS.EU – All’Olimpico torna la Juventus, il palcoscenico è lo stesso che portò al trionfo in Coppa Italia nel 2013. I tempi, però, sono cambiati. la squadra di Allegri è una macchina quasi perfetta, non conosce sconfitta da dieci partite. La prima occasione capita a Keita, è di quelle clamorose: lo spagnolo si invola, ma a tu per tu con Neto alza troppo la sfera che finisce sopra la traversa. Il primo tempo laziale è tuto qui, troppo poco per impensierire i bianconeri. Sale in cattedra Pogba, il francese è l’attaccante aggiunto di Allegri: prima ci prova di testa, non trovando il bersaglio, poi tenta la soluzione di piedi, Berisha risponde presente. Il primo tempo non riserva ulteriori emozioni, la Lazio controlla bene il campo senza correre pericoli. La partita si deciderà nella ripresa.

Al rientro in campo nessun cambio, ad entrambi gli allenatori sta bene così. Il secondo tempo segue un copione già scritto, quando Zaza si mangia il gol più facile del mondo il pensiero corre veloce a Marchisio, eroe della semifinale del 2013; stessa porta, cambia l’angolo, ma il risultato è lo stesso. Ma la vita raramente segue gli stessi percorsi, il destino è più intelligente dei comuni mortali, non ripete mai lo stesso errore due volte. E così è proprio Zaza a prenders la rivincita, insieme a Lichsteiner. L’ex Sassuolo ha tutto il tempo di stoppare, girarsi e mirare: il palo si mette in mezzo, ma sulla respinta è la tecnologia a condannare la Lazio. Lichsteiner calcia, la palla varca la linea rendendo inutile il tuffo di Berisha. La prima volta della goal line technology è fatale alla squadra di Pioli. Si aprono praterie per la Juventus, Sturaro non ne approfitta. Il tecnico laziale si gioca la carta Matri, proprio colui che condannò i biancocelesti alla sconfitta in finale lo scorso anno. I miracoli accadono una volta sola, il bonus della panchina è già stato sprecato a Bologna. Sorride la Juventus, l’impresa stavolta non riesce. La Lazio abbandona la Tim Cup, la strada per l’Europa non è lastricata.

Matteo Vana

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