LA GAZZETTA DELLO SPORT. «Si pulì con la cravatta E Giorgio mi conquistò»

Pubblicato 
mercoledì, 04/04/2012
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 2 minuti

LA GAZZETTA DELLO SPORT. «Si pulì con la cravatta E Giorgio mi conquistò»

La signora Chinaglia racconta l'incontro nel New Jersey L'amico Stillitano: «Il processo l'ha annientato, fu raggirato»

(getty images)

Un posto al sole, tanto verde e molte palme. La sbarra della security che impedisce il passaggio agli estranei nel quartiere elegante di Naples per garantire la privacy. Decine di campi da golf e profumo di mare. E' la casa su Firefox Lane dove domenica mattina Giorgio Chinaglia ha fatto l'ultima fermata della sua vita da girovago. Il figlio Anthony non piange più: «Mi aveva lasciato un biglietto: svegliami alle 9. Ma alle sei l'ho sentito armeggiare in cucina. Poi più nulla. L'ho trovato in camera da letto, non respirava più». Si commuove la mamma di Anthony e moglie di Giorgio Angela: «Poco prima di sentirsi male, era venuto a Palm Spring. Solito rito: drink al Tabù e poi cena al Palm Spring Grill. Ma l'avevo visto stanco e mi aveva spaventato: "Non sto benissimo". Un'ammissione simile non era da lui».  Com'erano lontani gli anni in cui faceva il capobanda anche nello spogliatoio dei Cosmos. Fu allora che con il magnate della Time Warner, Steve Ross, si presentava al matrimonio di Frank Sinatra e poi tirava mattina al Bicycle Club di Englewood nel New Jersey. Racconta Angela: «La serata che non scorderò mai è quella in cui lo conobbi nel 1985. Ero con un'amica al suo ristorante, Il Calcio, a Tappan nel New Jersey. Lui stava mangiando, mi fissò e non si accorse di aver dimenticato il tovagliolo: così si pulì la bocca con la cravatta. Scoppiammo a ridere. Il giorno dopo si presentò a casa mia: sgommò, vide mio padre e gli disse: "I am Giorgio Chinaglia e mi piace sua figlia". E' stato uno splendido viaggio assieme durato 27 anni». L''ultima vicenda giudiziaria lo aveva annientato. Chiarisce Stillitano: «Penso che i problemi di salute siano iniziati per questo. Detestava che la gente lo ritenesse un bugiardo. E' stato messo in mezzo, ho visto i fogli delle banche, sembravano autentici, ma i soldi non arrivavano mai. Gli dissi: "Giorgio, questa gente ti sta raggirando". Non credo che abbia mai capito che cosa gli stesse capitando».

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