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‘La LAZIO nelle scuole’. LULIC: “La Coppa Italia, trofeo importante”. ONAZI: “Emozionato quando lo stadio è pieno” (FOTO)

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Tempo di lettura: 3 minutiLA LAZIO NELLE SCUOLE – Continua il tour dei biancocelesti nelle scuole romane, oggi è la volta dell’istituto ‘Via del Calice’ in via  Amantea, 1 che ha visto la visita di Lucas BIGLIA, Senad LULIC ed Eddy ONAZI.

LA CRONACA DELL’EVENTO

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ORE 10:55

In rappresentanza della Lazio, sono arrivati LULIC, ONAZI e BIGLIA, accompagnati da OLYMPIA e da MANZINI che come sempre, apre le danze con un discorso: «Ci piace venire a trovarvi, portare il nostro messaggio, rappresentato da questi atleti che sono qui con noi. Lucas Biglia, Eddy Onazi e Senad Lulic. Tra poco arriverà anche Pereirinha. Il messaggio che vogliamo mandarvi e semplice: siete all’alba della vita, questi giocatori rappresentano il successo. Quello che dovete sapere è che costa fatica, sudore, impegno e determinazione. Quello che volete voi lo vogliono anche altri. Dovete avere un obiettivo, dovete essere pronti a lottare per ottenerlo, con correttezza e rispetto delle regole».

ORE 11:00

Iniziano e domande dei bambini rivolte ai giocatori, tutti interessati alla vita dei Campioni, soprattutto al loro tempo libero. Lulic risponde: «Sono un papà quindi gioco con mia figlia». Mentre Onazi è chiaro e deciso: «Io dormo». Biglia invece spiega: «Lo passo a casa con i miei figli, gioco con loro. Il segno della croce? Ho anche dei tatuaggi con Gesù, con la vergine Maria, sono molto religioso».

ORE 11:05

Ora le domande sono tutte per Lulic: Cosa ti ha spinto a fare il calciatore? «Mi piace, ho iniziato da bambino per le strade, ho continuato fino ad arrivare in serie A».

Hai mai vinto un Campionato? «Non ho mai vinto un campionato, mi piacerebbe. C’è qui qualcuno che ne ha vinti 5… (rivolgendosi a Biglia, ndr) che prontamente risponde: «In Italia no…».

Quanto sono importanti i tifosi? «Nel nostro sport sono importanti i tifosi, senza di loro il calcio non esiste. Servono molto, poi ci sono cose che accadono e non vanno bene. Si può tifare in altre maniere e sostenere la propria squadra. La violenza non dovrebbe esserci».

Sei stato contento di aver vinto la Coppa Italia? «Quando vinci sei contento, è stata una gioia incredibile, abbiamo vinto un trofeo importante e siamo felici di aver dato una soddisfazione ai nostri tifosi. In Serie A devi avere talento, ma anche fortuna e sempre voglia di giocare».

Quando hai iniziato a giocare? Sei contento di giocare in Nazionale? «Penso intorno ai 7-8 anni, e la Nazionale mi rende orgoglio di giocare per il mio Paese. Il discorso vale anche per Onazi e Biglia con le rispettive selezioni. É il momento più alto nella carriera per un calciatore».

Giochi per vincere o per lavoro? «Il calcio è il mio lavoro, ma ovvio mi piace vincere, quando si vince è tutto più bello!»

ORE 11:20

La parola passa a Onazi: Ti piacerebbe vedere lo stadio pieno? «Sono più emozionato quando c’è, vedere 30-40 mila persone che tifano ti spingo a fare di più. La Serie A è una grande emozione, è il sogno di tutti i bambini».

ORE 11:30

Le domande sono poi rivolte a Biglia: Come fate a rispettare gli avversari? «Noi vogliamo sempre rispettare le squadre, gli avversari anche se a volte è difficile».

Poi si apre un simpatico siparietto tra Lulic e un bambino con la tuta della Roma che gli chiede: Chi è il tuo allenatore? «Non lo sai perchè sei della Roma (ride, ndr) si chiama Edoardo Reja».

Poi le domande sono rivolte a Manzini: Perché non venite più volte a trovarci? «E’ sempre un piacere, ma non riusciamo tutte le volte che vorremmo per colpa della nostra attività. La mattina ci alleniamo quasi sempre, quindi abbiamo poche occasioni. Però quando possibile siamo contentissimi di farlo. Vi dico una cosa: invito tutti voi bambini con le vostre famiglie alla gara Lazio-Bologna, basta compilare una lista con i nominativi e sarete nostri ospiti» (sono stati consegnati dei fogli nella scuola, ndr).

Perché il simbolo della Lazio è l’aquila? «Perché la Lazio è la più antica squadra di Roma, nata nel 1900. Il simbolo della Roma imperiale è dominante, sul trono dell’imperatore c’era proprio un’aquila imperiale. Ecco perché è il nostro simbolo».

Perché i colori della Lazio sono il bianco e il celeste? «Perché le olimpiadi sono la massima manifestazione sportiva. Nacquero in Grecia dal monte Olimpo, per rendere omaggio i fondatori della Lazio presero spunto dai colori della Grecia».

Intanto arriva anche Pereirinha.

ORE 11:35

Arriva il momento delle foto e degli autografi. Tanti sono i bambini che donano lettere e disegni ai giocatori biancocelesti.

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Francesco Pagliaro

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