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L’EDITORIALE DI PAOLO CERICOLAL’allarme era stato lanciato. Il modulo dei tre centrocampisti dai piedi buoni non poteva reggere l’urto della forza bianconera in mezzo al campo e così è stato. Nessuna Cassandra solo il ricordo nitido e cristallino di una squadra che nella passata stagione, quando si è affidata a centrocampisti di qualità senza l’uomo di rottura, ha rimediato sonore brutte figure. Onazi e Gonzalez sono fondamentali nell’equilibrio biancoceleste; Catania e Napoli lo scorso anno lo testimoniano con forza e decisione. Petkovic ha scelto in maniera diversa credendo di poter dominare l’avversario forse in difficoltà. Conte lo ha riportato sulla terra, gli ha inferto una lezione tattica non da poco. Il mister bianconero aveva studiato al dettaglio ogni mossa ed ha raccolto anche più di quanto seminato. La Lazio ora deve costruire e fare chiarezza in se stessa. Lo scorso anno successe più o meno lo stesso; sconfitte amare in amichevoli estive (Torino e Siena che sembravano Real Madrid e Barcellona), riunione negli spogliatoi, chiarimento da uomini guardandosi in faccia e poi la svolta; il 4-1-4-1 che nel girone di andata porto 39 punti. Ora i biancocelesti sono chiamati a fare lo stesso, senza gettare alle ortiche tutto. Ma in maniera chiara e decisiva uscendo anche da alcuni equivoci. Si parta dal modulo tattico. Se dovrà essere 4-2-3-1 Hernanes non può essere in trequartista. Il brasiliano si adatta male a giocare così alto, non ama quella posizione e non ne ha mai fatto un mistero tanto che in Brasile, nel San Paolo o nella nazionale qioca trenta metri più indietro. Se quindi sarà quello il modulo scelto, e sul quale si è lavorato molto in estate, il brasiliano dovrà giocarsi una maglia con Onazi, Gonzales, Ledesma e Biglia nei 2 posti davanti alla difesa, ma fra Candreva e Lulic dovrà giocare Ederson almeno finchè non tornerà Stefano Mauri. Se invece si vorrà tornare all’antico cioè al 4-1-4-1 allora le cose potranno cambiare per Hernanes che potrà certamente tornare al centro del progetto tattico ma ci saranno necessariamente altri “sacrifici” ma anche in questo caso Onazi o Gonzales dovranno esserci sempre. Ieri ci si aspettava geometrie fantascientifiche da Biglia ma anche l’argentino è stato travolto dalla forza bianconera. Sarà il caso di farlo crescere senza responsabilità eccessive visto che Capitan Ledesma fa ancora il suo con grande maestria, mettendoci cuore e faccia durante e dopo la gara. In difesa Dias e Biava difficilmente potranno reggere l’urto di attacchi veloci e senza riferimenti come quello di ieri sera; 35 e 37 primavere iniziano ad essere una miscela pericolosa davanti a ragazzini scattanti e lucidi; Cana prima e Novaretti poi possono certamente essere un’idea in più già da domenica prossima. Nessuno si aspettava un crollo simile tanto che la società già dopo la gara ha voluto sapere il perché di certe scelte dobbiosa di alcune cose viste in campo. Ci sono sconfitte che lasciano il segno, questa certamente lo è, ma che possono far cresce sempre se si fa tesoro della storia e della memoria, imparando dagli errori commessi. C’è quindi da confidare che con l’Udinese sarà un’altra Lazio.

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