APPROFONDIMENTI
Contro il Como la Lazio è morta: qualcuno fermi questo declino!
Al di là di come potrà finire la stagione, la partita contro il Como persa indecorosamente per 0-3 ha sancito la definitiva morte della Lazio. Una squadra spenta, demotivata, sfiduciata, senza un orizzonte futuro preciso, senza ambizioni, incapace di far sognare quel meraviglioso popolo che anche ieri sera ha cantato fino all’ultimo. Qualcuno, ma non sappiamo chi, ha però il compito di fermare questo declino.
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Una Lazio senza futuro è morta al cospetto di un Como più vivo che mai
All’Olimpico è andata in scena una lezione di calcio. Non solo sul piano tecnico e tattico, ma anche su quello temperamentale, caratteriale, di personalità. Il Como mangiava il campo, divorava ogni pallone, pressava con la stessa foga dell’inizio anche al novantesimo, cercava il gol in ogni azione manovrata, in ogni ripartenza palla al piede. Una squadra organizzata, costruita sì con i soldi ma anche con intelligenza, prendendo giocatori funzionali al calcio di Fabregas.
Dall’altro lato c’era una squadra più spenta che mai e mai scesa in campo. Una Lazio sfiduciata, incapace di reagire, minata nella serenità, nella voglia di lottare e combattere. Una Lazio impaurita, demotivata, svuotata, colma soltanto di nervosismo e frustrazione. Poca la qualità a disposizione di mister Sarri, due gli innesti nuovi (Taylor e Ratkov) al cospetto però di due uscite di peso (Castellanos e Guendouzi) e altre che potrebbero arrivare. Dopo 2 minuti la partita era già finita; non sul piano del risultato, ma su quello mentale e del gioco.
La Lazio è stata letteralmente spazzata via, imbrigliata nella morsa di Fabregas e incapace di reagire e opporre resistenza. Mai un sussulto, mai un guizzo, mai un segnale di ripresa, mai un cenno di vita (a parte, forse, la parata di Provedel sul rigore di Nico Paz nel primo tempo). Ha prevalso lo sconforto, la rassegnazione, l’impotenza più assoluta, quella che ti sbatte contro il muro e dalla quale non sei in grado di uscire.
Qualcuno deve assumersi la responsabilità di questo fallimento e qualche altro deve caricarsi sulle spalle il compito di provare a fermare questo declino. Ci si può fare male, e molto. Si può sottovalutare la portata di una stagione che, soprattutto a livello psicologico, potrebbe rivelarsi deleteria. Le altre squadre investono, la Lazio sembra costantemente rimanere al palo. Le altre squadre fanno sognare i propri tifosi, qui invece sembra non essere più possibile. Chi di dovere è bene che rifletta e che inizi a dare risposte concrete al meraviglioso popolo laziale.
di Claudio Troilo
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