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Il nuovo indicatore del Costo del Lavoro Allargato mette la Lazio con le spalle al muro

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Matteo Guendouzi MVP

Di fatto, si attendeva solo l’ufficialità. Nel corso del Consiglio Federale del 24 novembre, è giunta: l’indicatore del costo del lavoro allargato, quello che ha bloccato il mercato estivo della Lazio, scenderà da 0,8 a 0,7. Il nuovo margine entrerà in vigore dalla prossima sessione estiva e andrà a complicare ulteriormente la situazione biancoceleste.

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Il consiglio federale modifica il parametro del costo del lavoro allargato: la situazione della Lazio

Il nuovo parametro sul Lavoro Allargato è diventato ufficiale da ieri. La FIGC ha introdotto una sola novità rispetto a quanto ci si attendeva: gli investimenti fatti su under 23, selezionabili per le nazionali azzurre, saranno esclusi dal computo. Questa eccezione serve a non ostacolare la crescita dei giovani più interessanti del nostro movimento calcistico e aiuta alcune squadre, ma non la Lazio. In casa biancoceleste, infatti, non troviamo calciatori rispondenti a queste caratteristiche.

Per non incorrere in problemi e sanzioni nell’estate 2026, dunque, la Lazio deve rivedere le sue strategie di mercato per il mese di gennaio. Operare a saldo zero potrebbe non essere più sufficiente. Bisognerà attrezzarsi per inseguire le plusvalenze. Sarà dunque necessario cedere e cedere bene.

I nomi caldi per le plusvalenze

Il portiere Christos Mandas è probabilmente il primo che sarà ceduto. È arrivato per un milione di euro e si può vendere a 15. La Lazio, pur di incassare, potrebbe anche accontentarsi di qualcosa in meno per un giocatore che è ormai chiuso da Ivan Provedel.

Altri due seri candidati all’addio sono Matteo Guendouzi e Nuno Tavares. Ambedue sono visti come sacrificabili e hanno mercato. Il francese sta suscitando interesse in Premier League e potrebbe portare 30 milioni. Si tratterebbe di ossigeno puro per il bilancio laziale, anche al netto del 10% sulla futura rivendita da riservare al Marsiglia. Il portoghese pare fuori dal progetto tecnico e si sta svalutando. Oggi vale tra i 20 e i 25 milioni, cifra piuttosto lontana dai 35 che la Lazio assaporava alcuni mesi fa, prima dei problemi di mercato. Il calciatore è stato comunque pagato 5 milioni e anche nel suo caso c’è una percentuale sulla rivendita da riservare all’Arsenal (40%). Nuovamente, pur di fare cassa si accetterebbe di cederlo ai numeri indicati.

La priorità laziale, oggi, è fare il possibile per scongiurare un nuovo blocco di mercato a giugno e potersi attrezzare a dovere per la stagione 2026/2027.

di Mattia Mezzetti

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