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Il 2º convegno della Lazio sulla violenza sulle donne: RIVIVI la diretta

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Palco convegno Lazio violenza sulle donne

Dal nostro inviato, Claudio Troilo

Nella giornata di oggi, lunedì 25 maggio 2026, presso la sala stampa dello Stadio Olimpico di Roma, a partire dalle ore 9:30, va in scena il 2º convegno patrocinato dalla S.S. Lazio sulla violenza sulle donne dal titolo: “Quando la violenza non finisce: responsabilità e futuro“. Noi di Lazionews.eu siamo lì per voi e vi raccoglieremo in diretta la voce dei protagonisti.

2º convegno Lazio sulla violenza sulle donne: in diretta tutte le voci dei protagonisti

Terza parte

ORE 17:16 – TERMINA IL CONVEGNO.

ORE 17:00 – CRISTIANA ALESSIA GUIDO – Neuropsichiatra Policlinico Umberto I di Roma – Il suo intervento si è concentrato sul rischio di vittimizzazione dei bambini, anche prima che il femminicidio si sia compiuto.

ORE 16:24 – ALBERTO LIGUORI – Procuratore Capo di Civitavecchia – Il racconto del femminicidio di Anguillara Sabazia, nel quale perse la vita Federica Torzullo nel gennaio del 2026. Il marito, Claudio Carlomagno, confessò l’omicidio dopo il ritrovamento del cadavere della donna nella loro azienda, e venne arrestato.

ORE 16:00 – CINZIA SERENA – La testimonianza di una donna che ha avuto la mamma vittima di femminicidio. Legge una lettera nella quale scrive la sua storia.

ORE 15:42 – VERA SQUATRITO – Mamma di Giordana Di Stefano, vittima di femminicidio a soli 20 anni – “Mia figlia è stata uccisa con 41 coltellate, ad appena 20 anni, e per me non è facile parlarne. Cresco una bambina che all’epoca aveva 4 anni e ora ne ha 15, Asia, mia nipote. Frutto dell’amore di mia figlia. Quando mia figlia era scomparsa, io avevo portato la bambina all’asilo per preservarla. Mia figlia era stata ammazzata la notte e io la stavo cercando, nel mentre gli assistenti sociali chiedevano di mia nipote perché volevano togliermela.

Di mia figlia dicevano che era una poco di buono, che era diventata mamma a 16 anni perché chissà aveva fatto. Io mi sono ritrovata sola, con una bambina che si auto-lesionava perché voleva la mamma. Il tempo non guarisce nulla, sono 10 anni e per me è come se l’avessi seppellita ieri. Dobbiamo usare le giuste parole con i bambini, ma nessuno ce lo ha insegnato. Io mi sono dovuta costruire tutto, ma la cosa più assurda è che i fondi che dà per questi bambini sono vincolati agli ultimi due anni. Le leggi si fanno, vero, ma devono essere utilizzate bene. Solo noi sappiamo di cosa abbiamo bisogno. Noi dobbiamo essere la voce per cambiare un sistema, grazie”.

ORE 15:25 – PATRIZIA SCHIARIZZA – Avvocato e Presidente Associazione “il Giardino Segreto” – Tutto l’intervento ha riguardato i bambini orfani di femminicidio e l’associazione “il Giardino segreto” che si occupa di assistere bambini e famiglie e di riconsegnargli un futuro possibile.

ORE 15:05 – GIUSEPPE CATALDO – Prefetto – Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime di reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti – Un intervento tutto centrato sulla necessità di denunciare, senza paura di eventuali ripercussioni. Poi un’analisi sulle leggi vigenti e i provvedimenti amministrativi che possono essere presi, come per esempio l’ammonimento del questore. Il comitato esercita questo lavoro con la massima attenzione e la massima ragionevolezza; anche quando la legge tace e non impedisce, il comitato cerca di dare interpretazioni favorevoli a favore delle vittime.

ORE 15:00 – INIZIA IL TERZO PANEL DEL CONVEGNO – Modera Roberto Rao

Seconda parte

ORE 13:45 – TERMINA IL SECONDO PANEL DEL CONVEGNO.

ORE 13:30 – CLAUDIO LOTITO – Senatore e Presidente della Lazio – “Chi è a capo di una società sportiva ha grandi responsabilità, non solo i risultati come vincere le coppe. Sei un custode di sentimenti e passioni che vivono nella quotidianità di ognuno di noi. Proprio perché la squadra rappresenta questi sentimenti ha l’obbligo per questo potere mediatico di attenzionare questi problemi. La Lazio lo ha sempre fatto, è ente morale perché mise a disposizione la propria organizzazione e i propri campi d’allenamento in tempi di guerra. Proseguiamo questo percorso sulla scia della storia della Lazio, ci sentiamo responsabili nei confronti delle persone e soprattutto dei giovani.

Dobbiamo nutrire la mente e lo spirito della gente, non solo il fisico. Questa società non ha più un processo di formazione, per questo la Lazio sta creando un’Academy con all’interno una chiesa. Ai miei tempi a scuola c’erano delle usanze, a scuola c’era il crocifisso e si pregava, poi usciti da scuola si andava all’oratorio. A 18 anni c’era il militare che ti insegnava il rispetto delle istituzioni. Oggi tutti vogliono apparire, chi non è presente nella comunicazione digitale non esiste, invece non è così. lo non penso che oggi qualsiasi individuo si ponga l’interrogativo su chi è e cosa possa fare. Tutti pensano di poter fare il Presidente della Repubblica o il commissario tecnico della Nazionale perché tutti vogliono apparire. Ci sono persone che hanno un carattere meno apparente, ma portano risultati pratici e concreti. Se uno appare, esiste nella società di oggi. Però non è così e in un rapporto di coppia si crea un problema. Il rapporto deve essere paritario e di rispetto, così riesci a cogliere elementi diversi e capisci fino a che punto puoi spingerti.

Oggi nessuno capisce quali limiti abbia e questo si vede anche nell’attività sportiva. Circa 20 anni fa sono stato il primo a inserire gli psicologi nel settore giovanile. Sentivo nelle competizioni giovanili i genitori che scaricavano le loro frustrazioni sui figli in campo. Da quel momento abbiamo fatto delle sedute con i ragazzi e con i genitori. Quando una società come la Lazio ha un potere mediatico così importante deve parlare di questi fenomeni. Tutto questo si sconfigge con l’educazione e la formazione dei giovani. Bisogna rispettare gli avversari e il merito sportivo. Devi vincere se meriti di vincere, non a ogni costo. Il mondo del calcio è un mondo collettivo, è un gioco di squadra e ci deve essere il rispetto dell’avversario e del compagno. I risultati si raggiungono tutti insieme, società, allenatore, giocatori e tifosi. Questi sono i valori autentici del calcio e dello sport. Noi non dobbiamo solo allenare lo spirito, ma anche la mente.

La Lazio ha anche una squadra femminile non a caso, se si parlasse solo di aspetto economico non andrebbe allestita e squadre importanti anche arrivate al secondo posto non ce l’hanno. Noi invece crediamo in questo, mia moglie ha posto la panchina rossa vicino al campo di calcio per avere questa integrazione totale. Abbiamo creato un’osmosi continua tra maschile e femminile, spesso i ragazzi della prima squadra maschile vanno a vedere la squadra femminile. Bisogna educare le persone al rispetto dell’essere umano, a prescindere dal genere. Tutto questo deve nascere nelle famiglie, purtroppo le famiglie hanno sempre meno tempo da dedicare ai propri figli. Spesso i ragazzi passano più tempo nelle società sportive che a casa perché devono allenarsi. Allora noi dobbiamo insegnarli il rispetto. I rapporti devono essere paritetici, in passato la donna subiva perché era anche dipendente dal punto di vista economico. Oggi non è più così ed è giusto che sia così. Chi pretende rispetto deve dare rispetto ed è quello che insegniamo nel nostro settore giovanile. Qualcuno si gira dall’altra parte quando si parla di certi argomenti. Noi dobbiamo essere le prime sentinelle di questo, nelle famiglie ci sono sempre state delle problematiche e ci saranno ancora. Il rapporto però deve essere basato sul rispetto, valori cristiani che si sono persi. lo ho 69 anni e non ho mai saltato una messa, anche all’estero. In Arabia Saudita c’era l’arresto se frequentavi una messa e ne ho fatta fare una in Ambasciata. Questi sono i valori fondanti della società e dello sport. Attraverso questi convegni non solo gettiamo un seme, ma tracciamo un percorso per raggiungere queste finalità. Senza questo gioco corale tra società civile, sport, scuola e famiglia non capiremo mai queste situazioni. C’è ancora bisogno di grande sensibilità, le donne non sono un oggetto ma un valore aggiunto”.

ORE 13:20 – ROBERTO GUALTIERI – Sindaco di Roma – Il primo cittadino della Capitale porta i saluti del comune al convegno organizzato dalla Lazio e fa i complimenti alla società biancoceleste per la vicinanza che mostra sempre a tematiche sociali. Poi una lunga riflessione sulla portata culturale del problema della violenza di genere e sulle possibili soluzioni. Il ruolo del calcio come “palcoscenico valoriale da preservare” e come “palestra del rispetto e della tolleranza”.

ORE 12:55 – NICODEMO GENTILE – Avvocato, Associazione “Penelope” – Il legale pone l’accento sui numerosi femminicidi commessi e sui tanti casi di donne uccise trattati e seguiti dalla sua associazione. Da Giulia Cecchettin a Pamela Genini, da Salvatore Parolisi a Sodano, tutti uomini con la divisa che hanno commesso femminicidi. L’importanza di lavorare sull’educazione degli uomini, dei mariti, dei compagni, dei bambini. Si tratta di un problema strutturale, sociale, dove la famiglia diventa “il covo delle ostilità”, dice l’avvocato. Infine, Gentile pone l’accento sui segnali, da cogliere e non sottovalutare.

ORE 12:44 – VALERIO DE GIOIA – Magistrato e consulente della Commissione parlamentare sul femminicidio – Vengono mostrati dal magistrato tutti gli aspetti normativi in relazione a reati a sfondo di genere. Violenza sessuale e stupro, molestie, anche all’interno della stessa relazione di coppia. Le violenze sessuali coniugali sono in netto aumento, esponenziali. Poi il magistrato ha parlato della violenza di stampo economico, come la giurisprudenza di merito ha dimostrato. Infine la violenza digitale; numerosi gruppi Facebook nei quali gli uomini caricavano foto delle mogli commettendo una serie infinita di reati. E una foto, o un video, quando sono online, non li puoi più togliere.

ORE 12:34 – PREFETTO GIANNINI – Arrivano anche i saluti del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Saluti istituzionali i suoi, brevi.

ORE 12:24 – ANNA BONIFAZI – Comandante del Reparto Analisi Criminologiche del RaCIS – Il colonnello spiega che tipo di funzione svolge questo reparto dell’Arma dei Carabinieri e in che modo interviene in caso di crimine relazionale.

ORE 12:12 – MASSIMILIANO SANTAITI – Avvocato – Il legale di Linda Moberg racconta la sua esperienza da difensore della donna.

ORE 11:53 – LINDA MOBERG – Sopravvissuta alla violenza domestica – “Col mio libro abbiamo voluto dare un segno di speranza e rinascita. Io sono stata in una relazione segnata dalla violenza per 20 anni. Sono figlia di un commissario di polizia, mia mamma è revisore di conti all’Università, mio fratello maggiore è anche un professionista; una famiglia quindi normale ma non segnata dal disagio economico e sociale. Il mio ex marito era un’imprenditore della ristorazione molto noto a Roma; a me si è approcciato corteggiandomi molto, sembrava l’uomo perfetto, e questo è un segnale molto importante da cogliere. Il 12 maggio del 2019, giorno del culmine della violenza che poteva farmi morire, mio figlio Riccardo – all’epoca 16 anni – chiamò lui l’ambulanza e fu proprio lui a salvarmi la vita.

La cosa che abbiamo in comune noi donne di violenza, è lo sputo. E’ la massima espressione di violenza, di umiliazione, di annullamento della nostra dignità. A me è successo tante volte e ciò che dico sempre alle altre donne vittime di violenza è che questi uomini non cambiano, non possono cambiare. Per 20 anni è stata una dipendenza cronica, assoluta, senza precedenti. Io credevo a ciò che lui mi diceva, alle umiliazioni che subivo: non mi pettinavo più, non mi truccavo più, restavo con la testa china sul lavandino. Uno arriva a chiedere scusa per cose che non ha fatto, è questo il circuito malato”. Vengono poi mostrati in un video i messaggi tra Linda e l’ex marito.

ORE 11:43 – ONOREVOLE MARTINA SEMENZATO – Presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio – L’onorevole Semenzato si trattiene per pochi minuti anche all’inizio del secondo panel; un breve saluto e una riflessione sul valore della commissione sui femminicidi. Da due anni il numero dei femminicidi segna un segno meno, ma sono moltiplicati gli ammonimenti del Questore. Si evidenzia che rimane fondamentale la denuncia, come prima passo e step per uscire dalle violenze. Poi un discorso sulla formazione degli operatori, delle forze dell’ordine e intervenire sulla vittimizzazione secondaria.

ORE 11:38 – INIZIA IL SECONDO PANEL DEL CONVEGNO – Modera Federica Gentile

Prima parte

ORE 11:30 – TERMINA IL PRIMO PANEL DEL CONVEGNO

ORE 11:10 – ELISA ERCOLI – Presidente dell’Associazione “Differenza Donna” – “Noi ci laureiamo prima e meglio, il problema però è che l’Italia è il paese con il tasso minimo di occupazione femminile. Noi viviamo in uno stato che discrimina follemente le donne, non dà welfare e quindi le donne si trovano ancora che hanno il doppio di cura da dare in famiglia. Come ancora guadagnano il 30% in meno dei maschi; è proprio una questione di potere, di dominio. La convenzione di Istanbul ci dice che la violenza sulle donne esiste perché ci sono tutte una serie di disparità prima che le facilitano.

Poi dobbiamo lottare contro il vecchio patriarcato rimasto e il nuovo patriarcato che avanza. Sul digitale, infatti, stiamo studiando ciò che sta accadendo e ai bambini di 4 anni non può essere lasciato in mano lo smartphone. Ai bambini adolescenti stanno insegnando come si acquista la fiducia della ragazzina per poi stuprarla, sono effetti epocali. Senza questo approccio qui, noi non riusciremo più a fare passi in avanti. Non è solo il disagio economico che genera violenza, perché anche in contesti “ricchi” si verificano fenomeni di violenza e stupro. Il problema è solo uno: vecchio e nuovo patriarcato. L’educazione sesso-affettiva è una questione di stato”.

ORE 11:05 – GIULIA SARNARI – Avvocato – “I tipi di violenza sono tanti: fisica, psicologica, economica, verbale. Ciò che conta è privare la vittima di una sua autonomia. Quella economica, però, è la prima che va intercettata e stanata. Magari parte dalla famiglia, da un disagio sociale evidente. Ci sono però anche donne autonome economicamente, con un loro patrimonio, ma che lo stesso subiscono violenza e sopraffazioni. L’apparato normativo c’è ed è robusto, sia in sede penale che in sede civile, ma quello che è necessario è che le donne devono essere più consapevoli di essere aiutate a raggiungere una indipendenza economica. E questa, quando c’è, non va ceduta all’uomo. Abbiamo anche registrato una fuga dalla comunione legale dei beni, cosa che venne fatta all’epoca per accogliere la donna all’interno dell’economia della famiglia. Va spiegato alle donne che la comunione legale dei beni tutela la donna che ha meno possibilità economiche”.

ORE 11:00 – ALESSANDRA BELARDINI – Primo dirigente della Polizia di Stato, Polizia Postale e Comunicazioni – “La rete è una cosa inarrestabile in questo momento, ma dobbiamo andarci consapevolmente. Noi siamo nelle scuole ogni giorno, quello che fa la differenza però è che non dobbiamo tutti parlare della stessa cosa. Dobbiamo lasciare il passo agli psicologi, agli esperti ed è per questo che a Roma abbiamo creato una stanza, che si chiama “la stanza di Alice”, nella quale la donna viene ascoltata supportata da un team di esperti. Nella prima fase dell’ascolto servono gli esperti e queste persone vanno seguite, a seconda delle competenze”.

ORE 10:48 – RAFFAELA VANNUCCINI – Ispettrice Regionale Corpo Infermiere Volontarie di CRI – “Noi lavoriamo sul campo, tutti i giorni, in Croce Rossa Italiana. Siamo a contatto con le persone più vulnerabili, le donne migranti, senza tetto, con difficoltà economiche. Ciò che è importante è diventare imparziali, bisogna abbattere il pregiudizio. Questa imparzialità ci porta a liberare la nostra mente e a spiegare anche agli altri l’abbattimento del pregiudizio e del cliché. La soglia sottile tra il poter fare e il non poter fare, è importantissima. E’ fondamentale, di primaria importanza”.

ORE 10:43 – BARBARA ALBERTI – Scrittrice – “La verità è che non siamo alla pari. Noi donne abbiamo un sesso che non deve dimostrare nulla, mentre i maschi sono vincolati da una cosa che o funziona o non funziona. Per i maschi bisogna avere un po’ di compassione, perché hanno la tragedia del complesso. Io, ultimamente, ho provato a rivedere il processo di Franca Viola: non ce l’ho fatta. Io ho una sola soluzione, che poi è un suggerimento: noi siamo più deboli fisicamente, non c’è nulla da fare, e per questo il primo provvedimento che farei è l’obbligo dalla scuola dell’infanzia di fare arti marziali per le donne. Semplicemente addestrare le donne, colmare la differenza fisica tra uomini e donne. Avete parlato di Giulia Cecchettin, e quello è il caso emblematico di invidia fisica, intellettuale, morale”.

ORE 10:35 – ONOREVOLE MARTINA SEMENZATO – Presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio – “Grazie di questo prezioso invito e non posso che ringraziare la società Lazio, sempre molto sensibile su queste tematiche. Inizio col dire che la violenza di genere non riguarda le donne, o non solo loro, ma soprattutto gli uomini. Io sono il legislatore e necessariamente, con la mia commissione, che è bicamerale tra Camera e Senato, devo porre le basi affinché da un punto di vista legislativo l’impalcatura sia solida. Io faccio inchieste e vengo da cinque inchieste votate all’unanimità. Il tema educativo è profondo; vengo dall’inchiesta sulla violenza online, economica, sugli orfani di femminicidio, sui braccialetti elettronici e molto altro.

Dico che bisogna riappropriarsi della responsabilità genitoriale. Serve la famiglia, serve un rapporto armonico tra scuola e famiglia, e io che sono la politica devo mettere poi a terra questa istanze. Ciò che si è inclinato è il dialogo tra queste due istituzioni, scuola e famiglia. In Veneto, a Rovigo, un ragazzo ha sparato dodici pallette in faccia a una professoressa. Il ragazzo è stato bocciato, ma la famiglia ha vinto il ricorso e lo ha vinto. Ecco, questo è l’esempio plastico di come queste due istituzioni non dialoghino più, non comunichino più”.

ORE 10:30 – PROF.SSA ANNAMARIA GIANNINI, docente di Psicologia Forense all’Università La Sapienza di Roma – “Grazie dell’invito e buongiorno a tutti. Il tema è complesso e sempre più precoce, con ragazzini che già dalla tenera età hanno atteggiamenti costrittivi verso le loro fidanzatine. I dati del ministero dell’Interno, poi, sono inquietanti: ragazzi giovanissimi che portano nello zaino coltelli e taglierini, segno di un fenomeno del non rispetto che resiste e persiste. Molte ragazzine accettano certi atteggiamenti “per amore”, scambiando possesso e limitazioni per amore, scambiando violenza e costrizione per amore. Serve quindi cambiare una cultura, ma i cambiamenti culturali richiedono troppo tempo e costanza”.

ORE 10:27 – Viene mostrato un video dell’arringa dell’avvocato Lagostena Bassi nel processo sulla strage del Circeo.

ORE 10:09 – PRESIDENTE REGIONE LAZIO ROCCA – “Ringrazio te, Cristina, e tutta la Lazio, per la vicinanze che dimostrate sempre in relazione a queste tematiche. Le conseguenze della violenza sulle donne sono durissime. Io porto la mia esperienza personale, e rilevo che il tema – al di là dell’aspetto penalistico – sia davvero culturale. Il femminicidio è un reato democratico, tocca tutti, ma è presente soprattutto in alcune fasce della società dove il disagio è maggiore. Nella mia esperienza da avvocato penalista, un mio cliente, accusato di un reato gravissimo, disse testualmente: “qua non c’è la modernità, qui una donna che tradisce viene ammazzata”. Serve quindi un’operazione di sistema, serve tutelare le fasce più deboli, le donne lasciate sole, disoccupate, senza prospettive economiche e di emancipazione.

Noi dobbiamo intervenire sotto il profilo ordinamentale, le donne non devono arrivare a subire violenza per ricevere aiuti. Serve anticipare il rischio, mitigarlo, ridurlo al minimo. La donna deve scegliere liberamente, prima ancora che nascano episodi di violenza. Serve l’identificazione dei segnali patologici, e la regione Lazio ovviamente sostiene i tanti centri antiviolenza presenti nella nostra regione. Non vanno calate dall’alto soluzioni, serve ascoltare chi è in trincea e sta sul territorio. Le quote rosa, tanto criticate, sono state invece secondo me un passo importante verso la parità di genere. Ringrazio tutti voi e vi auguro una buona prosecuzione di giornata”.

ORE 10:05 – CRISTINA MEZZAROMA

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ORE 10:01 – MINISTRA ROCCELLA, con un videomessaggio, saluta i presenti. Un ringraziamento particolare alla dottoressa Mezzarroma, alla società sportiva Lazio e a tutti i presenti. Una riflessione sul tema della violenza, in particolare di quella sulle donne, con uno sguardo più ampio sulle possibile cause e i necessari rimedi. I danni psicologici, specialmente sui minori nel caso di violenza domestica, sono assai difficili da riparare. Serve un’azione di sistema, capace di integrarsi tra le diverse professionalità.

ORE 10:00 – HA INIZIO IL CONVEGNO – Simona Branchetti presenta la giornata.

di Claudio Troilo

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