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‘Di Padre in Figlio’, dall’hotel Stankovic: “E’ sempre bello tornare. Inzaghi? Merita la conferma” (FOTO)

NOTIZIE LAZIO – Le dichiarazioni di ex giocatori protagonisti dell’evento di questa sera..

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NOTIZIE LAZIO – Tra qualche ore l’Olimpico si dipingerà di biancoceleste. Mentre cresce l’attesa per la terza edizione dell’evento ‘Di Padre in Figlio’, dall’hotel Donna Laura di Roma parlano alcuni degli ex giocatori e allenatori laziali, protagonisti dell’iniziativa, ai microfoni di Radio sei.

Lazionews.eu segue l’evento in diretta con Riccardo Caponetti

Fernando Orsi: “In diciotto anni questa squadra mi è rimasta nel cuore. Stasera è la festa della tifoseria, con tanti giocatori che hanno fatto la storia. È l’evento di un popolo che si riunisce in massa con grande senso di appartenenza. Mi fa piacere ricontrare qualsiasi collega, chi non ci sarà si perderà tanto. La Lazio mi ha dato davvero molto”.

Thomas Doll: “Ho già rivisto Riedle e Ruben Sosa. Dopo 23 anni è tutto davvero fantastico, anche se ero già tornato a Roma. Vivendo in un’altra città, i contatti non possono essere frequenti come prima. Ma è una cosa unica, sono contentissimo di essere qui”.

Karl-Heinz Riedle: “Non mi sono preparato molto per questa partita, ma nessuno vuole fare brutta figura questa sera (ride, ndr). È una grande emozione aver fatto parte di questa società”.

Roberto Baronio: “Il mio era un Olimpico ben diverso. Stasera lo rivedremo come dovrebbe essere sempre. La Lazio fa parte della mia vita, ho ricordi importanti sia dell’era Cragnotti che di quella Lotito. Avendo poi un figlio laziale e anti romanista, sarò sempre legato a questi colori”.

Cristian Ledesma: È un onore essere qui per una serata tanto emozionante. È davvero bello che molti giocatori che hanno fatto la storia di questa maglia siano qui. Essere all’Olimpico insieme a loro è un grandissimo piacere. Futuro? Non posso sbagliare scelta, ma spero di poter proseguire la mia carriera da giocatore”.

Ruben Sosa: “È da un po’ di tempo che non corro più, ma stasera sarò in campo. Mi trovo benissimo con Angelo (Gregucci, ndr), è un amico ed è stato un grande sia dentro che fuori dal campo. Non vedo l’ora di riabbracciare i compagni e i tifosi”. 

Pierluigi Casiraghi: “È bello rivedere tutti, i tifosi della Lazio hanno risposto benissimo. Questi sostenitori andrebbero riavvicinati alla società. L’importante è comunque essere qui oggi per una serata del genere. Lavorando all’estero, è l’occasione per rivedere tanti ex compagni”.

Eugenio Fascetti: “Soddisfatto della sua squadra? Speriamo di aver fatto le mosse giuste. Non sopporto chi si lamenta, chi si lamenta sta fuori.” (ride ndr)

Delio Rossi: “E’ la seconda volta sento l’onore di essere invitato e penso che essere qui vicino ad altri che hanno fatto la storia fa sentire che anche tu qualcosa hai dato. Ho tante manifestazioni di stima che prima non riuscivo a cogliere. Io sono per mio modo di essere sono tifoso di tutte le squadre che alleno, però la Lazio fa parte della mia vita. Rapporto società-tifosi? La gente ha bisogno di un senso di appartenenza e di riconoscersi nei giocatori.”

Paolo Negro: “Stasera finalmente si respira aria di Lazio e questa è la cosa più bella.”

Tommaso Rocchi: “Alla serata per Miroslav Klose ci siamo divertiti molto. Sono molto felice di essere stato invitato anche stasera, ritornare all’Olimpico e rivedere tanti amici è bellissimo. Si è venuta a creare una situazione difficile e ‘Di Padre in Figlio’ è l’occasione giusta per vivere la lazialità. Spero si possa trovare il modo di cambiare qualcosa e avere una squadra competitiva”. 

 

Cristiano Bergodi: “La retrocessione con il Modena mi rammarica, specie per le ultime prestazioni. Per stasera sono pronto”. 

Vincenzo D’Amico: “La mia autonomia è di 8 secondi, stasera non posso proprio scendere in campo”. 

Ousmane Dabo: “È bello ritrovare amici, giocatori e sopprattutto i tifosi della Lazio. Fa sempre piacere ritornare all’Olimpico. Sono stato benissimo a Roma. Biglia? Se dovesse partire servirebbe prendere un regista. Cataldi è una mezz’ala, ma dipende dalla società”.

Guerino Gottardi: “In due o tre appuntamenti sono riuscito a lasciare il segno, ma spero mi si ricordino anche per altre cose. La cosa più bella è stata poter giocare insieme a campioni del genere”.

Daniele Portanova: “Ho detto subito al capitano che faccio dieci minuti, poi vado nel mio posto che è in Curva. Oggi rappresento il tifoso della Lazio in campo. Ho la pelle d’oca nell’indossare questi colori. La squadra tanti anni fa andava bene così, quindi non avevo la presunzione di paragonarmi a certi campioni. Ultimamente invece le cose erano cambiate e un Portanova poteva esserci. La mia aggressività? La prima finta non la capisco”. 

Alessandro Calori: “È strano essere nel cuore dei laziali dopo quindici anni, ma sento ancora l’affetto dei tifosi. Non avrei mai pensato di entrare nella storia biancoceleste con il mio gol. Da tecnico alleno con la stessa passione. Oggi non gioco, sarò solo un osservatore e non è neanche giusto che io scenda in campo”.

Marco Ballotta: “Ero vecchio da giovane e mi sono mantenuto vecchio da giovane (ride, ndr). Non so con chi giocherò, ma non è un problema. I rigori? Li tiro”.

Luigi Corino: “Qualche difensore l’ho visto. È la festa dei laziali e bisogna godersela. Con Portanova, quando la Lazio ha vinto lo Scudetto, eravamo a Brindisi e siamo subito tornati a Roma per festeggiare”.

Giuseppe Pancaro: “E’ un’emozione rivedere tutti e giocare davanti ai nostri tifosi, al nostro popolo. L’amore dei laziali per la propria squadra è un dato di fatto. Per l’amore che hanno, meritano delle soddisfazioni”

Angelo Gregucci: La passione è tantissima, ma le condizioni fisiche indecenti. Sono indecoroso, bisogna vedere se partecipo o passeggio”.

Dejan Stankovic: “Non ho più di venti minuti nelle gambe, sono fermo da tre anni. Tornare e vedere lo stadio pieno è sempre un’emozione. Non dimenticherò mai gli anni alla Lazio. Solo dopo aver messo piede a Formello, potevo smettere. Mi bastava quello. Sono cresciuto e ho vinto tanto insieme alla squadra e alla città. C’erano dei fenomeni veri”.

Bernardo Corradi: “Noi attaccanti siamo polivalenti, degli artisti. Il gol nella nebbia? Ricordo il gol e poi di aver visto spuntare i compagni per abbracciarmi. Il boato dei tifosi mi ha aiutato a capire”.

Fabio Liverani: “Alla Lazio sono stati cinque anni importanti nell’apice della mia carriera. Farà sempre parte della mia vita. La serata è un modo per unire la lazialità ed un modo per rivedere tante vecchie conoscenze. La vittoria della Coppa Italia lo prendo come massimo ricordo”. 

Dario Marcolin: “Ho mantenuto un po’ di energia per la partita. Il calciotto resta però la disciplina che amo di più, mi tengo sempre in grande forma. La grande gioia è stata rivedere Doll e Riedle. Abbiamo rifatto anche una fotografia tutti insieme”.

Stefano Fiore: “Ho trovato un po’ di traffico. Ci siamo preparati benissimo per la partita. Credevo di essere uno di quelli messi peggio, invece non è così. La mia squadra è abbastanza offensiva: ci sono D’amico, Castroman, Corradi e Chinaglia”.

Giorgio Chinaglia Jr: “Sono arrivato ieri e ripartirò domani. Mi sono allenato e sono molto felice di essere qui”

 

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