LA PARTITA DALLA A ALLA…Z – Tra poche ore la Lazio di Pioli affronterà gli ucraini del Dnipro. Ultimatum per il tecnico biancoceleste che, se dovesse fallire l’appuntamento con l’Europa, rischierebbe di compromettere la sua permanenza sulla panchina. Stadio Olimpico, si riparte da qui: dopo l’amaro pareggio in casa contro il Palermo, la squadra che ha subito la strigliata di Lotito con tanto di ritiro punitivo dovrà superare ogni blocco psicologico e la paura di “vincere”. Tre punti fondamentali per entrambe le compagini: il Dnipro superando per la prima volta un’italiana in trasferta rimarrebbe attaccato alla speranza europea, mentre la Lazio cerca il primato nel girone che la condurrebbe alla fase successiva. Lazionews.eu vi racconta il match con tutte le lettere dell’alfabeto, nella rubrica “La partita dalla A alla…Z”. Buona lettura.

A di Assente indesiderato. Keita non ci sarà. Un’assenza, la sua, che potrebbe decisamente pesare su una situazione già di per se pesante: lo spagnolo è stato espulso per un fallo di reazione nel match con il Rosenborg e salterà dunque la partita dell’Olimpico di giovedì. Il tecnico emiliano dovrebbe puntare ancora su Gentiletti: il difensore verrà fermato dal Giudice Sportivo per la prossima partita di campionato, e quindi c’è un’altra probabilità di vederlo dal primo minuto in questa gara di ritorno in Europa League.

B di BiglietteriaDuemila e cinquecento biglietti staccati a ieri sera, forse oggi si arrotonderà la cifra e arriverà a quota tremila paganti, gli stessi registrati in occasione della partita con il Palermo. Questa volta andrà ancora peggio visto che in Europa League non ci sono abbonamenti. Soli in campo e fuori, Pioli e i suoi dovranno uscire dalla melma con le proprie forze: i tifosi che affollavano Formello dopo le vittorie dell’anno scorso si sono dileguati. L’Olimpico piange lo spettacolo delle Curve.

C di Capitolo Rinnovi. Sistemata la questione Marchetti, con il portiere che a meno di clamorosi colpi di scena dell’ultimo minuto rinnoverà il proprio contratto con la Lazio, resta l’incognita legata al bosniaco. Lulic vuole una stipendio adeguato al proprio rendimento: l’offerta pervenuta all’entourage del giocatore è sempre la stessa – circa 1,3 milioni di euro a stagione. Il presidente Lotito è disposto ad ascoltare eventuali offerte, per meno di 15 milioni non vuole cedere il proprio gioiello: una valutazione che fino a poco tempo fa veniva considerata eccessiva dal giocatore stesso.

D di Dove vedere Lazio-Dnipro. Stasera ai biancocelesti basta un punto per agguantare la qualificazione al turno successivo. Per i tifosi giunge una ufficialità che non farà piacere: il match, al contrario della doppia sfida con il Rosenborg, non sarà visibile in chiaro, ma solo sulla pay tv di Sky, emittente che detiene i diritti della coppa. Ad andare in onda su Mtv8 sarà stavolta la sfida tra Bruges e Napoli, che si giocherà in terra belga.

E di Errore clamoroso. L’andata ebbe un amarissimo retrogusto. La vittoria biancoceleste che sembrava sicura, sfuggì a tempo scaduto, con il Dnipro che agguantò il pari 15 secondi dopo il termine del terzo minuto di recupero. Al termine della partita il ds Tare, intercettato dai cronisti presenti, tra cui quello di Lazionews.eu, al di fuori dei microfoni ha mostrato rammarico e un pizzico di rabbia contro la decisione dell’arbitro: “Errore clamoroso”, il suo giudizio sulla scelta del fischietto Hunter di proseguire oltre il termine del recupero assegnato.

F di Fischietto lituano. Ad arbitrare il match dell’Olimpico sarà il lituano Gediminas Mažeika. Gli assistenti designati sono Vytautas Šimkus e Vytenis Kazlauskas. Quarto uomo il signor Dovydas Sužiedėlis, mentre gli addizionali saranno Nerijus Dunauskas e Sergejus Slyva. Il fischietto lituano non ha mai incrociato la Lazio. In stagione ha diretto la Fiorentina in Europa League nel match contro il Lech Poznań, match perso dai toscani 2-1 in casa.

G di Grinta e passione. L’infortunato Onazi, alle prese con una lesione all’adduttore, ha voluto lanciare un importante messaggio ai suoi compagni per invogliarli a tirare fuori la grinta necessaria a battere la squadra ucraina: “Nella vita di ogni uomo ci sono sempre momenti difficili. Restiamo uniti tutti insieme nelle difficoltà, fianco a fianco, da compagno a compagno, da tifoso a tifoso. Solo chi è della Lazio sa rialzarsi 1, 10, 100 volte più forte di prima. Chi non ama questa maglia quando le cose vanno male non puó rappresentarla quando le cose andranno bene. Possiamo essere forti, ma solo tutti insieme, tutti, tutti, dal primo tifoso all’ultimo calciatore. Forza Lazio a vita!”.

H di Hoedt, parlami d’amore. Dopo i commenti negativi sulla Lazio dei media olandesi che avevano disdegnato sin dall’inizio la squadra italiana per i propri pupilli Hoedt e Kishna, il difensore biancoceleste ha voluto commentare la sua esperienza a Roma rispetto alle parole dei rotocalchi orange: “È una sciocchezza. Se così fosse non mi avrebbero protetto, facendo delle valutazioni errate sulla mia partenza. Possono dare un parere, ma io comunque sono in grado di prendere le mie decisioni”. Una risposta secca quella di Hoedt che non rinnega il passaggio alla Lazio. “A questo punto della stagione, lo scorso anno avevo disputato quattro partite. Ora ne ho fatte il doppio in un top club europeo come la Lazio. Di conseguenza posso ammettere di essere sulla strada giusta”.

I di Infermeria. Tra indisponibili ed infortunati. L’indisponibile Fedorchuk lascerà spazio a Cheberyacko, ma l’assenza più pesante porta il nome di capitan Rotan, colonna portante del club: è squalificato e guarderà i compagni Bruno Gama, Bezus e Matheus supportare bomber Seleznyov sulla trequarti offensiva. Alla vigilia del match contro gli ucraini, il medico sociale biancoceleste Roberto Bianchini fa il punto sull’infermeria dai microfoni di Lazio Style Radio 89.3: “Non avete visto allenarsi Felipe Anderson, da questa mattina soffre di una imponente torcicollo. Lo stiamo trattando farmacologicamente, è migliorato. Vediamo come andrà, ma è difficile pensare che riesca a risolvere questa problematica che limita l’autonomia di movimenti in una partita ufficiale. Ad oggi la situazione è ingarbugliata per l’entità del fastidio, non per la gravità del problema”.

L di Lontane dalla vetta.  Entrambe le compagini, nel proprio campionato, stanno trovando diverse difficoltà. E’ ormai chiara la situazione in casa Lazio, mentre invece va ricordata l’ultima gara degli ucraini: la scorsa settimana il Dnipro non è riuscito a superare il Chornomorets Odessa, compagine che naviga nelle zone basse della classifica, trovandosi al penultimo posto in classifica. Perde punti preziosi la formazione di Markevich che, con un noioso 0-0, si allontana dalle due squadre di testa che restano lo Shakhtar Donetsk e la Dinamo Kiev.

M di Maurizio, orgoglio biancoceleste. , Maurizio Manzini festeggia 75 anni. La maggior parte di essi passati con l’aquila sul petto: il mondo biancoceleste è in festa. Anche la Lazio, con un comunicato ufficiale, ha voluto omaggiare il team manager. “Maurizio Manzini, team manager biancoceleste, nato a Roma il 25 novembre del 1940, oggi spegne 75 candeline. Dal Presidente, dalla Società, dallo staff e da tutti i tifosi, i più sentiti auguri di buon compleanno!”. Ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, è intervenuto il diretto interessato, commosso per gli auguri ricevuti. “Grazie a tutti per gli auguri, sono contentissimo e imbarazzato per tutte queste attenzioni. Per tutta la vita la mia è stata una funzione di servizio a questi colori, quindi questo farmi sentire protagonista mi imbarazza un pochino. Quello che mi viene da dire sono espressioni di gratitudine e ringraziamento alla società, ai colleghi, allo staff e tutti coloro che negli anni mi hanno consentito di perpetuare quello che per me è stato e rimarrà fino a quando il destino, e chi c’è sopra, lo vorrà. Quando un uomo riesce a fare della propria passione il proprio lavoro non può chiedere altro alla vita”. Auguri a Maurizio, laziale vero.

N di Nelle grazie di Lotito. La Lazio accelera per Douglas. Sarà lui l’osservato speciale questa sera: pare che il ds biancoceleste Tare abbia già incontrato i dirigenti del club ucraino per parlare del difensore: si parla di un’offerta del presidente di 4 milioni di euro. Se non si arrivasse ad una conclusione, ci sono altri nomi su cui la Lazio punterebbe: Tonelli, Ranocchia e Terziev in testa.

O di “Ora ci sacrifichiamo”.  Parolo dopo lo sventurato pareggio con i rosanero lo aveva confermato: “Manca la voglia di sacrificarsi gli uni per gli altri”.  Pioli lo ha riconfermato in conferenza, ieri a Formello: “Questi giorni servono per confrontarci e crescere. E’ una regola per tutti quella di sacrificarsi, di correre gli uni per gli altri. Dobbiamo ritornare ad avere l’intensità che non abbiamo avuto nelle ultime partite”

P di Parolo e quel retroscena dopo il Palermo. Non sta attraversando un periodo di forma eccellente, ma ha il dono dell’umiltà e della semplicità: ci ha messo la faccia, dopo la partita con il Palermo, presentandosi in zona mista. Prima di parlare ai giornalisti pare che proprio lui, Marco Parolo, avrebbe parlato con il cuore in mano alla squadra, ai suoi compagni, all’interno dello spogliatoio, quando tutti facevano le docce o si stavano vestendo. Un gesto da leader, da ragazzo con la testa sulle spalle, che ha affrontato di petto la situazione con i colleghi e vuole a tutti i costi uscire da questo momento di stallo.

Q di Quando vincere sembra impossibile.  C’era una volta la Lazio di Pioli. Era solo qualche mese fa quando si registravano tifosi alla stazione Termini e a Formello, una folla esultante ad ogni buon risultato del gruppo. Ora la situazione sembra capovolta: Lazio ottava in classifica, con 17 gol fatti e 21 subiti. In difesa solamente il Carpi ha fatto peggio, mentre Pioli non aveva mai fatto così male alla guida del club biancoceleste, registrando la peggior serie di risultati da quando allena questo club. La vera sfida oggi, sembra proprio vincere.

R di Ritiro punitivo.  Il pareggio con il Palermo non passerà sotto silenzio: la società, infatti, ha deciso per una sorta di ritiro punitivo. I calciatori sono rimasti nel centro sportivo di Formello, un’occasione per confrontarsi e superare insieme il momento negativo. Non è la prima volta quest’anno: già dopo la disastrosa trasferta di Napoli la dirigenza aveva deciso di affidarsi a questa soluzione, da lì diversi risultati utili consecutivi. Questione mentale? Forse. Intanto oggi, con la partita di Europa League finisce il ritiro. Vedremo da subito a quali risultati avrà condotto stavolta la strigliata del dirigente della Lazio.

S di Seleznyov. Il ricordo è ancora vivo: nella gara d’andata fu proprio lui, la punta ucraina a condannare al pareggio a tempo scaduto i biancocelesti. Al 45′ + 3 il Dnipro trovò il gol del pari con un colpo di testa di Seleznyov, pescato da Matos e lasciato incredibilmente solo al centro dell’area. Da lì tante critiche all’arbitro e malumore di Tare annesso. Gli errori arbitrali sono sempre esistiti, piangersi addosso non è servito allora, non servirà stasera.

T di Traballa la panchina. Questa di stasera e soprattutto le prossime due di campionato saranno partite decisive per la Lazio e anche per Pioli. Difficile immaginare un suo esonero: il tecnico ha un contratto fino al 2017, come sempre Lotito ci penserebbe molto attentamente. Intanto circolano già i nomi di eventuali sostituti: l’ipotesi più concreta porta a Francesco Guidolin ma piace anche Walter Mazzarri. Remote le ipotesi che chiamano in causa gli ex c.t. azzurri Lippi e Prandelli. Potrebbe esserci, tra i sostituti, anche Simone Inzaghi, pronto a fare il salto di qualità dalla Primavera alla prima squadra.

U di Ucraini all’attacco per un sogno da realizzare. Contro una Lazio in crisi l’occasione è ghiotta. Il precedente per già scoraggia tutti: il Dnipro in Italia non ha mai vinto. Chygrynskiy era ha affermato con sicurezza: “Sappiamo come fermarli” ed anche Markevyc ci spera e rilancia: “Siamo qui per vincere”. Gli ucraini riproporranno il 4-2-3-1 già visto all’andata, per cercare di mantenere vive le speranze in Europa non solo di una squadra ma di un intero popolo.

V di Vota Antonio, vota Antonio. Quanto manca a questa Lazio, forse neppure lui lo sa. Negli occhi dei tifosi la foga con cui strappa il pallone dalle mani del rigorista Biglia e lo posa a terra, la voglia di risorgere, eppure il suo sguardo spento. Non è più lo stesso Candreva, quel ragazzo entrato in punta di piedi e diventato l’idolo della Curva Nord sembra essersi dileguato, quasi a tornare nel dimenticatoio dal quale è arrivato. Da simbolo ad estraneo, o quasi. Stasera ci sarà, dal primo minuto, sicuramente cercherà una personalissima rivalsa: è stato il primo ad arrivare al ritiro a Formello, si riparte da lui, dal bell’Antonio, quello che ha incantato Lazio e Italia intera e che nonostante le critiche non ha mollato mai, da vero laziale.

Z di Zen. C’è bisogno di tranquillità, come non mai, da questo inizio stagione. Schiarirsi le idee e liberarsi da tutti i blocchi psicologici che hanno pesato fino ad ora come macigni. Una calma zen che nessuno ha dimostrato di avere: dalla reazione violenta di Keita in Europa League,  a qualche discussione per la fascia,  poi le solite scintille da Derby, fino ai malumori interni allo spogliatoio. Riordinare le idee: Pioli ci prova cambiando di nuovo radicalmente la squadra, mettendo in campo chi merita di esserci. Non è più soltanto una questione di punti, oppure di vittorie che non arrivano e risultati sconfortanti: c’è molto di più da fare, c’è una Lazio da ricostruire. Ci vuole calma, e sangue freddo…”.

 

Michela Santoboni

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