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LAZIO GENOA PAGELLE – Finalmente Lazio. Dopo l’amara sconfitta a San Siro, i biancocelesti trovano il riscatto all’Olimpico, dove vincono 4-0 contro il Genoa di Andreazzoli. Dominio assoluto, quello dei padroni di casa, concretizzato dalla reti di Milinkovic Savic, Radu, Felipe Caicedo . Ciro Immobile. Questi i voti dati alle prestazioni dei biancocelesti a firma del direttore di Lazionews.eu Paolo Cericola.

Strakosha 7 bravissimo in apertura su Romero, si ripete su Lerager e Sanabria. Sicuro
Luiz Felipe 7 la velocità degli avanti genoani non gli crea patemi d’animo. Chiude sempre con puntualità. Il 4 a 0 di immobile lo inventa lui.
Acerbi 6,5 la sua semplicità è disarmante. Non rischia mai nulla. Una certezza assoluta
Radu 7 presidia la zona mancina con precisione nelle chiusure. Pennella una palla a giro che si spegne all’incrocio dei pali per il raddoppio che archivia la gara.
Marusic 6,5 spinge con convinzione e continuità. Se vede pochino in avanti
Milinkovic 8 è padrone assoluto del centrocampo. Si costruisce il goal del vantaggio da solo, rubando il pallone a Lerager, realizzando il vantaggio. Pericolo costante
Leiva 6,5 non è al meglio fisicamente e si vede. Fatica ad essere il fantastico lettore delle trame avversarie.
Luis Alberto 7 sale in cattedra con il passare dei minuti. Gioca di prima ed in velocità diventando devastante
Lulic 6,5 si danna l’anima a sinistra. Spinge con insistenza, copre la fascia con intelligenza
Immobile 7,5 corre tanto, non si ferma un attimo, sempre generoso. Trova il 4 a 0 come ciliegina sulla torta di una splendida prestazione.
Correa 6 la sua gara vera dura 20’. Su un affondo si ferma toccandosi l’adduttore sinistro, resta in campo fino al 7º della ripresa ma senza incidere. Limitato
Inzaghi 7 voleva la vittoria è l’ha avuta. Squadra molto intelligente, più bassa delle prime uscite giocando in verticale diventa devastante. Molto simile a quella di due stagioni fa.
Caicedo 7 ormai una certezza assoluta. Chiude la gara con lucidità e maestria saltando anche il portiere avversario e mettendo dentro il 3 a 0 a porta vuota.

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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